La Nuova Ferrara

Da Praga al Delta per far volare tutti sul suo ultraleggero 

Da Praga al Delta per far volare tutti sul suo ultraleggero 

Pittore, restauratore, liutaio, ma soprattutto aviatore Con un biplano biposto TigerMoth alla scoperta della natura 

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È un personaggio, Mila Misek, sembra uscito da un libro di fiabe, da un romanzo d’altri tempi e la sua vita ricorda in qualche misura la storia avventurosa e misteriosa dell’ammiraglio Byrd, il primo uomo a sorvolare il Polo Nord, nella prima metà del ’900. Ma non solo. Ed è lui, cittadino del mondo diventato nostro conterraneo, a svelarcelo, con le parole di chi guarda il mondo dall’alto.

Aviatore o cos’altro? Chi è Mila Misek?

«Sono nato a Praga, ex Cecoslovacchia, e vivo in Italia, attualmente ai Lidi comacchiesi, da oltre 12 anni. Ho viaggiato in gran parte del mondo (tutta l’Europa, Nepal, Argentina, Messico), un po’ per passione e un po’ per lavoro: sono un artista, pittore e restauratore di opere d’arte, ma anche un ricercato liutaio e mi dedico anche alla ricostruzione di liuteria antica e di strumenti ad arco rinascimentali e barocchi, e sono anche naturopata. Ma il mio grande amore è il volo. Questa passione nacque in me a 5 anni, quando mio padre mi portò a un raduno di aerei e rimasi folgorato dal vedere questi distinti piloti prima con i piedi per terra e poi in alto nel cielo. A 14 anni mi sono iscritto a un’associazione statale per volare con gli alianti e da allora questa passione è sempre stata presente, una ragione di vita».

Sappiamo che è molto gettonato e che ci sono tante richieste per volare con te. Passa più tempo in cielo o con i piedi per terra?

«Ho un brevetto di parapendio, di aliante, e Vds- volo a motore. Al mio attivo ho ben 1220 ore di volo, di cui 980 su biplano. Attualmente mi dedico al mio biplano biposto TigerMoth UL e con questo aereo volo sul Delta del Po, in Toscana, Veneto, Piemonte…. Tra i fenicotteri rosa e le nuvole bianche e il cielo azzurro, tra le montagne, faccio assaporare alle persone una sorta di battesimo del volo sul mio biplano, il mio è in versione ultraleggera in scala 1:1, probabilmente unico al mondo. Vengo chiamato in tutta Italia, ma anche all’estero, ad esempio da persone bizzarre come ricchi signori che vogliono volare per vedere dall’alto le loro ville lussuose, o sindaci in campagna elettore per farsi propaganda, ma anche da futuri sposi che vogliono arrivare all’altare dal cielo. Sono chiamato anche all’estero a raduni e per accompagnare in volo ricercatori ed esploratori».

Com’è il Delta del Po visto dall’alto?

«Bisogna capire che la bellezza del Delta del Po non è visibile dalla terra, bisogna alzarsi in volo per vedere uno spettacolo eccezionale che non ha niente da invidiare alla Camargue francese, anzi, qui è ancora più spettacolare».

Da lassù tutto cambia, è vero? Sembra tutto piccolo…

«La straordinaria bellezza della terra la può capire solo chi vola, quanto grande e meraviglioso sia il nostro pianeta. Io dico che solo volando posso lasciare la mia ombra sulla terra. Tutti i problemi e conflitti diventano piccole cose da nulla, tutto assume una dimensione diversa: da lassù guardando sotto sembriamo tutte formichine impazzite. Noi siamo abituati a due dimensioni: destra e sinistra, il volo ci permette di esplorare la terza dimensione, quella degli uccelli, lassù c’è una sensazione di libertà e di infinito che non si trova in nessun altro luogo».

Ma è vero che tiene anche un diario delle sue avventure e che un giorno diventerà un libro?

«Sì, si chiama “Il Diario sulla sciarpa bianca”, che è quel foulard che svolazza in aria durante i voli, si vede in tanti film d’epoca. In questo diario narro le mie esplorazione sul mio TigerMoth, è il meraviglioso biplano simile a quello in film come La mia Africa e Il paziente inglese, un gioiello che si libra nel cielo a basse velocità per godere del paesaggio come pochi possono immaginare, costruito nella Repubblica Ceca, è una versione ultraleggera fedele all’originale (addestratore militare inglese degli anni ’30). Il primo volo con il mio fedele compagno dei cieli l’ho effettuato dalla Germania passando sopra l’Austria fino sulle nostre Alpi : quando ci si avvicina alle Alpi, sembra che crescano dalle Valli come sollevate dalle mani di un gigante sempre più in alto, una visione che dà l’impressione di essere dentro una cartolina viva».

Avrai ricevuto dei riconoscimenti per la tua grande attività di volo.

«Sì, il più grande riconoscimento, del quale sono molto orgoglioso, è “Les Dray Cup” del Devon Strut Aeroclub (Devon, Inghilterra, dove sono anche socio) per la migliore prestazione aeronautica per la trasvolata da solista sopra le Alpi 2014».

Qual è il suo sogno nel cassetto?

«Ne ho tanti, ma due in particolar modo: uno è quello di far volare un pilota amico da Firenze fino in Inghilterra e atterrare nel più famoso aeroporto inglese della seconda guerra mondiale, Duxford, e durante il volo passare sopra la Francia per vedere i castelli della Loira; l’altro, che ho fin da bambino, è quello di volare fino in Morocco nell’Oasi Tarfaya, dove un famoso pilota e scrittore francese, Anthoine de Saint Exupéry, atterrò durante un guasto del suo aereo e fu lì che scrisse il Piccolo Principe, e lì vorrei atterrare per rendergli omaggio vicino al monumento in bronzo a lui dedicato nel bel mezzo del deserto, dal Delta del Po sono 6.000 km di volo, andata e ritorno. Vorrei anche fare il giro del mondo in biplano in solitario, che nessuno ha mai fatto, ma soprattutto voglio continuare a volare con i miei voli panoramici, portando in volo le persone, che lassù sono felici e trovano il sorriso perduto».

Dove possono trovarti le persone interessate ai tuoi voli panoramici sul Delta del Po?

«La mia base logistica si trova a Fusignano, ma posso partire anche da Ravenna o Valle Gaffaro a Volano. Oltre ai voli panoramici, si possono effettuare i battesimi dell'aria e foto aeree. Mi trovate anche su internet, www.biplano.flights».

Caterina Bonazza

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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