«La cultura da sempre il miglior collante E ne abbiamo bisogno»
Gli editori saranno più di mille, e ben 424 gli stand 1.200 sono invece gli appuntamenti in programma
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Il Salone del Libro di Torino è uno degli appuntamenti più importanti della stagione letteraria italiana. Per la 30esima edizione si attende un completo rinnovamento, complice la novità di un salone del libro Milanese, Tempo di Libri, la presenza di BookCity e Più Libri Più Liberi, e il cambio ai vertici dell’organizzazione. Il direttore del Salone del Libro di Torino 2017 è infatti Nicola Lagioia, scrittore vincitore del Premio Strega nonché grande divulgatore culturale.
Nonostante lo strappo con Milano, il Salone del Internazionale del Libro 2017 di Torino fa già registrare grandi numeri e adesioni degli editori italiani ed internazionali (Francia, Spagna, Usa, Russia). Gli editori di questa edizione 2017 saranno infatti più di mille, 424 sono i titolari di stand (ben cento in più del 2016), 1.200 sono invece gli appuntamenti in programma su un’area di 45mila metri quadri. Insomma, grandi numeri in partenza per questa nuova edizione del Salone del Libro di Torino, quest’anno più che mai orientata all’internazionale. Nell’anno della sua trentesima edizione e della sofferta separazione dagli scissionisti milanesi, il Salone esce dal Lingotto e dilaga in tutta la città. Per la prima volta la buchmesse, in programma dal 18 al 22 maggio, chiuderà i battenti alle 20. E in serata il quartier generale della manifestazione si sposterà all'interno di un’altra storica fabbrica, la ex Incet, Industria nazionale produttrice di cavi elettrici fino al 1968, ora di proprietà del Comune, che la sta riaprendo come polo destinato ai giovani e all'innovazione. «Qui - ha spiegato il direttore del Salone Nicola Lagioia presentando la 14/a edizione del Salone Off collegato all’evento librario principale - ci saranno 'quelli della notte' del Salone». La nuova location, all’altro capo della città, sarà il cuore di una festa di enormi proporzioni che in 20 giorni offrirà oltre 500 appuntamenti in 250 luoghi, non solo in tutta Torino, ma anche in dieci località della cintura, più quattro altri Comuni del Piemonte.
È un esempio della nuova “città culturale policentrica” voluta dall’attuale giunta comunale a guida M5s, come ha rimarcato l’assessore alla Cultura della giunta Appendino, Francesca Leon. Gli organizzatori, sotto la regia collaudata del vicedirettore della Fondazione per il Libro Marco Pautasso, non hanno tralasciato nulla: volumi e letture, spettacoli, dibattiti e laboratori arriveranno nei luoghi più insoliti, dalla mongolfiera Turin Eye al sommergibile Provana al Parco del Valentino, da scuole, biblioteche, parchi e musei fino alle carceri e agli ospedali. Toccheranno anche case private il cui indirizzo verrà svelato poco prima dell’appuntamento, e perfino il Cimitero Monumentale cittadino, dove lo scrittore cult Paolo Nori proporrà in orario serale una lettura da “La dama di picche” di Puskin, in una sorta di seduta spiritica per “riportare in vita” il romanziere. Fra le chicche Daniel Pennac il 18 maggio all’auditorium del Grattacielo Intesa-Sanpaolo, Anna Bonaiuto il 20 al Tangram Teatro con un reading da Suite Francese di Irene Nemirowski e sempre il 20 lo stesso Lagioia che, insieme a Roberto Gifuni e Jonathan Lethem, leggerà alcuni brani da Tre, l’ultimo romanzo del cileno Roberto Bolano.
Tra concerti e dj-set, troverà spazio anche un rave letterario di Alessandro Baricco, che leggerà Furore di Steinbeck accompagnato dalla musica di Francesco Bianconi dei Baustelle in un luogo che sarà deciso solo all’ultimo momento.
