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Diario del Po: scalato il Monviso per la sorgente

Diario del Po: scalato il Monviso per la sorgente

È partito il tour dei ferraresi sulle orme di Mario Soldati a 60 anni da “Il viaggio del Po”

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Svegliarsi dopo meno di un’ora di sonno, per il viaggio nella Valle del Po lo abbiamo fatto. Dopo appena 40 minuti di riposo, mi sono svegliato nel pieno della notte del mio paese, quella di Consandolo, quella che ancora, purtroppo, è in mano alla paura di Igor Il Russo. È stato un viaggio intenso, fatto quasi in uno stato di trance, quello che ci ha portato dalle mura di Ferrara fino a Crissolo, dove abbiamo incontrato il professor Stefano Fenoglio, docente dell’Università del Piemonte Orientale.
Fenoglio, all’ombra del Monviso, ci ha illustrato il lato buio della favola del fiume Po, quella fatta della biosfera sana a monte, ma in seguito contaminata dalle acque salate...
In un attimo ci siamo ritrovati a scalare alla ricerca della sorgente: «Vedete quelle nevi sul dorso dei colli? – ci spiega Marco, uno dei due guardiaboschi che ci accompagna –, quelle sono già il Po, perché è da loro che il fiume trova origine». Infine, siamo arrivati alla sorgente che trova il proprio flusso in un piccolo ruscello che scorga da sotto il ghiaccio per poi diventare, a Ferrara, quell’enorme flusso liquido che divide il Veneto dall’Emilia. Poi è stata ora di pranzo in un agriturismo che ci ha ospitato proponendo la propria tipicità: la trota, cucinata in vari modi. La nostra tappa si è conclusa a “La virginia”, agriturismo costruito grazie alle stesse pietre che si trovano sul fondo del Po, e solo ora il Monviso, mentre al mattino lo attendevamo al varco si libera dalle nebbie per mostrare la propria vertiginosa forza.
Matteo Rubbini

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