Quando le foto sanno raccontare
Comacchio, negli scatti di Tazzari la storia, il fascino e il dolore di chi vive a tu per tu con l’acqua
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La cura del dettaglio, l’assenza di fronzoli di retorica, una ricerca minuziosa tra luoghi naturali, dove la magia si intreccia alla storia. Questa è in massima sintesi la mostra fotografica “Le Valli di Comacchio”, inaugurata ieri a Palazzo Bellini, opera del fotografo ravennate Luigi Tazzari. «Da tempo accarezzavo l'idea di realizzare un libro fotografico sulle valli di Comacchio, che sono di una bellezza sconfinata, per dedicarlo a miei genitori - ammette Tazzari - e ai loro sacrifici». Le 4 sale espositive del piano terra di Palazzo Bellini, sino al 25 giugno prossimo, passano in rassegna scorci di fascino ineguagliabile, tra argini di valle, vecchi casoni da pesca, bilancioni, voli di fenicotteri rosa, sentieri verdeggianti e distese sconfinate d'acqua. «I miei genitori erano di Longastrino, paese qui vicino e mio padre Giuseppe, scomparso sette anni fa, era fiocinino per necessità - va avanti il fotografo - e da piccolo mi accompagnava spesso a salutare le vecchie quardie del Parco del Delta». Per Tazzari non ci sono messaggi subliminali sottesi alla mostra fotografica, frutto semmai di un lavoro protrattosi per un anno e mezzo di visite a piedi, ma anche in bicicletta ed in barca. «Ho voluto restituire al territorio, proprio attraverso le foto - specifica l'autore - la sua bellezza intatta, la sua identità. Le immagini si discostano pochi metri tra loro, c'è lo sguardo lento, perché ho voluto dare il senso del movimento». Suggestioni e fascino creano un'amalgama perfettamente riuscita, tanto che le foto catturano lo sguardo del visitatore trattenendolo, lasciandolo sopraffare dallo stupore. «Mi ha dato una mano a spostarmi in barca Carletto (il capovalle, Pier Carlo Farinelli, dipendente del Parco), una figura mitica delle valli di Comacchi», ricorda Tazzari. La mostra, che poi si trasferirà ad Argenta e a Ravenna, è accompagnata da un libro fotografico, disponibile in libreria nei prossimi giorni, ma in distribuzione anche all'estero. «L’esposizione parla del territorio e della sua identità - ha rilevato ieri mattina durante l'inaugurazione il dirigente alla Cultura e turismo Roberto Cantagalli - e attraverso le sue foto Tazzari riesce a cogliere l'essenza più intima delle valli e degli uomini». D’accordo anche l'assessore alla cultura Alice Carli che si è detta felice «per la perfetta chiusura di questi cinque anni con una mostra dove l'acqua, che è fonte di vita, ne è la protagonista». Spassosa l'incursione teatrale degli attori della compagnia Al Batal e del gruppo teatrale Temperamenti. In quanto ai progetti futuri, Tazzari riconosce che «sto lavorando su tante idee, forse troppe. Mi sto concentrando su Comacchio - conclude il fotografo -, ma per scaramanzia ne parleremo solo tra qualche anno». Nel frattempo Tazzari è impegnato anche con il Comune di Cervia, dove la prossima settimana inaugurerà una mostra fotografica.
Katia Romagnoli
Katia Romagnoli
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