Assaggi d’arte a Venezia
di GIOVANNA PASTEGA
Cento eventi. Tra gli artisti Tobey, Guston e Sottsass
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La primavera incorona Venezia capitale mondiale dell’arte contemporanea. Quasi un centinaio tra mostre ed eventi, grandi e piccoli, debutteranno nei prossimi giorni in laguna. A fare da volano e perno a questa sorta di “never-ending line of art” del maggio veneziano, la Biennale d’Arte giunta alla sua 57° edizione. Intorno a “Viva Arte Viva” – questo il titolo della kermesse diretta quest’anno dalla francese Christine Macel, che aprirà i battenti il sabato – una vera e propria galassia di esposizioni, performance, incontri e istallazioni che debutteranno nello spazio di una settimana, omaggio ad artisti che hanno segnato la storia dell’arte contemporanea. Intanto The Golden Tower, la torre d’oro di James Lee Byars, è in fase di allestimento con i suoi 20 metri di altezza in Campo San Vio.
Prada e Vuitton La Fondazione Prada a Ca’Corner della Regina inaugurerà proprio il giorno d’apertura della Biennale la sua “The Boat is Leaking. The Captain Lied” : un progetto espositivo “trans mediale” frutto di un serrato confronto tra il regista Alexander Kluge, l’artista Thomas Demand, la scenografa e costumista Anna Viebrock e il curatore Udo Kittelmann attraverso opere filmiche e fotografiche, ambientazioni spaziali e prestiti da collezioni pubbliche e private. L’Espace Louis Vuitton invece renderà omaggio all’artista francese Pierre Huyghe, sperimentatore multimediale capace con le sue opere filmiche di dare vita a una dimensione narrativa di illusione e memoria. Se il Negozio Olivetti in Piazza San Marco celebrerà il rivoluzionario architetto e designer italiano Ettore Sottsass nel centenario della nascita, la Basilica di S. Giorgio Maggiore accoglierà nelle sue navate Michelangelo Pistoletto e la riflessione sul destino dell’uomo e l’urgente necessità di un cambiamento sociale radicale.
Mark Tobey Tra gli eventi di spicco la mostra “Mark Tobey Luce filante” dedicata al raffinato e calligrafico mondo dell’artista americano padre della “scrittura bianca” . Mai fatta in Italia prima, la retrospettiva curata da Debra Bricker Balken intende tracciare l’evoluzione dello stile di Tobey nel corso del tempo, nonché il suo contributo significativo all’astrazione e al modernismo americano del XX secolo. 66 dipinti che rivelano lo straordinario, quanto radicale mondo di “luce filante” dell’artista. Una scrittura pittorica costruita attraverso infiniti filamenti di luce, che come una tela sembra tessere le esperienze vissute dall’artista nei suoi viaggi tra Seattle, New York, Hong Kong, Shanghai, Kyoto e l’Europa, ma soprattutto gli esiti interiori della sua conversione alla fede Bahá’í, religione abramitica monoteistica nata in Iran a metà del XIX secolo.
Philip Guston Le Gallerie dell’Accademia dal 10 maggio presentano la mostra “Philip Guston and The Poets” dedicata al lavoro del grande artista americano scomparso nel 1980 e alle sue fonti di ispirazione. Cinque poeti, fondamentali per la storia della letteratura del XX secolo, furono infatti le sorgenti segrete dei suoi enigmatici dipinti. Un tributo a Guston proprio nella città che ha esercitato una profonda influenza sulla sua opera, ma al contempo un omaggio alla relazione profonda che l’artista ebbe con l’Italia.
Organizzata per nuclei tematici la mostra intreccia le opere dell’artista con una selezione di scritti e di poesie: dalla “consapevolezza visionaria” ispirata da Lawrence al passaggio tra “l’agonia e la purificazione” nei versi di Yeats, per poi approdare alla poetica del frammento di Montale e infine a una ricognizione letteraria della metafisica, degli enigmi e della ricerca di significato attraverso la scrittura di Stevens e di Eliot.
Muve Contemporaneo Tra i tantissimi appuntamenti del maggio veneziano di grande rilievo quelli previsti dal progetto MUVE Contemporaneo: i Musei civici veneziani offrono infatti all’unisono con l’apertura della Biennale un florilegio di mostre da non perdere. Se al Museo Correr approdano i ritratti fotografici di Shirin Neshat e i “Ritratti di Venezia” del pittore franco-americano Roger de Montebello, Palazzo Ducale si tinge di contemporaneo con la videoinstallazione di Douglas Gordon, “Gente di Palermo”, esito di un filmato amatoriale girato dall’artista britannico durante una visita al cimitero sotterraneo della Cripta palermitana dei Cappuccini. Marzia Migliora invece approderà a Ca’Rezzonico con un dialogo tra antico e contemporaneo, mentre Palazzo Mocenigo farà da cornice alle creazioni sperimentali di arte orafa di sei autori svedesi. Il Museo del Vetro di Murano ospiterà le opere vetrarie di Gaetano Pesce e quelle del pittore e disegnatore veneziano Corrado “Dino” Martens.
