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Visite notturne  alla Casa Museo Remo Brindisi 

Visite notturne  alla Casa Museo Remo Brindisi 

La Casa Museo Remo Brindisi quest’anno rimarrà aperta tutte le sere di luglio e agosto apertura serale da mercoledì a domenica dalle 19 alle 23. Lunedì e martedì chiuso. Ingresso intero: € 4,50;...

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La Casa Museo Remo Brindisi quest’anno rimarrà aperta tutte le sere di luglio e agosto apertura serale da mercoledì a domenica dalle 19 alle 23. Lunedì e martedì chiuso. Ingresso intero: € 4,50; ingresso ridotto: € 2,30; biglietto ridotto: gruppi da 20 persone. Sono diversi i laboratori che vengono organizzati durante il periodo estivo così come le visite guidate per i bambini.

Inaugurata e aperta al pubblico nel 1973, con il nome di “Museo Alternativo Remo Brindisi” la struttura, opera dell’architetto designer Nanda Vigo, si articolava in due funzioni distinte: di abitazione per le vacanze di Remo Brindisi e della sua famiglia e di museo per accogliere la sua ricca collezione.

Si tratta di un esperimento complesso, di abitazione-laboratorio, ma soprattutto di uno spazio culturale sperimentale nato con l’intendimento di definire un rapporto diretto tra le arti visive, dall’architettura al design, dalla pittura alla scultura.

L’architettura rivela la sua anima spazialista. Pareti bianche o trasparenti, specchi, luci al neon smaterializzano gli spazi, dando a chi si trova all’interno della villa la sensazione di una diversa dimensione.

Tutti gli spazi, anche quelli privati, hanno accolto e accolgono una gran numero di opere d’arte che Brindisi, collezionista appassionato, ha riunito durante tutta la sua vita.

Oggi, l’intera raccolta e la Casa Museo sono di proprietà del Comune di Comacchio, per volontà testamentaria dello stesso Brindi ed è un museo civico comunale. E’ denominata “Casa Museo Remo Brindisi” , quale grande e unica opera d’arte e cultura nella sua complessità e testimonianza di una intera vita di artista e collezionista. Così racocntava il Mestro: «L’idea di dare vita al Museo Alternativo è nata da una prima esigenza di raccogliere le numerose opere d’arte che possedevo (e quelle che intendevo aggiungere alla collezione) in un ambiente appositamente costruito. Anni prima ero stato favorito dal vivere accanto a uomini straordinari, grandi amatori d'arte, che con molta spesa e anche maggiore azzardo divennero i pionieri in Italia del grande collezionismo dell'arte contemporanea. L'amicizia che esisteva tra me e questi professionisti mi consentì di vivere un po' della loro avventura e di entrare in possesso di diverse opere di artisti che ritenevo interessanti. Certo i sacrifici non sono stati pochi. Era il periodo in cui il bisogno economico mi si manifestava in tutta la sua crudezza».

Io avevo in testa l'idea dell'ambiente che avrebbe dovuto accogliere la collezione; feci una descrizione analitica del materiale che possedevo a Nanda Vigo, alla quale esposi il mio progetto nelle linee generali. Iniziammo a discutere e ci trovammo di fronte ad ostacoli numerosi ed enormi; l'edificio doveva assolvere a diverse funzioni: doveva essere un museo, ma un museo vivo e doveva anche servire a soddisfare le esigenze della mia famiglia che vi avrebbe trascorso i mesi estivi. Procedemmo alla stesura di tante idee e alla fine ne sviluppammo una nella sue linee essenziali; poi passammo alla fase realizzativa». Ma, data la particolarità dell'iniziativa, il progetto di base subiva, durante l'attuazione, continue modifiche con enorme dispendio di materiale, di tempo, di danaro e con ritardi incredibili sul programma di realizzazione. La costruzione è iniziata nel 1971 e dopo quasi tre anni (nel settembre 1973) è stato possibile inaugurare ufficialmente il museo alla presenza dell'allora Ministro dei Beni Culturali e Ambientali sen. Camillo Ripamonti.

L'architetto-designer Nanda Vigo ha disegnato il museo-abitazione come un oggetto fruibile e proponibile alla grande massa e ciò ha fatto basandosi sulla sua formazione artistico-culturale spiccatamente d'avanguardia.

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