«L’amore e la violenza è pop Amiamo molto questo disco»
di SAMUELE GOVONI
I Baustelle (ri)partono dal Ravenna Festival e annunciano che ci saranno novità Bianconi: la passione è la stessa degli inizi, sennò non avrebbe senso continuare
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Riparte da Russi il tour dei Baustelle. La band di Montepulciano sarà ospite del Ravenna Festival con il secondo spaccato de L’amore e la violenza tour. Francesco Bianconi, Rachele Bastreghi e Claudio Brasini da febbraio stanno girando l’Italia con un disco «oscenamente pop», come loro stessi lo hanno definito. L’album è arrivato a gennaio, a quattro anni di distanza da Fantasma, ed è stato anticipato dal singolo Amanda Lear, seguito nelle scorse settimane da Il vangelo di Giovanni e Betty, quest’ultima uscita appena due giorni fa.
Nell’estate 2013 i Baustelle fecero tappa a Ferrara Sotto le Stelle e, alcuni mesi dopo, al De Micheli di Copparo. Questa volta saranno nella vicina provincia ravennate.
Bianconi, dopo una breve pausa avete ricominciato le prove pre tour. Ormai manca poco. Partiamo da un dato di fatto: questo album è molto diverso da “Fantasma”.
«Con Fantasma volevamo esplorare una forma di canzone diversa, volevamo sperimentare le timbriche per orchestra sinfonica e lo abbiamo fatto. È stato un disco importante per noi e un’opera senza dubbio ingombrante sotto tanti punti di vista. Quando abbiamo iniziato a lavorarci sapevamo che volevamo incidere qualcosa di completamente diverso. Fantasma è stato un po’ come togliersi dal “campo di gioco”. Con L’amore e la violenza siamo tornati al pop ed è quello che volevamo. Volevamo tornare al pop mescolando musica leggera, senza però trascurare testi e sonorità».
L’ultimo singolo estratto, “Betty”, è ispirato a una ragazza in particolare? In più di un’occasione i Baustelle hanno cantato di fatti di cronaca.
«No, Betty non richiama un caso di cronaca in particolare. Diciamo che è un refrain dei Baustelle quello di parlare di adolescenti spaesati e ragazzi perduti in un mondo che assomiglia sempre più a una giungla. Betty è una di loro, è una giovane persa in una qualunque metropoli occidentale. In questo caso è una ragazza ma potrebbe anche essere un ragazzo, potrei perfino essere io».
Avete varcato la soglia dei vent’anni di carriera e ogni album è diverso dal precedente. La passione è la stessa degli inizi? E la voglia di osare?
«È la stessa degli inizi e per fortuna. Ricerca, curiosità, voglia di sfidare, di cambiare e di mettersi in gioco sono condizioni basilari per i Baustelle, senza queste non credo che avrebbe molto senso andare avanti. Voglio divertirmi, come ci si diverte da bambini giocando. È bello poter scegliere liberamente la direzione da prendere, il mondo che si vuole esplorare. Penso sia l’unico motivo per cui faccio questo mestiere. Non penso alle mode o al motivo di tendenza, sono cose che non mi interessano, che non mi divertono. Mi piace costruire».
Siete cambiati in questi anni? Lei si sente diverso?
«Il cambiamento nei Baustelle c’è stato, fosse anche solamente a livello anagrafico. Io mi sento migliorato e ho più padronanza tecnica, anche sul palco, dal vivo. Mi sento meglio ora rispetto a quando ho cominciato a suonare. Non ho più vent’anni, è vero, ne ho quarantaquattro ma... mi sento bene».
La scaletta cambia rispetto al tour precedente?
«Lo spettacolo sarà leggermente diverso sì, ci saranno delle novità che però non voglio svelare. Canzoni imprescindibili? Non ce ne sono. L’amore e la violenza è un album che ci piace davvero tanto e nella prima parte del tour lo abbiamo eseguito per intero. È un disco che funziona e lo manterremo perché ora mi sento e ci sentiamo così. Sento che è un album che mi rappresenta e al momento è proprio lui ad essere imprescindibile poi col tempo potrebbe cambiare ma di questo... ne parleremo tra un paio d’anni».
Il concerto si terrà venerdì alle 21.30 a Russi, via Rasponi. Ticket 15 euro. Info: 0544249244.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Nell’estate 2013 i Baustelle fecero tappa a Ferrara Sotto le Stelle e, alcuni mesi dopo, al De Micheli di Copparo. Questa volta saranno nella vicina provincia ravennate.
Bianconi, dopo una breve pausa avete ricominciato le prove pre tour. Ormai manca poco. Partiamo da un dato di fatto: questo album è molto diverso da “Fantasma”.
«Con Fantasma volevamo esplorare una forma di canzone diversa, volevamo sperimentare le timbriche per orchestra sinfonica e lo abbiamo fatto. È stato un disco importante per noi e un’opera senza dubbio ingombrante sotto tanti punti di vista. Quando abbiamo iniziato a lavorarci sapevamo che volevamo incidere qualcosa di completamente diverso. Fantasma è stato un po’ come togliersi dal “campo di gioco”. Con L’amore e la violenza siamo tornati al pop ed è quello che volevamo. Volevamo tornare al pop mescolando musica leggera, senza però trascurare testi e sonorità».
L’ultimo singolo estratto, “Betty”, è ispirato a una ragazza in particolare? In più di un’occasione i Baustelle hanno cantato di fatti di cronaca.
«No, Betty non richiama un caso di cronaca in particolare. Diciamo che è un refrain dei Baustelle quello di parlare di adolescenti spaesati e ragazzi perduti in un mondo che assomiglia sempre più a una giungla. Betty è una di loro, è una giovane persa in una qualunque metropoli occidentale. In questo caso è una ragazza ma potrebbe anche essere un ragazzo, potrei perfino essere io».
Avete varcato la soglia dei vent’anni di carriera e ogni album è diverso dal precedente. La passione è la stessa degli inizi? E la voglia di osare?
«È la stessa degli inizi e per fortuna. Ricerca, curiosità, voglia di sfidare, di cambiare e di mettersi in gioco sono condizioni basilari per i Baustelle, senza queste non credo che avrebbe molto senso andare avanti. Voglio divertirmi, come ci si diverte da bambini giocando. È bello poter scegliere liberamente la direzione da prendere, il mondo che si vuole esplorare. Penso sia l’unico motivo per cui faccio questo mestiere. Non penso alle mode o al motivo di tendenza, sono cose che non mi interessano, che non mi divertono. Mi piace costruire».
Siete cambiati in questi anni? Lei si sente diverso?
«Il cambiamento nei Baustelle c’è stato, fosse anche solamente a livello anagrafico. Io mi sento migliorato e ho più padronanza tecnica, anche sul palco, dal vivo. Mi sento meglio ora rispetto a quando ho cominciato a suonare. Non ho più vent’anni, è vero, ne ho quarantaquattro ma... mi sento bene».
La scaletta cambia rispetto al tour precedente?
«Lo spettacolo sarà leggermente diverso sì, ci saranno delle novità che però non voglio svelare. Canzoni imprescindibili? Non ce ne sono. L’amore e la violenza è un album che ci piace davvero tanto e nella prima parte del tour lo abbiamo eseguito per intero. È un disco che funziona e lo manterremo perché ora mi sento e ci sentiamo così. Sento che è un album che mi rappresenta e al momento è proprio lui ad essere imprescindibile poi col tempo potrebbe cambiare ma di questo... ne parleremo tra un paio d’anni».
Il concerto si terrà venerdì alle 21.30 a Russi, via Rasponi. Ticket 15 euro. Info: 0544249244.
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