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ALL'ABBADO

Con “Bella Ciao” Tesi porta a teatro i canti popolari

Con “Bella Ciao” Tesi porta a teatro i canti popolari

Il fisarmonicista: abbiamo bisogno di ricominciare a cantare quelle canzoni

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“Bella Ciao”, uno spettacolo che torna a più di cinquant’anni dal suo debutto (era il 1964) e che, dopo decine di repliche, continua a emozionare e coinvolgere pubblico e musicisti. Il concerto farà tappa al Teatro Comunale Abbado di Ferrara (Corso Martiri della Libertà, 5) martedì 2 maggio alle 20.30.
L’appuntamento, che chiude la stagione di Ferrara Musica Today, vede protagonisti alcuni tra i più importanti musicisti del folk italiano, come le cantanti Lucilla Galeazzi, Elena Ledda e Ginevra Di Marco, il cantante e chitarrista Alessio Lega, il chitarrista Andrea Salvadori, il percussionista Gigi Biolcati e il fisarmonicista e organettista Riccardo Tesi, che è anche il direttore musicale del progetto. Ed è proprio quest’ultimo a raccontare alla Nuova un concerto spettacolo che non è “solo” una performance, bensì un discorso più ampio che parla di amori, tradizioni, politica, mutamenti, speranze e delusioni.
Un percorso che parla delle radici del nostro Paese e della società moderna, delle lotte del Novecento, degli italiani di ieri ma anche di quelli di oggi.
Che cos’è “Bella Ciao” e perché scegliere di riproporlo a oltre 50 anni di distanza?
«“Bella Ciao” nel 1964 diede origine al folk revival. Partì da lì il cosiddetto “movimento popolare” della musica che diede poi origine a tutto quanto e se ancora oggi ci sono artisti che (ri)propongono i canti popolari dei nostri antenati, lo dobbiamo a quell’allestimento. Quindi, questo concerto è un modo sia per ringraziare quei cantanti e musicisti, sia perché abbiamo il dovere di continuare a percorrere quella strada da loro tracciata».
Come descriverebbe la musica popolare e qual è la sua importanza?
«È uno stile che ha attraversato la storia, che racconta la cultura e la società, sia quella passata sia quella presente. Queste canzoni esprimono il popolo, la vita e i problemi reali ben comprensibili dalla società. Anche a livello musicale è molto importante, le partiture sono complesse e sempre diverse tra loro».
Cos’è che l’ha affascinata e la affascina di un “mondo” solo apparentemente lontano?
«Sono cresciuto ascoltando Bella Ciao, a casa mia i canti popolari erano pane quotidiane. Mi piace la genuinità di questa musica che è vera in tutto e per tutto; oltre i contenuti mi affascinano le partiture, le emissioni vocali e anche quando a primo impatto questi brani potrebbero sembrare “antichi”, si capisce poi ascoltandoli che in realtà sono archetipici. Parlano dell’uomo, di aspetti universali della vita e proprio per questo non hanno mai smesso di esistere».
E il pubblico come risponde davanti a questo repertorio popolare?
«Benissimo e, a dire la verità, questo affetto ed entusiasmo ha stupito noi per primi. Non ce lo aspettavamo. “Bella Ciao” doveva essere una data unica che poi è diventata tournée. Credo che sia tempo di cantare di nuovo queste canzoni. C’è bisogno di canti che parlino di libertà e fratellanza. Non è solo un piacere, è una necessità».
Biglietti da 6 a 30 euro. Per info: 0532 202675 - www.ferraramusica.it.
Samuele Govoni
©RIPRODUZIONE RISERVATA

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