Sul palco il vero e proprio “Big” della musica
di DAVIDE BONESI
Sergio Sylvestre atteso dopo gli exploit di Amici e Sanremo: «Ringrazio Maria, donna stupenda e come una madre per me»
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Fra i tanti artisti che stasera saliranno sul palco allestito nella spiaggia libera di Porto Garibaldi c’è anche Sergio Sylvestre. Un vero e proprio big, non solo per la fisicità del cantante statunitense (è nato a Los Angeles da madre messicana e padre haitiano deceduto pochi giorni fa), ma anche per le incredibili qualità canore, che lo hanno portato a dominare la scorsa edizione di “Amici” ed a salire con sicurezza sul palco dell’ultimo Festival di Sanremo, presentando il brano Con te (scritto assieme a Giorgia). Una vita stranissima quella di Sergio, una carriera da giocatore di football interrotta per un infortunio, poi un viaggio nel Salento e la decisione di rimanere a vivere in Italia, imparando una nuova lingua con le inevitabili difficoltà per chi ha deciso di intraprendere la carriera di cantante nel nostro Paese.
Tutto è nato con “Amici”.
«Vero, il mio obiettivo partecipando al programma - racconta Sylvestre, detto “Big Boy”, titolo del suo primo Ep - era quello di vivere un’esperienza vera ed esprimere quello che avevo dentro. Sono felice perché la gente ha potuto ascoltarmi, penso di essere riuscito a dare il massimo, al di là della vittoria nel programma. Poi grazie ad “Amici” ho avuto il contratto con la Sony, prime collaborazioni importanti, l’avventura a Sanremo ed un progetto molto bello in arrivo che è ancora troppo presto per svelare...».
Sanremo, che effetto fa il festival ad un giovane?
«Io nei miei primi anni italiani ricordavo Elisa e Mengoni, mi aveva sempre attirato quella manifestazione. Quando sono arrivato in teatro non credevo fosse possibile. Poi la mia esperienza è stata molto dura, specie per il fatto di cantare in italiano su un palco tanto importante. Sono contento perché alla fine è andata come volevo, la gente ancora canta il mio brano e mi sono arrivati tanti messaggi. Questa esperienza è stata una sfida per me, non soltanto una novità».
Per voi che uscite da “Amici” la celebrità tra i giovani è immediata e nonostante la sua fisicità è sempre apparso molto timido con i fan...
«La prima volta che ho visto tutta quella gente per me mi sono chiesto che cosa stava succedendo. Durante il programma noi viviamo isolati, non sappiamo cosa pensa di noi il mondo esterno e ancora adesso, quando vedo le persone che mi riconoscono da lontano, sono onorato e di certo non posso nascondermi (sorride, ndr)».
“Amici” prima, Sanremo poi, sempre con la regia di Maria De Filippi...
«È una persona straordinaria, per questo tutti i suoi programmi hanno successo. Lei è veramente lì per noi ragazzi, a me poi era particolarmente vicino visto che ero straniero e solo qui Italia. Mi ha dato forza e trattato come un figlio, me come gli altri ragazzi. Chi la incontra è fortunato, è una donna bella da tutti i punti di vista e devo dire che mi manca un sacco, ora la vedo e sento molto di rado».
Comacchio Beach Festival altra vetrina importante.
«Sono esperienze importanti, incontro altri artisti e i fan. I live per me - conclude il cantante - sono la cosa più bella, sono divertenti, si incontrano tante persone che vogliono godersi il momento, poi vedo posti nuovi e belli dell’Italia, come Comacchio, non vedo l’ora».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Tutto è nato con “Amici”.
«Vero, il mio obiettivo partecipando al programma - racconta Sylvestre, detto “Big Boy”, titolo del suo primo Ep - era quello di vivere un’esperienza vera ed esprimere quello che avevo dentro. Sono felice perché la gente ha potuto ascoltarmi, penso di essere riuscito a dare il massimo, al di là della vittoria nel programma. Poi grazie ad “Amici” ho avuto il contratto con la Sony, prime collaborazioni importanti, l’avventura a Sanremo ed un progetto molto bello in arrivo che è ancora troppo presto per svelare...».
Sanremo, che effetto fa il festival ad un giovane?
«Io nei miei primi anni italiani ricordavo Elisa e Mengoni, mi aveva sempre attirato quella manifestazione. Quando sono arrivato in teatro non credevo fosse possibile. Poi la mia esperienza è stata molto dura, specie per il fatto di cantare in italiano su un palco tanto importante. Sono contento perché alla fine è andata come volevo, la gente ancora canta il mio brano e mi sono arrivati tanti messaggi. Questa esperienza è stata una sfida per me, non soltanto una novità».
Per voi che uscite da “Amici” la celebrità tra i giovani è immediata e nonostante la sua fisicità è sempre apparso molto timido con i fan...
«La prima volta che ho visto tutta quella gente per me mi sono chiesto che cosa stava succedendo. Durante il programma noi viviamo isolati, non sappiamo cosa pensa di noi il mondo esterno e ancora adesso, quando vedo le persone che mi riconoscono da lontano, sono onorato e di certo non posso nascondermi (sorride, ndr)».
“Amici” prima, Sanremo poi, sempre con la regia di Maria De Filippi...
«È una persona straordinaria, per questo tutti i suoi programmi hanno successo. Lei è veramente lì per noi ragazzi, a me poi era particolarmente vicino visto che ero straniero e solo qui Italia. Mi ha dato forza e trattato come un figlio, me come gli altri ragazzi. Chi la incontra è fortunato, è una donna bella da tutti i punti di vista e devo dire che mi manca un sacco, ora la vedo e sento molto di rado».
Comacchio Beach Festival altra vetrina importante.
«Sono esperienze importanti, incontro altri artisti e i fan. I live per me - conclude il cantante - sono la cosa più bella, sono divertenti, si incontrano tante persone che vogliono godersi il momento, poi vedo posti nuovi e belli dell’Italia, come Comacchio, non vedo l’ora».
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