Pazzi consiglia Proust a “Benedetti toscani”
Ogni settimana chiederemo ad un esponente della cultura (ma non solo) ferrarese di consigliarci alcune letture per l’estate, non necessariamente sotto l’ombrellone. La prima puntata è con Roberto...
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Ogni settimana chiederemo ad un esponente della cultura (ma non solo) ferrarese di consigliarci alcune letture per l’estate, non necessariamente sotto l’ombrellone. La prima puntata è con Roberto Pazzi, il 70enne scrittore autore quest’anno del romanzo Lazzaro, edito dalla casa editrice Bompiani, il quale ci propone due novità letterarie ed un classico immancabile nelle librerie di ciascuno di noi.
«Sto leggendo uno di quei libri che ti fanno dimenticare chi sei – esordisce Pazzi –, che ti accompagnano a conoscere l’altro da te. Era da tempo che non mi capitava sotto gli occhi qualcosa che mi prendesse tanto». Lo scrittore si riferisce entusiasta a Benedetti toscani. Pensieri in fumo di Massimo Onofri, edito di recente da La nave di Teseo.
A detta sua, si tratta di un testo imperdibile: «Fa il verso a Maledetti toscani, di Curzio Malaparte. È un notturno, una riflessione continua su vita e morte che si rincorrono, riecheggiando lo stile di Montaigne e dei suoi Essais. L’autore rivela un approccio filosofico, interrogativo sui temi esistenziali; ma senza togliere peso alle questioni più intime, come gli amici e le donne che riempiono le giornate di un uomo. La consumazione della vita che se ne va in fumo, tirando un toscano: è questa la metafora più incisiva».
Secondo Pazzi, La prigioniera di Marcel Proust rimane intramontabile: «Riflette sull’amore – prosegue lo scrittore ferrarese –, che va sempre di moda. Nel mio piccolo non ho mai smesso di interrogare i grandi e ne ho tratto delle lezioni profonde. Proust insegna che arrivi a “possedere” qualcuno solo quando non c’è più, quando è lontano nell’assenza. La ferita della mancanza che ti infligge corrisponde alla sua presenza, mentre quando è al tuo fianco l’occhio doloso si distrae, si perde a guardarsi intorno... purtroppo».
Tra le letture estive di Pazzi affiora poi una raccolta di racconti, L’entomologo curioso di Mario Lolli Ghetti, edito da Clichy. «Lolli Ghetti scrive dei suoi viaggi – conclude Pazzi – delle sue esperienze in giro per il mondo, partendo dalla sua magnifica Toscana. Uno dei massimi esperti italiani di arte e architettura si è cimentato in una prova di estetica ben riuscita, scorrevole, da portare con sé».
Matteo Bianchi
©RIPRODUZIONE RISERVATA
«Sto leggendo uno di quei libri che ti fanno dimenticare chi sei – esordisce Pazzi –, che ti accompagnano a conoscere l’altro da te. Era da tempo che non mi capitava sotto gli occhi qualcosa che mi prendesse tanto». Lo scrittore si riferisce entusiasta a Benedetti toscani. Pensieri in fumo di Massimo Onofri, edito di recente da La nave di Teseo.
A detta sua, si tratta di un testo imperdibile: «Fa il verso a Maledetti toscani, di Curzio Malaparte. È un notturno, una riflessione continua su vita e morte che si rincorrono, riecheggiando lo stile di Montaigne e dei suoi Essais. L’autore rivela un approccio filosofico, interrogativo sui temi esistenziali; ma senza togliere peso alle questioni più intime, come gli amici e le donne che riempiono le giornate di un uomo. La consumazione della vita che se ne va in fumo, tirando un toscano: è questa la metafora più incisiva».
Secondo Pazzi, La prigioniera di Marcel Proust rimane intramontabile: «Riflette sull’amore – prosegue lo scrittore ferrarese –, che va sempre di moda. Nel mio piccolo non ho mai smesso di interrogare i grandi e ne ho tratto delle lezioni profonde. Proust insegna che arrivi a “possedere” qualcuno solo quando non c’è più, quando è lontano nell’assenza. La ferita della mancanza che ti infligge corrisponde alla sua presenza, mentre quando è al tuo fianco l’occhio doloso si distrae, si perde a guardarsi intorno... purtroppo».
Tra le letture estive di Pazzi affiora poi una raccolta di racconti, L’entomologo curioso di Mario Lolli Ghetti, edito da Clichy. «Lolli Ghetti scrive dei suoi viaggi – conclude Pazzi – delle sue esperienze in giro per il mondo, partendo dalla sua magnifica Toscana. Uno dei massimi esperti italiani di arte e architettura si è cimentato in una prova di estetica ben riuscita, scorrevole, da portare con sé».
Matteo Bianchi
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