Stavolta Paola si è fatta bella per i suoi fan
di DAVIDE BONESI
Turci attesa protagonista in concerto a Porto Garibaldi: «Avevo tanta voglia di proporre la mia musica al grande pubblico»
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L’abbiamo rivista con enorme piacere scendere le scale del teatro Ariston nell’ultima edizione del Festival di Sanremo, oltre trent’anni dopo la sua prima timida esperienza. Perché se negli anni Ottanta era una giovane cantautrice alle prime armi, già nel decennio successivo ha manifestato tutta la sua ribellione, la sua idea di una musica diversa, non quella dello stereotipo “ragazza carina e bella voce” che aveva contraddistinto la musica leggera italiana declinata al femminile. Questa è Paola Turci, attesa protagonista della seconda serata (sabato 3 giugno) del Comacchio Beach Festival 2017 sulla spiaggia libera di Porto Garibaldi. E l’apparizione a Sanremo con il brano Fatti bella per te le ha... fatto benissimo, riportando in auge un’autrice che ancora può esprimere grandi cose, come testimonia l’amore ritrovato dei fan.
«In effetti - ci racconta l’artista romana, ma tifosa della Lazio -, Sanremo se lo si fa bene ti permette di vivere una nuova vita artistica, quasi una rinascita. Per me è stato come ricominciare, anche perché non sono una persona che ama particolarmente la ribalta o le apparizioni televisive. Ma il Festival comporta anche notevoli rischi, ma io non avevo aspettative e assolutamente nulla da perdere».
Stavolta forse non correva tanti rischi, ma nella sua vita (e non parliamo del tragico incidente stradale del 1993) artistica ne ha corsi parecchi.
«È tutta la mia storia che è diversa. Sono nata musicalmente a metà degli anni Ottanta con l’idea di un cantautorato al femminile che in quel momento nel nostro Paese era a dir poco sconosciuto, tutto da creare. Gli unici modelli erano oltreoceano e personalmente per me c’era soltanto Patty Smith, anche se alla fine sono andata in tutt’altra direzione. Ho e sempre avuto un’anima rock, ma credo di non averla espressa del tutto nelle mie canzoni. La musica è un bellissimo modo per esprimersi, l’arte tutta è una forma di espressione che io vivo sempre come l’obbligo di sorprendere, proporre qualcosa di nuovo. Ma per raggiungere dei risultati bisogna ‘armonizzare’ il tutto. Ecco, io in passato cercavo solo cose nuove, senza alcun compromesso, ora ‘armonizzo’ di più per arrivare al grande pubblico e perché avevo voglia di tornare a proporre la mia musica. Ma sia chiaro, le mie canzoni restano autobiografiche, nella vita non avrei voluto fare assolutamente niente di diverso».
«E diciamo - aggiunge la Turci - che il segreto di tutto è Luca Chiaravalli: come produttore ha saputo conquistarmi, credo finalmente di aver trovato la persona giusta per realizzare dei buoni dischi».
Certo anche il brano portato a Sanremo quest’anno non è la solita canzonetta...
«Ero in gara prima di tutto con me stessa, il paragone con l’esordio nell’86 ma anche con l’ultimo festival a cui partecipai nel 2001 non si può fare, sono cambiata io. Ho camminato tanto e vissuto esperienze che mi hanno forgiata, ora sono più consapevole, ‘centrata’, so quello che mi piace e voglio, sono meno inquieta. Prima Sanremo era un passaggio obbligato, mi cambiavo d’abito e via, invece stavolta volevo farlo al meglio. Il Festival è una lente di ingrandimento alla quale sfugge nulla...».
Diversi i suoi live nel Ferrarese, ma a Comacchio sarà una prima volta vero?
«Ci sono stata, ma davvero tanti anni fa per un programma televisivo direi... La ricordo stupenda e sarà una bella occasione per rivederla e scattare tante foto. Sì, perché ora - conclude l’artista - sono cambiata anche in questo, mi piace avere delle immagini per ricordare tutti i posti dove sono stata. E poi l’idea di un concerto sulla spiaggia è proprio divertente, sono convinto che sarà un’esperienza piacevole, spero anche per il pubblico».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
«In effetti - ci racconta l’artista romana, ma tifosa della Lazio -, Sanremo se lo si fa bene ti permette di vivere una nuova vita artistica, quasi una rinascita. Per me è stato come ricominciare, anche perché non sono una persona che ama particolarmente la ribalta o le apparizioni televisive. Ma il Festival comporta anche notevoli rischi, ma io non avevo aspettative e assolutamente nulla da perdere».
Stavolta forse non correva tanti rischi, ma nella sua vita (e non parliamo del tragico incidente stradale del 1993) artistica ne ha corsi parecchi.
«È tutta la mia storia che è diversa. Sono nata musicalmente a metà degli anni Ottanta con l’idea di un cantautorato al femminile che in quel momento nel nostro Paese era a dir poco sconosciuto, tutto da creare. Gli unici modelli erano oltreoceano e personalmente per me c’era soltanto Patty Smith, anche se alla fine sono andata in tutt’altra direzione. Ho e sempre avuto un’anima rock, ma credo di non averla espressa del tutto nelle mie canzoni. La musica è un bellissimo modo per esprimersi, l’arte tutta è una forma di espressione che io vivo sempre come l’obbligo di sorprendere, proporre qualcosa di nuovo. Ma per raggiungere dei risultati bisogna ‘armonizzare’ il tutto. Ecco, io in passato cercavo solo cose nuove, senza alcun compromesso, ora ‘armonizzo’ di più per arrivare al grande pubblico e perché avevo voglia di tornare a proporre la mia musica. Ma sia chiaro, le mie canzoni restano autobiografiche, nella vita non avrei voluto fare assolutamente niente di diverso».
«E diciamo - aggiunge la Turci - che il segreto di tutto è Luca Chiaravalli: come produttore ha saputo conquistarmi, credo finalmente di aver trovato la persona giusta per realizzare dei buoni dischi».
Certo anche il brano portato a Sanremo quest’anno non è la solita canzonetta...
«Ero in gara prima di tutto con me stessa, il paragone con l’esordio nell’86 ma anche con l’ultimo festival a cui partecipai nel 2001 non si può fare, sono cambiata io. Ho camminato tanto e vissuto esperienze che mi hanno forgiata, ora sono più consapevole, ‘centrata’, so quello che mi piace e voglio, sono meno inquieta. Prima Sanremo era un passaggio obbligato, mi cambiavo d’abito e via, invece stavolta volevo farlo al meglio. Il Festival è una lente di ingrandimento alla quale sfugge nulla...».
Diversi i suoi live nel Ferrarese, ma a Comacchio sarà una prima volta vero?
«Ci sono stata, ma davvero tanti anni fa per un programma televisivo direi... La ricordo stupenda e sarà una bella occasione per rivederla e scattare tante foto. Sì, perché ora - conclude l’artista - sono cambiata anche in questo, mi piace avere delle immagini per ricordare tutti i posti dove sono stata. E poi l’idea di un concerto sulla spiaggia è proprio divertente, sono convinto che sarà un’esperienza piacevole, spero anche per il pubblico».
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