Al Museo del Merletto di Burano protagonista sarà Maria Bissacco, grande sperimentatrice nel campo dell’arte merlettaia.
L’intuizione Tra tutte le mostre proposte dal Muve senza dubbio la più intensa e raffinata sarà quella che debutterà a Palazzo Fortuny. Intitolata “Intuition” e curata da Daniela Ferretti l’esposizione riunirà artefatti antichi e opere del passato affiancate da altre più moderne e contemporanee, tutte legate al concetto di intuizione, sogno, telepatia, fantasia, paranormale, meditazione, potere creativo, fino all’ipnosi e poi all’ispirazione. L’Intuizione è la forma suprema di conoscenza, non è spiegabile a parole, si rivela per “lampi improvvisi” , immagini, suoni, esperienze. Dall’erezione di totem allo sciamanismo, alle estasi mistiche, dagli esempi di illuminazione nell’iconografia religiosa alla capacità di rivelazione divina del sogno, la mostra vuole sottolineare come l’intuizione abbia in qualche modo sempre, comunque e ovunque plasmato l’arte.
Koshlyakov A Ca’Foscari sarà di scena dall’11 maggio l’arte russa contemporanea con l’artista Valery Koshlyakov e le sue grandi tele che delineano per immagini-simbolo la fragilità utopica dei sogni artificiali, degli edifici del potere, dell’inevitabile dissolversi di ogni grandezza. In tale visionaria decadenza non poteva mancare Venezia, nella sua fragile bellezza, contrappunto ideale di alcuni dei più recenti lavori dell’artista.
Fondazione Cini Alighiero Boetti: Minimum/Maximum sarà protagonista dal 12 maggio alla Fondazione Giorgio Cini. La mostra che propone 20 opere – piccole e grandi – di questo raffinato esponente dell’arte povera e dell’arte concettuale intende confrontare i “minimi” e i “massimi” delle sue serie più significative. Saranno visibili al pubblico oltre ai cicli Ricami, Aerei, Mappe, Tutto e Biro, anche alcune opere meno note come i Bollini colorati, la Storia Naturale della Moltiplicazione e le Copertine.
Ribelli di Ca’Pesaro La Galleria Internazionale d’Arte Moderna ha deciso di ridisegnare il suo percorso museale permanente, dando spazio finalmente ai “ribelli” di Ca’Pesaro, protagonisti tra il 1908 e il 1924 delle storiche Mostre alla Bevilacqua La Masa che all’epoca si contrapponevano vivacemente alle Biennali, favorendo una giovane generazione di artisti, tra cui Boccioni, Casorati, Gino Rossi e Arturo Martini. Completamente ripensato nelle sue linee guida il percorso espositivo avrà un nuovo volto grazie anche all’arrivo di 82 opere della Collezione Carraro e a 60 opere tratte dei depositi civici.
Prada e Vuitton La Fondazione Prada a Ca’Corner della Regina inaugurerà proprio il giorno d’apertura della Biennale la sua “The Boat is Leaking. The Captain Lied” : un progetto espositivo “trans mediale” frutto di un serrato confronto tra il regista Alexander Kluge, l’artista Thomas Demand, la scenografa e costumista Anna Viebrock e il curatore Udo Kittelmann attraverso opere filmiche e fotografiche, ambientazioni spaziali e prestiti da collezioni pubbliche e private. L’Espace Louis Vuitton invece renderà omaggio all’artista francese Pierre Huyghe, sperimentatore multimediale capace con le sue opere filmiche di dare vita a una dimensione narrativa di illusione e memoria. Se il Negozio Olivetti in Piazza San Marco celebrerà il rivoluzionario architetto e designer italiano Ettore Sottsass nel centenario della nascita, la Basilica di S. Giorgio Maggiore accoglierà nelle sue navate Michelangelo Pistoletto e la riflessione sul destino dell’uomo e l’urgente necessità di un cambiamento sociale radicale.
Mark Tobey Tra gli eventi di spicco la mostra “Mark Tobey Luce filante” dedicata al raffinato e calligrafico mondo dell’artista americano padre della “scrittura bianca” . Mai fatta in Italia prima, la retrospettiva curata da Debra Bricker Balken intende tracciare l’evoluzione dello stile di Tobey nel corso del tempo, nonché il suo contributo significativo all’astrazione e al modernismo americano del XX secolo. 66 dipinti che rivelano lo straordinario, quanto radicale mondo di “luce filante” dell’artista. Una scrittura pittorica costruita attraverso infiniti filamenti di luce, che come una tela sembra tessere le esperienze vissute dall’artista nei suoi viaggi tra Seattle, New York, Hong Kong, Shanghai, Kyoto e l’Europa, ma soprattutto gli esiti interiori della sua conversione alla fede Bahá’í, religione abramitica monoteistica nata in Iran a metà del XIX secolo.
