La Nuova Ferrara

storie e volti della grande guerra 

Italia e America in “Noi eravamo” 

di GIUSEPPE DISTEFANO
Italia e America in “Noi eravamo” 

Da oggi a mercoledì nelle sale Space il nuovo docufilm di Tiberi

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Dalla finestra di uno studio di New York alle zone di guerra nel Veneto del 1918, sulla linea del Piave, tra i campi volo e le tende della Croce Rossa. Il raccordo tra la vecchia Europa e il Nuovo Mondo è Fiorello La Guardia, figlio di emigrati italiani, futuro, e indimenticabile, sindaco della Grande Mela per tre mandati, arrivato dall’America in Italia assieme a un centinaio di connazionali per combattere sui mitici aerei trimotori Caproni dei quali era comandante. Seguiamo il suo racconto di quel periodo tra la fine della Grande Guerra nel 1918 fino al 1933, la cui vita si intreccia con quella di due fratelli italo-argentini di origine veneta: Guglielmo e Luciano Cusin, il primo esperto meccanico, l’altro con aspirazioni giornalistiche, tornati da Buenos Aires come volontari per amor di patria; e Agnese, anche lei volontaria nel corpo delle crocerossine, della quale entrambi si innamoreranno. Tra radici incancellabili e aspirazione al futuro, i loro destini si intrecceranno per poi dividersi. Con Noi eravamo (Baires Produzioni, nelle sale del circuito Space oggi, domani e mercoledì) il regista Leonardo Tiberi, dopo Fango e Gloria, torna a raccontare storie luoghi e volti della Prima Guerra mondiale, puntando stavolta l’obiettivo sui caratteri e le vicende dei volontari, uomini e donne che portarono un profondo contributo nel conflitto e nella storia di quella che sarà la futura nazione. La particolarità del film sta nel sorprendente amalgama di fiction e pellicole d’epoca provenienti dall’archivio dell’Istituto Luce eccezionalmente restaurate e restituite dal regista con magistrale fluidità tra il narrato odierno e quello storico. L’eccezionale lavoro sui colori è frutto anche di un’approfondita documentazione affinché risultassero non inventati ma fedeli il più possibile a quelli dell’epoca. Questa raffinata ricerca sperimentale sull’attualizzazione delle immagini del Luce, acquisite in digitale variando la velocità di scorrimento per eliminare le fluttuazioni ondulatorie che avevano le macchine da presa dell’epoca e che provocavano movimenti accelerati, ha ricreato una guerra come non si è mai vista in altre opere cinematografiche, capace di fondersi spettacolarmente con la trama e le scene di finzione, restituendoci tutta l’epica di un grande film di guerra, pace, e sentimenti. Noi eravamo non solo coniuga storia e spettacolo, memoria di legami a una terra e a una storia – da non dimenticare – di migrazioni di massa; è anche un documento dal forte impatto visivo grazie a filologiche ricostruzioni delle scene aeree con apparecchi d’epoca. Una parte dei materiali dell’archivio Luce utilizzati per la realizzazione del film appartengono, in parte, a operatori dell’Esercito italiano incaricati di documentare il conflitto; altri provengono dall’archivio americano della Librery of Congress, documenti anch’essi di fotoreporter e cameraman inviati in Italia. E le immagini che chiudono il film ritraggono la storica traversata oceanica che parte da Orbetello fino ad arrivare sui grattacieli di New York con la sfilata sulla Broadway Avenue. Nel cast Alessandro Tersigni, Davide Giordano, Beatrice Arnera e Yari Gugliucci alla prova matura del personaggio-chiave della storia, Fiorello La Guardia, affiancati dalle presenze di Roberto Citran, Emanuela Grimalda ed Eliana Miglio. I titoli di coda sono accompagnati da La leggenda del Piave rivisitata da Renzo Arbore con il Motus Mandolin Quartet.

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