Cervantes-Ariosto legame da studiare
Idea di una lectio magistralis sul rapporto tra le opere Don Chisciotte e l’Orlando
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Cervantes, “esemplare contemporaneo”, Ariosto e l’Italia per un legame molto più profondo di quel che si pensi.
“Il poeta cristiano Ludovico Ariosto a cui, se lo trovo qui a parlare in altra lingua che la sua, non serberò alcun rispetto; ma se parla nel suo idioma, lo tratterò con ogni riguardo. E lo stesso accadrà a tutti quelli che vorranno tradurre in altra lingua libri di versi”.
Così Miguel de Cervantes insegna al capo sesto del volume 1 della sua opera più celebre, Don Chisciotte (scritto fra il1605 ed 1615).
“Vedi Azzo sesto, un de’ figliuoli sui, Confalonier de la Cristiana croce; avrà il Ducato d’Andria con la figlia del secondo Re Carlo di Siviglia” (tratto dall’Orlando Furioso, III, str. 39).
Come plurimo invito alla lettura ed al culto della memoria storica, potrebbe essera una bella idea per la città di Ferrara la proposta di una co-organizzazione della lectio magistralis, magari nell’ambito della attività della Biblioteca comunale Ariostea. “Lezione” che potrebbe essere incentrata sulla importanza della interpretazione dei classici e della funzione della biblioteca nelle varie forme e manifestazioni, nonché sui rapporti Cervantes-Shakespeare, Cervantes-Francisco de Quevedo, Cervantes-Ariosto e l’Italia, la funzione del “simbolo” in quanto “proposto” e non “nascosto” nella struttura delle grandi opere d’arte (La Primavera di Botticelli e Pico, Orlando Furioso, Don Chisciotte, I fiori del male di Baudelaire, Finnegans Wake di Joyce).
Giuseppe Brescia
Presidente società di Storia Patria
©RIPRODUZIONE RISERVATA
“Il poeta cristiano Ludovico Ariosto a cui, se lo trovo qui a parlare in altra lingua che la sua, non serberò alcun rispetto; ma se parla nel suo idioma, lo tratterò con ogni riguardo. E lo stesso accadrà a tutti quelli che vorranno tradurre in altra lingua libri di versi”.
Così Miguel de Cervantes insegna al capo sesto del volume 1 della sua opera più celebre, Don Chisciotte (scritto fra il1605 ed 1615).
“Vedi Azzo sesto, un de’ figliuoli sui, Confalonier de la Cristiana croce; avrà il Ducato d’Andria con la figlia del secondo Re Carlo di Siviglia” (tratto dall’Orlando Furioso, III, str. 39).
Come plurimo invito alla lettura ed al culto della memoria storica, potrebbe essera una bella idea per la città di Ferrara la proposta di una co-organizzazione della lectio magistralis, magari nell’ambito della attività della Biblioteca comunale Ariostea. “Lezione” che potrebbe essere incentrata sulla importanza della interpretazione dei classici e della funzione della biblioteca nelle varie forme e manifestazioni, nonché sui rapporti Cervantes-Shakespeare, Cervantes-Francisco de Quevedo, Cervantes-Ariosto e l’Italia, la funzione del “simbolo” in quanto “proposto” e non “nascosto” nella struttura delle grandi opere d’arte (La Primavera di Botticelli e Pico, Orlando Furioso, Don Chisciotte, I fiori del male di Baudelaire, Finnegans Wake di Joyce).
Giuseppe Brescia
Presidente società di Storia Patria
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