Philip Guston Le Gallerie dell’Accademia dal 10 maggio presentano la mostra “Philip Guston and The Poets” dedicata al lavoro del grande artista americano scomparso nel 1980 e alle sue fonti di ispirazione. Cinque poeti, fondamentali per la storia della letteratura del XX secolo, furono infatti le sorgenti segrete dei suoi enigmatici dipinti. Un tributo a Guston proprio nella città che ha esercitato una profonda influenza sulla sua opera, ma al contempo un omaggio alla relazione profonda che l’artista ebbe con l’Italia.
Organizzata per nuclei tematici la mostra intreccia le opere dell’artista con una selezione di scritti e di poesie: dalla “consapevolezza visionaria” ispirata da Lawrence al passaggio tra “l’agonia e la purificazione” nei versi di Yeats, per poi approdare alla poetica del frammento di Montale e infine a una ricognizione letteraria della metafisica, degli enigmi e della ricerca di significato attraverso la scrittura di Stevens e di Eliot.
Muve Contemporaneo Tra i tantissimi appuntamenti del maggio veneziano di grande rilievo quelli previsti dal progetto MUVE Contemporaneo: i Musei civici veneziani offrono infatti all’unisono con l’apertura della Biennale un florilegio di mostre da non perdere. Se al Museo Correr approdano i ritratti fotografici di Shirin Neshat e i “Ritratti di Venezia” del pittore franco-americano Roger de Montebello, Palazzo Ducale si tinge di contemporaneo con la videoinstallazione di Douglas Gordon, “Gente di Palermo”, esito di un filmato amatoriale girato dall’artista britannico durante una visita al cimitero sotterraneo della Cripta palermitana dei Cappuccini. Marzia Migliora invece approderà a Ca’Rezzonico con un dialogo tra antico e contemporaneo, mentre Palazzo Mocenigo farà da cornice alle creazioni sperimentali di arte orafa di sei autori svedesi. Il Museo del Vetro di Murano ospiterà le opere vetrarie di Gaetano Pesce e quelle del pittore e disegnatore veneziano Corrado “Dino” Martens.
Al Museo del Merletto di Burano protagonista sarà Maria Bissacco, grande sperimentatrice nel campo dell’arte merlettaia.
L’intuizione Tra tutte le mostre proposte dal Muve senza dubbio la più intensa e raffinata sarà quella che debutterà a Palazzo Fortuny. Intitolata “Intuition” e curata da Daniela Ferretti l’esposizione riunirà artefatti antichi e opere del passato affiancate da altre più moderne e contemporanee, tutte legate al concetto di intuizione, sogno, telepatia, fantasia, paranormale, meditazione, potere creativo, fino all’ipnosi e poi all’ispirazione. L’Intuizione è la forma suprema di conoscenza, non è spiegabile a parole, si rivela per “lampi improvvisi” , immagini, suoni, esperienze. Dall’erezione di totem allo sciamanismo, alle estasi mistiche, dagli esempi di illuminazione nell’iconografia religiosa alla capacità di rivelazione divina del sogno, la mostra vuole sottolineare come l’intuizione abbia in qualche modo sempre, comunque e ovunque plasmato l’arte.
Koshlyakov A Ca’Foscari sarà di scena dall’11 maggio l’arte russa contemporanea con l’artista Valery Koshlyakov e le sue grandi tele che delineano per immagini-simbolo la fragilità utopica dei sogni artificiali, degli edifici del potere, dell’inevitabile dissolversi di ogni grandezza. In tale visionaria decadenza non poteva mancare Venezia, nella sua fragile bellezza, contrappunto ideale di alcuni dei più recenti lavori dell’artista.
Fondazione Cini Alighiero Boetti: Minimum/Maximum sarà protagonista dal 12 maggio alla Fondazione Giorgio Cini. La mostra che propone 20 opere – piccole e grandi – di questo raffinato esponente dell’arte povera e dell’arte concettuale intende confrontare i “minimi” e i “massimi” delle sue serie più significative. Saranno visibili al pubblico oltre ai cicli Ricami, Aerei, Mappe, Tutto e Biro, anche alcune opere meno note come i Bollini colorati, la Storia Naturale della Moltiplicazione e le Copertine.
Ribelli di Ca’Pesaro La Galleria Internazionale d’Arte Moderna ha deciso di ridisegnare il suo percorso museale permanente, dando spazio finalmente ai “ribelli” di Ca’Pesaro, protagonisti tra il 1908 e il 1924 delle storiche Mostre alla Bevilacqua La Masa che all’epoca si contrapponevano vivacemente alle Biennali, favorendo una giovane generazione di artisti, tra cui Boccioni, Casorati, Gino Rossi e Arturo Martini. Completamente ripensato nelle sue linee guida il percorso espositivo avrà un nuovo volto grazie anche all’arrivo di 82 opere della Collezione Carraro e a 60 opere tratte dei depositi civici.
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