La Nuova Ferrara

LE STORIE IN TESTA

Benni, una vita con ironia. «Se manca vince la pazzia»

di DAVIDE BONESI
Benni, una vita con ironia. «Se manca vince la pazzia»

Alle 19 al De Micheli il noto scrittore chiude la rassegna con “Prendiluna”

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COPPARO. Arriva dalla vicina Bologna ma è un autore che ha superato ogni confine, facendosi amare per romanzi entrati ormai nella storia, a partire da quel Bar Sport diventato anche un divertentissimo film. L’ultima fatica letteraria di Stefano Benni si intitola Prendiluna (Feltrinelli), come sempre un romanzo in chiave comica ma non solo, a cui oggi (alle 19 al teatro De Micheli) spetta il compito di chiudere la rassegna copparese “Le storie in testa (festival delle narrazioni”. Il nuovo libro di Benni è uscito da pochi giorni, tanto che la prima presentazione è stata effettuata alla Feltrinelli Duomo di Milano lo scorso 11 maggio. Al fianco dell’autore c’era la star di cinema e tv Ambra Angiolini, per quella che è stata già ribattezzata “la strana coppia”, riproposta lo scorso 19 maggio al Salone del Libro di Torino. «Non riesco a parlare di questo libro - ha detto alla prima uscita ufficiale Benni -, ringrazio Ambra di essere qui e di averlo letto, così ne parla lei... D’altronde, ha portato per tre anni un mio testo, La misteriosa scomparsa di W in teatro e lo ha fatto benissimo».

Ormai sono passati quasi 20 giorni da quella prima presentazione e lo scrittore svela qualche particolare in più... «Una premessa - aggiunge Benni -, solo probabilmente chi mi conosce sa che è abbastanza difficile definirmi come autore comico o tragico, ma non interessa. Di certo non scrivo gialli, qualcuno dei miei lavori è stato definito così ed anche il mio editore spera che io possa scrivere prima o poi un giallo, ma proprio non mi viene. Anche se in Prendiluna c’è il commissario Garbuglio, omaggio ad un personaggio conosciuto, ma in fondo è un commissario vero». È innegabile però che ancora una volta la vena comica ha un ruolo non marginale. «In questo libro comico e drammatico sono molto vicini e di questo sono contento. Poi se devo aggiungere ancora qualcosa, negli ultimi 2-3 anni ho perso molti amici e maestri come Franca (Rame, ndr) e Dario (Fo, ndr). Ecco, questo volume è dedicato a Fausto Mesolella, amico chitarrista mancato pochi mesi fa. Quindi in queste pagine ho messo quanto credo sia importante insegnare e imparare, quanto sia necessario avere dei maestri, non quelli che ti insegnano solo ad obbedire o a fare quello che vogliono loro, bensì quelli che ti vogliono bene e sanno tirar fuori da te il meglio e se vedono il peggio non ti giudicano. E quindi l’eroe del mio romanzo è una vecchia maestra e non voglio aggiungere altro. Se non che si tratta di un libro misterioso, affascinante, poetico però pericoloso, perché mi è stato dettato in sogno da un gatto Angelo o da una gatta Angela...». Di certo a Benni piaceranno oggi le domande del pubblico.

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«Ecco, se mai qualcuno avendo letto il romanzo o sentito le mie parole penserà che sono rincoglionito.... Ebbene, siete vicini alla verità e in fondo mi è concesso, perché ho quasi 70 anni (li compie il 12 agosto, ndr). A Roma ho incontrato una coppia: lui mi ha detto “Leggo tutti i tuoi romanzi”, lei ha aggiunto “Ma quanti anni c’hai?”. Ho risposto 70, ma non ci credevano. E invece li ho e in fondo a questa età un po’ di magone lo si ha sempre, se non proprio piangere con grande frequenza. Per questo spero che in teatro mi vengano fatte tante domande, perché un domani potreste avere dei rimpianti per non avermi chiesto quella tal cosa nella tal occasione...perché ormai ho una certa età». Tra i protagonisti del romanzo ci sono due pazzi, per non parlare dello scienziato pazzo Cornelius Noon, che sta diventando una leggenda. «È un’invenzione, ancora ci sono persone che cercano di capire dove ha vissuto o insegnato. I due pazzi lavorano per questa Università inesistente o magari esiste, chi lo sa. È un libro pieno di sogni, tipo matrioska, un contenitore di sogni di quelli in cui credi di svegliarti e invece stai ancora sognando e questo per 5-6 volte così da diventare incubo».

Fra le domande alle presentazioni di Milano e Torino anche una sulle parolacce... «È un decimo di quello che succede e si sente ogni giorno. Io registro quello che accade e vedo, poi comunque le mette in una veste comica, così si ride. L’ironia - chiude l’autore - fa molto bene, se la si usasse di più le persone non finirebbero per impazzire». Per la cronaca, Benni dopo la presentazione odierna a Copparo tornerà a Ferrara sabato 10 giugno, per un regalo ai propri clienti della libreria Ibs + Libraccio.
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