Art Bonus, in corsa tre progetti made in Ferrara
Cercano aiuti Centro Studi Bassaniani, scavi Unife e recupero del portico di piazza Municipale
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L’Art Bonus è un sostegno a favore del patrimonio culturale, più precisamente un credito d'imposta per i mecenati che effettuano erogazioni liberali in denaro a sostegno della cultura e dello spettacolo. L'Art Bonus è una modalità con la quale chiunque, donando qualsiasi cifra, può sostenere i progetti culturali della propria o di altre città, diventando un mecenate e facendo risplendere il patrimonio culturale, che appartiene a tutti.
Citando direttamente dal sito ufficiale di Art Bonus: “Conservare i nostri beni culturali vuol dire conservare anche la nostra identità e trasmetterla ai nostri figli. Anzi, molto di più: è garantire al mondo la perpetuazione di una risorsa cruciale il cui destino è anche nelle nostre mani”. Anche Ferrara ha tre progetti finanziabili tramite Art Bonus, ma non tutti ne sono a conoscenza sanno di poter contribuire a sostenerli.
Due progetti prevedono interventi di manutenzione, protezione e restauro di beni culturali pubblico, il rimanente è invece un sostegno a un luogo della cultura pubblico, ma nessuno dei tre ha ancora raggiunto la quota necessaria a iniziare o proseguire i lavori. Art Bonus è un'occasione per tutti: privati, che per i benefici fiscali, imprese, per la visibilità, e naturalmente i progetti stessi, che, finanziati, renderebbero sempre di più Ferrara un motivo d'orgoglio per i cittadini. Un progetto è relativo al restauro del colonnato di Piazza Municipale (ovest) e del portale di via Garibaldi, l’altro al Centro Studi Bassaniani e il terzo alle operazioni sul sito preistorico di Isernia, quest’ultima con affidataria l’Università di Ferrara.
Portia Prebys, curatrice del Centro Studi Bassaniani, spiega come stanno andando le cose al Centro, che è ancora chiuso al pubblico, ma al suo interno sono attive le operazioni di catalogazione e archivio già da molti mesi. Portia Prebys ha raccolto durante la sua vita diversi materiali bassaniani, e ha deciso di donarli alla città di Ferrara, in modo che tutti gli studiosi, i cittadini e in generale chiunque fosse interessato, potesse fruire di questa straordinaria eredità. «Avevo donato al Comune tutto il materiale – spiega Prebys – e trovandoci nella necessità di dover catalogare i libri, speravo di poter aiutare il Comune ad affrontare questa spesa non indifferente tramite Art Bonus, per rendere disponibile al più presto il materiale al pubblico».
Le aspettative del Centro erano alte, come ha sottolineato la curatrice: «Ci aspettavamo di completare al più presto il budget necessario, in modo da arrivare velocemente all’apertura per il pubblico», ma purtroppo non è stato così. Pare strano che la sensibilità dei ferraresi sia bassa nei confronti di un autore tanto amato come Giorgio Bassani e ad un progetto a lui direttamente connesso, sembra più facile e plausibile pensare, invece, che il pubblico in generale non sia al corrente del reale funzionamento di Art Bonus, che offre la possibilità a tutti di partecipare nella raccolta fondi, oltre alle donazioni importanti di fondazioni, imprese, aziende ed enti, si può contribuire offrendo anche piccole somme a sostegno di progetti fondamentali per la città e tutti i suoi abitanti.
Altro progetto ferrarese è quello del professor Carlo Peretto, docente Unife e responsabile di un progetto di scavo archeologico a Isernia, in capo al Dipartimento di Studi Umanistici ferrarese. «Ho chiesto il finanziamento per lo scavo di Isernia la Pineta, in Molise, ma poi non ho attivato il processo di diffusione, pertanto non ho ancora riscontri di aiuti finanziari», ha raccontato il professore.
«L'intervento riguarda il restauro dei materiali provenienti dallo scavo, in particolare reperti paleontologici di grandi dimensioni: particolarmente fragili sono quelli di elefante, rinoceronte e bisonte – ha spiegato – è un restauro di materiali molto significativi sul piano cronologico, risalenti a circa 600 mila anni fa. L'area degli scavi per quasi due ettari è ora di proprietà del Mibact e su di essa sono stati costruiti un Padiglione degli scavi ed un Museo nazionale». Nonostante l'università sia ancora alle fasi iniziali, la città sembra aver risposto bene a questo progetto, e le aspettative sono alte, anche se, naturalmente, il risultato finale dipende dal coinvolgimento di imprese e privati.
