Stagione “shakerata” per un cocktail tra classico e moderno
di SAMUELE GOVONI
Prosa, dieci spettacoli al Comunale da ottobre ad aprile Pedroni: scegliamo la qualità senza dimenticare di osare
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La stagione di prosa 2017/2018 presentata ieri mattina nella sala grande del Ridotto del Teatro Comunale Abbado di Ferrara mostra che da parte della direzione artistica e dello staff che ha collaborato alla selezione del programma, c’è la volontà chiara e netta di “osare”. Il programma è un cocktail di titoli classici, drammaturgie innovative e spettacoli popolari (sempre nell’accezione positiva del termine). Da Silvio Orlando a Jurij Ferrini passando per Bisio, Paiato, Ferrari, Vukotic, Fantastichini, Massini e le compagnie Il mulino di Amleto e Il teatro delle albe. Dieci spettacoli, dieci nomi che accompagneranno dall’autunno alla primavera il pubblico ferrarese che, dati alla mano si sta (ri)appassionando al teatro. La stagione appena terminata si è infatti conclusa con cento abbonamenti e oltre mille biglietti venduti in più rispetto l’anno precedente. «Il lavoro che stiamo facendo in questi anni - afferma Marino Pedroni, direttore artistico dell’Abbado - è un lavoro volto a trovare il giusto equilibrio tra le varie forme di prosa. Cerchiamo di rivolgerci al maggior numero di spettatori senza per questo dimenticare l’importanza della qualità».
Ad aprire la Stagione sarà Silvio Orlando con Lacci di Domenico Starnone, tratto dal suo omonimo romanzo. Orlando torna sul palco estense con una commedia toccante che racconta la storia di una fuga e un ritorno maturati tra le mura di casa. A seguire ci sarà Maria Paiato che con Franco Castellano e Maurizio Donadoni, presenterà Play Strindberg di Friedrich Dürrenmatt; un testo poco rappresentato in Italia frutto di un lavoro di riscrittura del Danza di morte di Strindberg. Si continua con un duo “insolito” composto da Isabella Ferrari e Iaia Forte che sono Come stelle nel buio di Igor Esposito. Questo spettacolo, che racconta la storia di due sorelle che vivono vite professionali e personali senza assoluzione né salvezza, è una nuova produzione e non ha ancora debuttato. L’anno nuovo si apre nel segno di un grande del teatro, del cinema e della televisione: Claudio Bisio. Assente da tempo dal palcoscenico cittadino, l’attore porta in scena uno spettacolo che fonde teatro e musica dal vivo. Il suo Father and son (che non a caso richiama la celeberrima canzone di Cat Stevens) è un racconto ironico e beffardo sull’incomunicabilità contemporanea tra padri sempre più nevrotici e figli ipertecnologici; è ispirato a Gli sdraiati e a Breviario comico di Michele Serra. Il Mulino di Amleto presenta L’albero del libero scambio, spettacolo tratto da Georges Feydeau, versione di Davide Carnevali. Con Re Lear di Shakespeare torna a Ferrara Ennio Fantastichini, attore che non ha bisogno di presentazioni e che fin dai suoi esordi si è distinto per talento e versatilità. Le Sorelle Materassi nel libero adattamento di Ugo Chiti dal romanzo di Palazzechi sono Lucia Poli, Milena Vukotic e Marilù Prati. Stefano Massini con questa nuova produzione porta al Comunale il suo adattamento de Il nome della Rosa di Umberto Eco. Il Teatro delle albe, una garanzia per qualità e argomenti trattati, presenta Va pensiero, racconto “storico sociale” di quello che è accaduto nel mondo visto attraverso la vita, e gli occhi, di un uomo qualunque. A chiudere la Stagione ci pensa infine Jurij Ferrini che riadatta Misura per misura di Shakespeare, trasformando questa commedia dalle tinte fosche un’attualissima critica alla sete, insaziabile, di potere.
Ad aprire la Stagione sarà Silvio Orlando con Lacci di Domenico Starnone, tratto dal suo omonimo romanzo. Orlando torna sul palco estense con una commedia toccante che racconta la storia di una fuga e un ritorno maturati tra le mura di casa. A seguire ci sarà Maria Paiato che con Franco Castellano e Maurizio Donadoni, presenterà Play Strindberg di Friedrich Dürrenmatt; un testo poco rappresentato in Italia frutto di un lavoro di riscrittura del Danza di morte di Strindberg. Si continua con un duo “insolito” composto da Isabella Ferrari e Iaia Forte che sono Come stelle nel buio di Igor Esposito. Questo spettacolo, che racconta la storia di due sorelle che vivono vite professionali e personali senza assoluzione né salvezza, è una nuova produzione e non ha ancora debuttato. L’anno nuovo si apre nel segno di un grande del teatro, del cinema e della televisione: Claudio Bisio. Assente da tempo dal palcoscenico cittadino, l’attore porta in scena uno spettacolo che fonde teatro e musica dal vivo. Il suo Father and son (che non a caso richiama la celeberrima canzone di Cat Stevens) è un racconto ironico e beffardo sull’incomunicabilità contemporanea tra padri sempre più nevrotici e figli ipertecnologici; è ispirato a Gli sdraiati e a Breviario comico di Michele Serra. Il Mulino di Amleto presenta L’albero del libero scambio, spettacolo tratto da Georges Feydeau, versione di Davide Carnevali. Con Re Lear di Shakespeare torna a Ferrara Ennio Fantastichini, attore che non ha bisogno di presentazioni e che fin dai suoi esordi si è distinto per talento e versatilità. Le Sorelle Materassi nel libero adattamento di Ugo Chiti dal romanzo di Palazzechi sono Lucia Poli, Milena Vukotic e Marilù Prati. Stefano Massini con questa nuova produzione porta al Comunale il suo adattamento de Il nome della Rosa di Umberto Eco. Il Teatro delle albe, una garanzia per qualità e argomenti trattati, presenta Va pensiero, racconto “storico sociale” di quello che è accaduto nel mondo visto attraverso la vita, e gli occhi, di un uomo qualunque. A chiudere la Stagione ci pensa infine Jurij Ferrini che riadatta Misura per misura di Shakespeare, trasformando questa commedia dalle tinte fosche un’attualissima critica alla sete, insaziabile, di potere.
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