«Bologna della Uno bianca era come la L.A. di Ellroy”
In piazzetta Trepponti le origini del personaggio Coliandro raccontate da Lucarelli E De Giovanni spiega la nascita di un romanzo: alla base c’è una lunga ricerca
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Intrighi, misteri, sparatorie, sangue, ma immancabilmente sulla scena di atroci delitti anche ieri sera, ai piedi del Trepponti, hanno fatto irruzione impavidi sbirri senza macchia, quelli raccontati dalla penna di due fra i più grandi maestri del giallo italiano, Carlo Lucarelli e Maurizio De Giovanni.
È davvero calata l’atmosfera noir sulla seconda serata di Nero Laguna, festival dedicato alla letteratura noir, organizzato dal Comune di Comacchio, sotto la direzione artistica di Marcello Simoni il quale, rallegrandosi per la partecipazione di un pubblico partecipe, ha confidato che «per la prima volta su questo ponte, che ha 400 anni di vita, vedo un contesto vivo, dove c’è grande coinvolgimento e si parla di libri. È un sogno che coltivavo da bambino».
Sbarcati da una batana in piazzetta della Pescheria, Lucarelli e De Giovanni, solleticati dalle domande di Maria Gloria Panizza e Silvia Cavicchi, hanno svelato aneddoti e curiosità legati al loro approccio con la letteratura gialla, che diverge in base all’epoca delle vicende. «Raccontare i tempi attuali è una sfida da pentagramma - ha riconosciuto De Giovanni -. Per il commissario Ricciardi faccio una lunga ricerca, rispetto alla scrittura, che occupa uno spazio minore. Devi sapere tutto, come si vestivano, cosa mangiavano che tipo di vita conducevano gli investigatori degli anni ’30, mentre per i Bastardi di Pizzofalcone, ambientato ai giorni nostri, risolvo tutto con un invito a cena». A tavola con De Giovanni, il questore, il capo della mobile e della scientifica vengono messi davanti ad un crimine escogitato ad arte per una nuova trama e offrono spunti investigativi, indicando allo scrittore come si muoverebbero loro per risolvere quel dato caso.
Tanto per De Giovanni, quanto per Lucarelli, è ormai da anni consolidata la trasposizione televisiva dei loro personaggi più noti, come è avvenuto per l’ispettore Coliandro, del quale a Bologna si sta girando la nuova serie. «Da cronista di nera mi sono trovato per 5 o 6 anni nel bel mezzo degli efferati crimini compiuti dalla banda della Uno Bianca a Bologna - ricorda Lucarelli -; sembrava di essere a Los Angeles ai tempi di James Ellroy. Il commissario De Luca non era più in grado di raccontare la Bologna dell’epoca e mi è venuto in mente di scrivere qualcosa mettendoci dentro un Callaghan al rovescio. Così è nato Coliandro».
Brividi, colpi di scena e suspence hanno accompagnato anche l’incontro con le signore del noir, Barbara Baraldi, Marilù Oliva e Cristina Marra, intervistate da Maurizio Paiola, mentre Simoni ha ribadito di voler fungere «da valletta per tutto il festival, in modo da lasciare spazio agli scrittori e ai giornalisti locali...».
Esponente di spicco del genere dark/gotico italiano, la Baraldi ha lanciato proprio a Comacchio, in anteprima nazionale, il suo nuovo romanzo Aurora nel buio (Giunti), «una storia che ha per protagonista un gatto, Nerino, - ha spiegato -; uno di quei racconti di campagna che mi immagino narrati davanti al fuoco, al buio». I ricordi della nonna, le grida, la violenza della campagna, «mi sono entrate dentro come la scrittura, che è un’ossessione che ti domina».
La Oliva, insegnante e scrittrice, ha voluto sfatare l’idea che «lo scrittore consumato sia quello che fa le ore piccole con sigaretta e Negroni tra le mani, perché c’è ispirazione, talento e rigore». Infine, la Marra, curatrice di antologie e scrittrice, ha ammesso che «Agata Christie e il mondo del noir e del giallo sono sempre stati nella mia vita».
Katia Romagnoli
È davvero calata l’atmosfera noir sulla seconda serata di Nero Laguna, festival dedicato alla letteratura noir, organizzato dal Comune di Comacchio, sotto la direzione artistica di Marcello Simoni il quale, rallegrandosi per la partecipazione di un pubblico partecipe, ha confidato che «per la prima volta su questo ponte, che ha 400 anni di vita, vedo un contesto vivo, dove c’è grande coinvolgimento e si parla di libri. È un sogno che coltivavo da bambino».
Sbarcati da una batana in piazzetta della Pescheria, Lucarelli e De Giovanni, solleticati dalle domande di Maria Gloria Panizza e Silvia Cavicchi, hanno svelato aneddoti e curiosità legati al loro approccio con la letteratura gialla, che diverge in base all’epoca delle vicende. «Raccontare i tempi attuali è una sfida da pentagramma - ha riconosciuto De Giovanni -. Per il commissario Ricciardi faccio una lunga ricerca, rispetto alla scrittura, che occupa uno spazio minore. Devi sapere tutto, come si vestivano, cosa mangiavano che tipo di vita conducevano gli investigatori degli anni ’30, mentre per i Bastardi di Pizzofalcone, ambientato ai giorni nostri, risolvo tutto con un invito a cena». A tavola con De Giovanni, il questore, il capo della mobile e della scientifica vengono messi davanti ad un crimine escogitato ad arte per una nuova trama e offrono spunti investigativi, indicando allo scrittore come si muoverebbero loro per risolvere quel dato caso.
Tanto per De Giovanni, quanto per Lucarelli, è ormai da anni consolidata la trasposizione televisiva dei loro personaggi più noti, come è avvenuto per l’ispettore Coliandro, del quale a Bologna si sta girando la nuova serie. «Da cronista di nera mi sono trovato per 5 o 6 anni nel bel mezzo degli efferati crimini compiuti dalla banda della Uno Bianca a Bologna - ricorda Lucarelli -; sembrava di essere a Los Angeles ai tempi di James Ellroy. Il commissario De Luca non era più in grado di raccontare la Bologna dell’epoca e mi è venuto in mente di scrivere qualcosa mettendoci dentro un Callaghan al rovescio. Così è nato Coliandro».
Brividi, colpi di scena e suspence hanno accompagnato anche l’incontro con le signore del noir, Barbara Baraldi, Marilù Oliva e Cristina Marra, intervistate da Maurizio Paiola, mentre Simoni ha ribadito di voler fungere «da valletta per tutto il festival, in modo da lasciare spazio agli scrittori e ai giornalisti locali...».
Esponente di spicco del genere dark/gotico italiano, la Baraldi ha lanciato proprio a Comacchio, in anteprima nazionale, il suo nuovo romanzo Aurora nel buio (Giunti), «una storia che ha per protagonista un gatto, Nerino, - ha spiegato -; uno di quei racconti di campagna che mi immagino narrati davanti al fuoco, al buio». I ricordi della nonna, le grida, la violenza della campagna, «mi sono entrate dentro come la scrittura, che è un’ossessione che ti domina».
La Oliva, insegnante e scrittrice, ha voluto sfatare l’idea che «lo scrittore consumato sia quello che fa le ore piccole con sigaretta e Negroni tra le mani, perché c’è ispirazione, talento e rigore». Infine, la Marra, curatrice di antologie e scrittrice, ha ammesso che «Agata Christie e il mondo del noir e del giallo sono sempre stati nella mia vita».
Katia Romagnoli
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