L’intero programma, disponibile online sul sito ufficiale della manifestazione, è il frutto della contaminazione fra poesia, musica, cinema, teatro, arte, sapori e solidarietà. Perché, come ha osservato il neo-insediato presidente della Fondazione per il Libro Massimo Bray, «la cultura tutta è il miglior collante per la speranza, di cui noi e questo Paese abbiamo grande bisogno».
Nonostante lo strappo con Milano, il Salone del Internazionale del Libro 2017 di Torino fa già registrare grandi numeri e adesioni degli editori italiani ed internazionali (Francia, Spagna, Usa, Russia). Gli editori di questa edizione 2017 saranno infatti più di mille, 424 sono i titolari di stand (ben cento in più del 2016), 1.200 sono invece gli appuntamenti in programma su un’area di 45mila metri quadri. Insomma, grandi numeri in partenza per questa nuova edizione del Salone del Libro di Torino, quest’anno più che mai orientata all’internazionale. Nell’anno della sua trentesima edizione e della sofferta separazione dagli scissionisti milanesi, il Salone esce dal Lingotto e dilaga in tutta la città. Per la prima volta la buchmesse, in programma dal 18 al 22 maggio, chiuderà i battenti alle 20. E in serata il quartier generale della manifestazione si sposterà all'interno di un’altra storica fabbrica, la ex Incet, Industria nazionale produttrice di cavi elettrici fino al 1968, ora di proprietà del Comune, che la sta riaprendo come polo destinato ai giovani e all'innovazione. «Qui - ha spiegato il direttore del Salone Nicola Lagioia presentando la 14/a edizione del Salone Off collegato all’evento librario principale - ci saranno 'quelli della notte' del Salone». La nuova location, all’altro capo della città, sarà il cuore di una festa di enormi proporzioni che in 20 giorni offrirà oltre 500 appuntamenti in 250 luoghi, non solo in tutta Torino, ma anche in dieci località della cintura, più quattro altri Comuni del Piemonte.
È un esempio della nuova “città culturale policentrica” voluta dall’attuale giunta comunale a guida M5s, come ha rimarcato l’assessore alla Cultura della giunta Appendino, Francesca Leon. Gli organizzatori, sotto la regia collaudata del vicedirettore della Fondazione per il Libro Marco Pautasso, non hanno tralasciato nulla: volumi e letture, spettacoli, dibattiti e laboratori arriveranno nei luoghi più insoliti, dalla mongolfiera Turin Eye al sommergibile Provana al Parco del Valentino, da scuole, biblioteche, parchi e musei fino alle carceri e agli ospedali. Toccheranno anche case private il cui indirizzo verrà svelato poco prima dell’appuntamento, e perfino il Cimitero Monumentale cittadino, dove lo scrittore cult Paolo Nori proporrà in orario serale una lettura da “La dama di picche” di Puskin, in una sorta di seduta spiritica per “riportare in vita” il romanziere. Fra le chicche Daniel Pennac il 18 maggio all’auditorium del Grattacielo Intesa-Sanpaolo, Anna Bonaiuto il 20 al Tangram Teatro con un reading da Suite Francese di Irene Nemirowski e sempre il 20 lo stesso Lagioia che, insieme a Roberto Gifuni e Jonathan Lethem, leggerà alcuni brani da Tre, l’ultimo romanzo del cileno Roberto Bolano.
Tra concerti e dj-set, troverà spazio anche un rave letterario di Alessandro Baricco, che leggerà Furore di Steinbeck accompagnato dalla musica di Francesco Bianconi dei Baustelle in un luogo che sarà deciso solo all’ultimo momento.
L’intero programma, disponibile online sul sito ufficiale della manifestazione, è il frutto della contaminazione fra poesia, musica, cinema, teatro, arte, sapori e solidarietà. Perché, come ha osservato il neo-insediato presidente della Fondazione per il Libro Massimo Bray, «la cultura tutta è il miglior collante per la speranza, di cui noi e questo Paese abbiamo grande bisogno».
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