GLI ORGANIZZATORI
Una casa comune per i carnettisti
L’associazione Adv rende omaggio al designer Iliprandi
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L’associazione “Autori Diari di Viaggio”, che ha poi dato vita alla (quasi) omonima manifestazione, è nata cinque anni fa. Di tutte le attività che organizza e cura durante l’anno, il festival “Diari di viaggio” (da domani a domenica a Ferrara) è di certo la più importante; un festival che dalla sua prima edizione (nel 2013) è cresciuto e si è strutturato. Riccardo Martinelli, presidente dell’associazione e cuore pulsante dell’organizzazione della rassegna si racconta alla Nuova, spiegando il significato e la mission di questa giovane realtà che fin dall’inizio ha mosso l’interesse di tanti disegnatori, fotografi e semplici spettatori.
In che cosa l’arte del racconto di viaggio trova la sua originalità?
«Il carnettista si distingue soprattutto per un aspetto tecnico, in quanto non usa grandi tele ma album dove raccoglie più disegni, coi quali racconta il momento che vive, accompagnandolo spesso con altre tracce del suo viaggio (ad esempio biglietti di museo o autobus) e con testimonianze scritte».
Quando e come nascono l’associazione e il Festival? «Cinque anni fa ci siamo incontrati io, Roberto Cariani (carnettista), Ernesto Sorghi, Paolo Volta, Lidia Moro e altri: vi era la necessità di dar vita a qualcosa che potesse essere significativo per la nostra città, una piccola chicca che merita di essere conosciuta. Nella prima edizione un posto centrale ce l’avevano gli sketchcrawler (illustratori)».
Quest’anno ci sarà anche un omaggio a Giancarlo Iliprandi, “designer della vecchia generazione”, come lui stesso amava definirsi. Perché questa scelta?
«Iliprandi ci ha lasciati lo scorso settembre all’età di 91 anni. È stato un importante designer e fonte di nostra ispirazione sin dalla prima edizione del festival. Rendergli omaggio era doveroso, oltreché giusto, e abbiamo scelto di ricordarlo inserendo un suo disegno sull’Africa nel manifesto dell’evento, e allestendo una sua personale».(an.mu.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA
In che cosa l’arte del racconto di viaggio trova la sua originalità?
«Il carnettista si distingue soprattutto per un aspetto tecnico, in quanto non usa grandi tele ma album dove raccoglie più disegni, coi quali racconta il momento che vive, accompagnandolo spesso con altre tracce del suo viaggio (ad esempio biglietti di museo o autobus) e con testimonianze scritte».
Quando e come nascono l’associazione e il Festival? «Cinque anni fa ci siamo incontrati io, Roberto Cariani (carnettista), Ernesto Sorghi, Paolo Volta, Lidia Moro e altri: vi era la necessità di dar vita a qualcosa che potesse essere significativo per la nostra città, una piccola chicca che merita di essere conosciuta. Nella prima edizione un posto centrale ce l’avevano gli sketchcrawler (illustratori)».
Quest’anno ci sarà anche un omaggio a Giancarlo Iliprandi, “designer della vecchia generazione”, come lui stesso amava definirsi. Perché questa scelta?
«Iliprandi ci ha lasciati lo scorso settembre all’età di 91 anni. È stato un importante designer e fonte di nostra ispirazione sin dalla prima edizione del festival. Rendergli omaggio era doveroso, oltreché giusto, e abbiamo scelto di ricordarlo inserendo un suo disegno sull’Africa nel manifesto dell’evento, e allestendo una sua personale».(an.mu.)
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