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Boato sveglia Ferrara Meteorite la causa 

Boato sveglia Ferrara Meteorite la causa 

Il corpo celeste avvistato in più regioni: due i precedenti noti

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Un boato e una scia luminosa nel cielo. È quanto hanno udito e visto molti ferraresi ma anche molte persone che abitano nel Centro Nord dell’Italia poco dopo le 23 di martedì.
Dalle descrizioni e dalla testimonianze raccolte, ci spiega l’astrofisico Cristiano Guidorzi del Dipartimento di Fisica dell’Università di Ferrara, sembra che il fenomeno dell’altra sera sia stato provocato proprio da un bolide, una sorta di meteorite luminoso.
«Il corpo celeste - racconta l’astrofisico ferrarese - è stato avvistato in diverse regioni e province, tra cui proprio Ferrara, viaggiava a qualche chilometro al secondo. Il boato che si è sentito è tipico di questi oggetti che si surriscaldano a decine di migliaia di gradi a causa del contatto con l’atmosfera. La superficie del corpo celeste, come detto, si scalda e ad un certo punto esplode perché la sua struttura non è più in grado di reggere la temperatura e produce di conseguenza una scia luminosa, i cui colori dipendono dalla composizione chimica. Si parla di verde e arancio, che denota una presenza di ferro. Non si può escludere che il frammento del bolide possano essere caduto a terra. Adesso bisognerà - in base ai dati a disposizione -, capire meglio la sua traiettoria ed i possibili luoghi di rinvenimento».
Dai primi accertamenti pare che il fenomeno non abbia provocato danni, anche perché ora si sta cercando di triangolare i dati ricavati dal gruppo Im&Tle, che ha telecamere perennemente puntate al cielo per raccogliere tutte le immagini su questo fenomeno.
Fra queste telecamere, tre si trovano nella nostra città, sono di proprietà dell’appassionato Ferruccio Zanotti, che le ha poste sul tetto di casa.
«Il boato è legato all’esplosione, fenomeno assolutamente rarissimo, solitamente le immagini che abbiamo sono fenomeni luminosi o fulmini, i cosiddetti sprite, scoperti da pochi anni. Questa era una meteorite, bisogna capire a quale quota si è spenta e dove potrebbe essere caduta. Nel nostro gruppo lo abbiamo ripreso in quattro, io a Ferrara, poi a Cuneo, Milano e Rieti. In queste ore triangolando i dati potremmo individuare il suo volo, probabilmente è finita in Veneto, magari in mare...».
Come si diceva il fenomeno delle meteoriti è raro, basti pensare che dall’88 ad oggi quello passato l’altra notte è il primo. Nella nostra provincia, poi, gli episodi, ormai storici, sono solamente due. Il primo in ordine di tempo di cui si ha notizia è quello soprannominato “Bolide di Renazzo”, caduto la sera del 15 gennaio del 1824, come raccontato da Francesco Lenzi nel documento che si trova nell’archivio storico di Cento. È stato calcolato che il corpo principale fosse lungo 1 metro e spezzatosi in 3-4 frammenti, 3 recuperati attorno alla chiesa del paese, per un peso totale di 10 kg. La massa principale rimasta (circa 307 grammi), si trova al Museo di mineralogia “Bombicci” di Bologna. Conteneva Xenon, un gas nobile, intrappolato in minuscoli diamanti, graffite e ossidi di alluminio.
Il secondo episodio risale, invece, alle 21.30 del 22 gennaio del 1910, quando un meteorite cadde nella tenuta Cariani a Vigarano Pieve. Da una grande voragine fu estratto un masso della forma del peso di ben 14 kg, della misura di 50 x 40 centimetri. Così come quello di Renazzo, anche questo è carbonaceo e la massa rimasta oggi pesa 1.4 kg e si trova esposta al Museo di storia naturale di Ferrara. In tutto, si calcola che in Italia sarebbero cadute una cinquantina di meteoriti e, curiosamente, sono rimaste solo le due ferraresi. (d.b.)

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