Da Napoli andata e ritorno nel buon nome della piadina
A Lido Estensi dagli anni ’90 c’è la Piadineria Ailò che ha preso il posto di “Poldo” I titolari: i nostri figli ora l’hanno portata nella nostra città d’origine e a Pozzuoli
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Prosegue il nostro viaggio fra le attività dei sette Lidi che partecipano al gioco “Gran Premio Qualità” della Nuova Ferrara in questa nuova edizione del 2017.
Al Lido degli Estensi è arrivata negli anni Novanta una decisa aria di sorridente napoletanità con la storia dell’attuale Piadineria Ailò, un tempo chiamata “Poldo”, fino al deciso rinnovamento avvenuto nell’anno 2010 che fu un vero e proprio spartiacque. Col passare del tempo quest’attività a gestione familiare, curata in primissima persona da Ernesto e Maria (marito e moglie) si è affermata ed è diventata un assoluto punto di riferimento per chi passeggia quotidianamente da una parte all’altra del viale principale di Estensi. La piadineria in questione, infatti, si trova ad angolo ed esattamente in via Frassini 1.
«Ci siamo insediati nel territorio dal 1993 - spiega Ernesto - arrivando qui grazie i nostri genitori che vendevano il cocco in spiaggia. Proprio da qui nasce il nome “Ailò” che vuole essere la traduzione di quello che era il richiamo che si faceva durante la vendita del cocco. La ricetta della nostra attività l’abbiamo modificata importando la tipicità della nostra terra e creando un connubio di sapori con un’altra tipicità di questa Regione che è ovviamente la piadina».
È proprio il caso di sottolineare che sempre dall’anno 2010 l’idea è stata esportata dagli stessi proprietari in quel di Napoli, dove i figli gestiscono due generici punti vendita nel centro della città partenopea ed in quel Pozzuoli, riscontrando enorme successo. Generici perché in quel di Napoli viene proposta solo la piadina, mentre all’Ailò del Lido degli Estensi, il locale - all’aperto - si può anche trasformare in una sorta di piccolo pub visto il menù alquanto variegato e interessante. Tra le proposte si trovano infatti, gustosi panini, hamburger particolari, filoni di piadina ripieni e fatti alla piastra, patatine chips, insalatoni, taglieri con affettati e formaggi, situazioni classiche da aperitivo e gli immancabili dolci con crêpes e tanto altro ancora. Ampia anche la scelta del bere che si può naturalmente consumare accomodandosi sul nuovo arredamento fatto di tavoli e sedie rigorosamente colorate di un bianco acceso: simbolo di innovazione e modernità. Il chiosco è aperto per tutta la stagione da marzo a ottobre e non conosce alcun giorno di riposo. Si lavora praticamente durante tutto l’arco della giornata dalle 9 della mattina sino a notte fonda, a volte anche fondissima.
E mentre Maria prepara gli ultimi tavoli prima dell’orario di pranzo, Ernesto ci conferma: «La stagione attuale sta andando molto bene. Siamo partiti con il piede giusto già da aprile. A maggio abbiamo avuto un piccolo calo, però già dall’inizio di giugno la gente qui c’è ed anche se il tempo può variare noi riusciamo comunque a lavorare bene. Siamo contenti. Il futuro? Ci piacerebbe mantenere innanzitutto questo ritmo che porta con sé una bella qualità. L’idea è quella di rinnovarci sempre negli arredi, perché l’immagine - conclude Ernesto - è un biglietto da visita non indifferente e spesso è ciò che ti permette a un’attività di crescere».
Alessio Duatti
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Al Lido degli Estensi è arrivata negli anni Novanta una decisa aria di sorridente napoletanità con la storia dell’attuale Piadineria Ailò, un tempo chiamata “Poldo”, fino al deciso rinnovamento avvenuto nell’anno 2010 che fu un vero e proprio spartiacque. Col passare del tempo quest’attività a gestione familiare, curata in primissima persona da Ernesto e Maria (marito e moglie) si è affermata ed è diventata un assoluto punto di riferimento per chi passeggia quotidianamente da una parte all’altra del viale principale di Estensi. La piadineria in questione, infatti, si trova ad angolo ed esattamente in via Frassini 1.
«Ci siamo insediati nel territorio dal 1993 - spiega Ernesto - arrivando qui grazie i nostri genitori che vendevano il cocco in spiaggia. Proprio da qui nasce il nome “Ailò” che vuole essere la traduzione di quello che era il richiamo che si faceva durante la vendita del cocco. La ricetta della nostra attività l’abbiamo modificata importando la tipicità della nostra terra e creando un connubio di sapori con un’altra tipicità di questa Regione che è ovviamente la piadina».
È proprio il caso di sottolineare che sempre dall’anno 2010 l’idea è stata esportata dagli stessi proprietari in quel di Napoli, dove i figli gestiscono due generici punti vendita nel centro della città partenopea ed in quel Pozzuoli, riscontrando enorme successo. Generici perché in quel di Napoli viene proposta solo la piadina, mentre all’Ailò del Lido degli Estensi, il locale - all’aperto - si può anche trasformare in una sorta di piccolo pub visto il menù alquanto variegato e interessante. Tra le proposte si trovano infatti, gustosi panini, hamburger particolari, filoni di piadina ripieni e fatti alla piastra, patatine chips, insalatoni, taglieri con affettati e formaggi, situazioni classiche da aperitivo e gli immancabili dolci con crêpes e tanto altro ancora. Ampia anche la scelta del bere che si può naturalmente consumare accomodandosi sul nuovo arredamento fatto di tavoli e sedie rigorosamente colorate di un bianco acceso: simbolo di innovazione e modernità. Il chiosco è aperto per tutta la stagione da marzo a ottobre e non conosce alcun giorno di riposo. Si lavora praticamente durante tutto l’arco della giornata dalle 9 della mattina sino a notte fonda, a volte anche fondissima.
E mentre Maria prepara gli ultimi tavoli prima dell’orario di pranzo, Ernesto ci conferma: «La stagione attuale sta andando molto bene. Siamo partiti con il piede giusto già da aprile. A maggio abbiamo avuto un piccolo calo, però già dall’inizio di giugno la gente qui c’è ed anche se il tempo può variare noi riusciamo comunque a lavorare bene. Siamo contenti. Il futuro? Ci piacerebbe mantenere innanzitutto questo ritmo che porta con sé una bella qualità. L’idea è quella di rinnovarci sempre negli arredi, perché l’immagine - conclude Ernesto - è un biglietto da visita non indifferente e spesso è ciò che ti permette a un’attività di crescere».
Alessio Duatti
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