La Nuova Ferrara

«L’educazione al rispetto unica soluzione al crimine» 

Oggi a Santa Maria l’ex magistrato Colombo presenta il testo scritto con Davigo «Il carcere è uno strumento che funziona male: chi esce commette ancora reati»

3 MINUTI DI LETTURA





Si conclude la stagione di “Parole d’autore” con un ospite che molto ha dato (e scritto) su giustizia, democrazia e costituzione. Gherardo Colombo (nella foto) presenta oggi alle 21, al teatro Don Gino Tosi di Santa Maria Maddalena (stavolta la serata non è al venerdì) La tua giustizia non è la mia (Longanesi), scritto con Piercamillo Davigo, dialogo fra due magistrati in perenne disaccordo. Colombo nel 2007 ha lasciato la magistratura, dopo esserci entrato nel 1974 ed il lavoro ad inchieste come quella sulla Loggia P2, omicidio Ambrosoli, fondi neri dell’Iri e Mani pulite. Nel 2010 fonda l’associazione “Sulle regole”, per stimolare la riflessione sul rispetto della legalità.
Da dove nasce l’idea di lavorare con Davigo?
«È nata - ci spiega Colombo - dopo la partecipazione, un paio d’anni fa, al Festival della comunicazione di Camogli, con un dibattito incentrato proprio sui temi della giustizia. Da lì è scattata l’idea di scrivere un libro, conclusa da questa pubblicazione».
A che punto siamo in Italia nella lotta alla criminalità?
«Dipende a cosa ci riferiamo. Nella mia vita lavorativa mi sono occupato soprattutto di reati legati ai “colletti bianchi”: per quanto riguarda i falsi in bilancio, le cose sono migliorate ma ce ne sono ancora tante da fare. In compenso, stanno decrescendo ormai da una quindicina d’anni gli omicidi. Purtroppo questo non si verifica per quanto riguarda la corruzione e molto spesso, a differenza degli omicidi, neppure si sa chi è il colpevole. Il lavoro è tanto, specie a livello culturale: educhiamo le persone a rispettare le regole».
Per questo va spesso a scuola con la sua associazione?
«Esattamente. Mi sono dimesso dalla magistratura in anticipo proprio per parlare e ragionare con i ragazzi, in particolare della possibilità di migliorare le cose. I ragazzi sono molto meglio dei genitori e di quello che si pensa generalmente, il problema vero di questo Paese è proprio negli adulti che, peraltro, sono quelli che dovrebbero educare i loro figli. I ragazzi imparano soprattutto da quello che gli adulti fanno, non da quello che gli dicono».
A Ferrara tiene banco la vicenda di Igor/Ezechiele...
«Cosa posso dire? Il dramma vero è che ha ammazzato due persone. Il caso va visto sotto il profilo della capacità del carcere di intervenire: il dato generale è che il 70% di chi esce dal carcere commette nuovi reati. È uno strumento che funziona male».
Prima ha parlato di corruzione, tornasse Mani pulite oggi?
«Il livello di corruzione è quello di allora, magari sono cambiati i metodi, meno sistematici rispetto a 25 anni fa, quando c’era un forte collegamento ai finanziamenti illeciti dei partiti. Ora quest’ultima prassi è calata, quindi corruzione più anarchica ma c’è e conferma che quando un fenomeno di devianza è così capillarmente diffuso, lo strumento giudiziario non è quello idoneo. Per questo bisogna lavorare sull’educazione. In molti stati degli Usa c’è la pena di morte eppure il numero omicidi in proporzione è almeno 5 volte superiore all’Italia, significa che l’educazione è completamente sbagliata. La pena non va contata come moneta, deve tendere alla rieducazione del condannato, altrimenti serve a poco».
Prova ad educare con i libri ma vanno più di moda i social.
«Il libro consente la riflessione, fa pensare, cosa spesso non in sintonia con internet o i social. In Italia non si pensa poi tanto, si va per impressioni ed emozioni; importanti ma non devono portare su una strada sbagliata, all’errore... servono sempre logica e approfondimento, in questo i libri aiutano, ma in Italia si legge poco. Bisogna trovare strade - chiude Colombo - attraverso le quali diffondere maggiormente la lettura, però fintanto si pensa che la cultura non sia un settore produttivo...».
Davide Bonesi

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google