«il piano è tutto per me»
Matthew Lee porta sulla costa il suo amore per il rock & roll
Ad una brillante carriera da avvocato Matthew Lee ha preferito il rock and roll e sabato sera, in occasione del secondo appuntamento con La Notte Rosa a Lido Nazioni, il giovane cantante pesarese ne...
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Ad una brillante carriera da avvocato Matthew Lee ha preferito il rock and roll e sabato sera, in occasione del secondo appuntamento con La Notte Rosa a Lido Nazioni, il giovane cantante pesarese ne darà prova ulteriore con un live spettacolare, per meglio dire, acrobatico, a due passi dal mare. È travolgente, impetuoso, un fiume in piena Matthew, ma in fondo l’acqua è parte della sua stessa vita.
«Il mare rappresenta le mie origini - ammette il cantante paragonato per la sua originalità a Jerry Lee Lewis -; ora sono a Milano per lavoro, ma le mie radici sono a Pesaro, non lontanissimo da voi. C’è un po’ di Romagna in me, anche se sono marchigiano». La scoperta del pianoforte all’età di 11 anni ha rivoluzionato la vita di Matthew (all’anagrafe Matteo Orizi), perché «è tutto per me, ce l’ho nella testa - va avanti il cantante/pianista -, è dentro il mio sangue. Da 24 anni convive con me, non potrei scinderlo».
Matthew che proprio in questi mesi sta lavorando in studio a Milano con Nicolò Fragile attorno ad un nuovo progetto musicale, sabato sul palco di viale Mexico al Lido delle Nazioni, si esibirà con la sua Big Band. «A Lido delle Nazioni - tiene a specificare Matthew -, porto uno spettacolo con i fiati. È l’apoteosi del rock and roll. È come tornare ai tempi in cui da bambino seguivo Little Richard, rimanendone rapito. Questo è il mio spettacolo più bello».
Dopo La notte Rosa il 35enne performer porterà in giro il suo tour con 40 date già pianificate in lungo e in largo per l’Italia. «Suono perché non posso farne a meno - incalza Matthew - e devo ammettere che l’idea di suonare con gambe, piedi e gomiti mi è venuta tanti anni fa, quando suonavo nei posti piccoli, dove non ti considera nessuno. Dovevo inventarmi qualcosa - ammette il cantante marchigiano -, per farmi considerare, qualcosa di mai visto, un po’ come Jerry Lee Lewis. Ho lavorato anche in fabbrica, dopo 9 anni di conservatorio e dopo essermi laureato in giurisprudenza. Ma avevo la musica nel sangue...».
Nonostante la giovane età, Matthew Lee dopo tanta strada e gavetta, da musicista affermato ci tiene a mettere in guardia i giovani sulle insidie nascoste dietro alle aspettative dei talent show.
«Bisogna cominciare a 7 o 8 anni - spiega Matthew -, non mi interessava il successo, volevo suonare per suonare. I talent hanno rovinato la mentalità dei ragazzi. Quando ho cominciato io, non c’erano. Il problema è l’utilizzo dei talent. Bisogna parteciparvi solo se si è pronti». Il concerto di Matthew Lee per “La notte rosa continua” a Lido Nazioni è ad ingresso gratuito. (k.r.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA
«Il mare rappresenta le mie origini - ammette il cantante paragonato per la sua originalità a Jerry Lee Lewis -; ora sono a Milano per lavoro, ma le mie radici sono a Pesaro, non lontanissimo da voi. C’è un po’ di Romagna in me, anche se sono marchigiano». La scoperta del pianoforte all’età di 11 anni ha rivoluzionato la vita di Matthew (all’anagrafe Matteo Orizi), perché «è tutto per me, ce l’ho nella testa - va avanti il cantante/pianista -, è dentro il mio sangue. Da 24 anni convive con me, non potrei scinderlo».
Matthew che proprio in questi mesi sta lavorando in studio a Milano con Nicolò Fragile attorno ad un nuovo progetto musicale, sabato sul palco di viale Mexico al Lido delle Nazioni, si esibirà con la sua Big Band. «A Lido delle Nazioni - tiene a specificare Matthew -, porto uno spettacolo con i fiati. È l’apoteosi del rock and roll. È come tornare ai tempi in cui da bambino seguivo Little Richard, rimanendone rapito. Questo è il mio spettacolo più bello».
Dopo La notte Rosa il 35enne performer porterà in giro il suo tour con 40 date già pianificate in lungo e in largo per l’Italia. «Suono perché non posso farne a meno - incalza Matthew - e devo ammettere che l’idea di suonare con gambe, piedi e gomiti mi è venuta tanti anni fa, quando suonavo nei posti piccoli, dove non ti considera nessuno. Dovevo inventarmi qualcosa - ammette il cantante marchigiano -, per farmi considerare, qualcosa di mai visto, un po’ come Jerry Lee Lewis. Ho lavorato anche in fabbrica, dopo 9 anni di conservatorio e dopo essermi laureato in giurisprudenza. Ma avevo la musica nel sangue...».
Nonostante la giovane età, Matthew Lee dopo tanta strada e gavetta, da musicista affermato ci tiene a mettere in guardia i giovani sulle insidie nascoste dietro alle aspettative dei talent show.
«Bisogna cominciare a 7 o 8 anni - spiega Matthew -, non mi interessava il successo, volevo suonare per suonare. I talent hanno rovinato la mentalità dei ragazzi. Quando ho cominciato io, non c’erano. Il problema è l’utilizzo dei talent. Bisogna parteciparvi solo se si è pronti». Il concerto di Matthew Lee per “La notte rosa continua” a Lido Nazioni è ad ingresso gratuito. (k.r.)
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