La Nuova Ferrara

«La cronaca nera interessa a tutti» 

«La cronaca nera interessa a tutti» 

Domenica la criminologa Bruzzone parlerà delle vicende di attualità più efferate

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Con Roberta Bruzzone avevamo parlato recentemente in relazione al caso di Igor “Il Russo”/Ezechiele. Domenica alle 18.30 la popolare criminologa e psicologa sarà in piazzetta Trepponti per un incontro dal titolo “Sulla scena del crimine”, in cui spazierà sui tanti casi di cronaca nera della quale si è occupata.
«In fondo rappresento la quotidianità - spiega -, non racconto soggetti di romanzi, bensì ciò che accade nella vita di tutti i giorni, fatti concreti e vicende di cui si parla tanto. E, in fondo, il successo di un certo genere è legato al fatto che questi temi appassionano. Sherlock Holmes di Conan Doyle rimane un personaggio unico, magari ne venissero creati altri di questo tipo. La cronaca nera non è una scoperta di questi ultimi 50 anni, anche negli anni di Jack lo squartatore (fine ’800, ndr) accadeva quello che si vede oggi. C’è stato e ci sarà sempre interesse per questo tema».
Prima la nuova rassegna libraria a Milano, ora questo festival a Comacchio: c’è ancora chi crede nei libri.
«Evidentemente sì, poi personalmente ritengo che giallo e noir continueranno ad esercitare fascino sui lettori. Queste rassegne sono un modo per scoprire nuovi autori ed avvicinare nuovi lettori ai loro personaggi. Questo di Comacchio è un evento ben progettato in un luogo suggestivo. Ho accettato volentieri l’invito di Simoni, ho letto tutti i suoi romanzi e la sua chiamata per invitarmi lì mi ha fatto estremamente piacere».
L’incontro si intitola “Sulla scena del crimine”, quali saranno i soggetti di cui parlerà al pubblico presente?
«In questi anni mi sono occupata di numerosi casi, per ovvi motivi è sempre meglio affrontare quelli che si sono già conclusi con delle sentenze. Ma una parte importante l’avranno i rapporti con i social media ed il ruolo di stampa e televisioni in questi casi».
Ecco, a questo proposito: in vicende come quella di Igor “Il Russo”/Ezechiele proprio sui social si scatenano commenti di tutti i tipi, molti contro i giornalisti, che ne pensa?
«Il problema principale è che a volte meno se ne parla e meglio è, spesso tali informazioni diventano utili per chi fugge, anche se non penso sia il caso di Igor. Di certo la posizione di stampa e televisione è complessa - aggiunge -, ma è chiaro che il compito dei giornalisti è quello di scrivere e raccontare quanto accade, su questo non ci sono dubbi».
Torniamo ai romanzi noir, a Comacchio ci saranno alcuni fra i migliori autori italiani ma i big oggi sono gli svedesi.
«E personalmente li adoro, non solo Larsson con la trilogia di “Millennium” che ha aperto il filone. Ho appena finito di leggere il romanzo Segreto di famiglia di Mikaela Bley ed è a dir poco spettacolare. Questo, si sarà capito, è il mio genere preferito e gli svedesi li amo perché sono asciutti nello scrivere, presentano trame complesse e approfondite con protagonisti ben delineati».
Davide Bonesi

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