Irene Lodi
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Citando direttamente dal sito ufficiale di Art Bonus: “Conservare i nostri beni culturali vuol dire conservare anche la nostra identità e trasmetterla ai nostri figli. Anzi, molto di più: è garantire al mondo la perpetuazione di una risorsa cruciale il cui destino è anche nelle nostre mani”. Anche Ferrara ha tre progetti finanziabili tramite Art Bonus, ma non tutti ne sono a conoscenza sanno di poter contribuire a sostenerli.
Due progetti prevedono interventi di manutenzione, protezione e restauro di beni culturali pubblico, il rimanente è invece un sostegno a un luogo della cultura pubblico, ma nessuno dei tre ha ancora raggiunto la quota necessaria a iniziare o proseguire i lavori. Art Bonus è un'occasione per tutti: privati, che per i benefici fiscali, imprese, per la visibilità, e naturalmente i progetti stessi, che, finanziati, renderebbero sempre di più Ferrara un motivo d'orgoglio per i cittadini. Un progetto è relativo al restauro del colonnato di Piazza Municipale (ovest) e del portale di via Garibaldi, l’altro al Centro Studi Bassaniani e il terzo alle operazioni sul sito preistorico di Isernia, quest’ultima con affidataria l’Università di Ferrara.
Portia Prebys, curatrice del Centro Studi Bassaniani, spiega come stanno andando le cose al Centro, che è ancora chiuso al pubblico, ma al suo interno sono attive le operazioni di catalogazione e archivio già da molti mesi. Portia Prebys ha raccolto durante la sua vita diversi materiali bassaniani, e ha deciso di donarli alla città di Ferrara, in modo che tutti gli studiosi, i cittadini e in generale chiunque fosse interessato, potesse fruire di questa straordinaria eredità. «Avevo donato al Comune tutto il materiale – spiega Prebys – e trovandoci nella necessità di dover catalogare i libri, speravo di poter aiutare il Comune ad affrontare questa spesa non indifferente tramite Art Bonus, per rendere disponibile al più presto il materiale al pubblico».
Le aspettative del Centro erano alte, come ha sottolineato la curatrice: «Ci aspettavamo di completare al più presto il budget necessario, in modo da arrivare velocemente all’apertura per il pubblico», ma purtroppo non è stato così. Pare strano che la sensibilità dei ferraresi sia bassa nei confronti di un autore tanto amato come Giorgio Bassani e ad un progetto a lui direttamente connesso, sembra più facile e plausibile pensare, invece, che il pubblico in generale non sia al corrente del reale funzionamento di Art Bonus, che offre la possibilità a tutti di partecipare nella raccolta fondi, oltre alle donazioni importanti di fondazioni, imprese, aziende ed enti, si può contribuire offrendo anche piccole somme a sostegno di progetti fondamentali per la città e tutti i suoi abitanti.
Altro progetto ferrarese è quello del professor Carlo Peretto, docente Unife e responsabile di un progetto di scavo archeologico a Isernia, in capo al Dipartimento di Studi Umanistici ferrarese. «Ho chiesto il finanziamento per lo scavo di Isernia la Pineta, in Molise, ma poi non ho attivato il processo di diffusione, pertanto non ho ancora riscontri di aiuti finanziari», ha raccontato il professore.
«L'intervento riguarda il restauro dei materiali provenienti dallo scavo, in particolare reperti paleontologici di grandi dimensioni: particolarmente fragili sono quelli di elefante, rinoceronte e bisonte – ha spiegato – è un restauro di materiali molto significativi sul piano cronologico, risalenti a circa 600 mila anni fa. L'area degli scavi per quasi due ettari è ora di proprietà del Mibact e su di essa sono stati costruiti un Padiglione degli scavi ed un Museo nazionale». Nonostante l'università sia ancora alle fasi iniziali, la città sembra aver risposto bene a questo progetto, e le aspettative sono alte, anche se, naturalmente, il risultato finale dipende dal coinvolgimento di imprese e privati.
Irene Lodi
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