La Nuova Ferrara

Il giovane Biaz in cerca di un sogno ispirandosi ai manga e a Moebius

Il giovane Biaz in cerca di un sogno ispirandosi ai manga e a Moebius

Panzani vincitore di SpaceBalloons passa dai disegni sui muri a storie complete con disegni e testi «Da quando sono bambino amo realizzare mie avventure: ho tanti modelli, assimilo ogni giorno»

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C’è sempre un’attiva presenza di autori ferraresi tra i protagonisti del fumetto italiano, soprattutto di fantasy e fantascienza. Di recente si è svolta a Rovigo la manifestazione Rovigo Comics, che tra i vincitori del concorso a fumetti denominato “SpaceBallons” (è arrivato secondo) ha visto un giovanissimo talento di casa nostra, Biagio Panzani, in arte “Biaz”, di Canaro ma cresciuto come percorso di studio e poi come lavoro nella nostra città. Èun ex allievo del Liceo artistico “Dosso Dossi”, fucina ferrarese da sempre di artisti e talenti grafici. Nella giuria del concorso rodigino che ha selezionato gli elaborati c’era poi un altro disegnatore ferrarese, sul campo ormai da tanti anni: Germano Bonazzi. Da oltre 25 anni è nella squadra di autori e collaboratori della Bonelli, casa editrice storica del fumetto italiano, con collane (a partire ovviamente dal mitico Tex Willer, poi Dylan Dog, Zagor e tanti altri) lette e tradotte in tutto il mondo.

E chissà che la casa editrice Bonelli un domani non sia l’approdo per il giovane Panzani: «Magari - ci racconta -, il mio obiettivo è proprio quello di poter fare diventare la mia passione per il fumetto un mestiere. Intanto, grazie al Rovigo Comics ho portato il mio personaggio Caspo, una sorta di me stesso a fumetti, ad avere visibilità su un quotidiano locale online, dopo aver realizzato i primi 50 episodi sulla mia pagina Facebook».

In effetti, questi non sembrano essere i giorni migliori per chi vuole lavorare nel mondo dei fumetti.

«Lo so, ma la passione resta quella, non posso fare altro... Continuo a realizzare disegni e scrivere storie, è comunque un piacere per me fare questo, così come mi sono divertito a realizzare caricature dei giocatori della Spal nell’anno in cui è tornata in serie A».

Il calcio è un’altra delle passioni di Biagio e da lì deriva anche il soprannome, che tanto ricorda il nome d’arte di Andrea Pazienza, Paz...

«Con il nome Biagio non è semplice ricavarne un vezzeggiativo, così quando il mio allenatore delle giovanili del calcio mi chiamò Biaz non solo mi è piaciuto ma me ne sono affezionato ed ora lo uso come pseudonimo. Poi con il tempo ho scoperto anche i lavori di Paz, un grande».

Nel nuovo millennio non è facile trovare appassionati di fumetti, la sua come è nata?

«La passione per il disegno l’ho sempre avuta, già da bambino mi piaceva disegnare e creare storie. All’inizio amavo i cartoni animati, alle superiori mi sono appassionati ai fumetti, scoprendo che pure i cartoni nascono da lì. I primi fumetti che ho letto, per ovvie ragioni, sono stati i manga giapponesi, ma ben presto mi sono guardato attorno iniziando a leggere i lavori della Bonelli, in primis Dylan Dog, ma ho potuto scoprire anche i lavori di disegnatori francesi come Moebius. Frequentando corsi e studiando si ha la possibilità di aprire gli occhi, questo mestiere è in costante aggiornamento, si tende ad assimilare ciò che si vede ogni giorno».

Di recente Biaz ha partecipato alla rassegna FeComics&Games con un proprio spazio espositivo, oltre a continuare a realizzare lavori in questo campo, ma a 360º: «In effetti, adesso faccio un po’ di tutto, passo dai lavori per privati sui muri alla partecipazione a concorsi, sia per illustratori che per autori di testi, in particolari i concorsi dedicati ai bambini. Quando posso partecipo anche alle fiere - conclude Panzani -, in quella di giugno in centro a Ferrara presentavo il volume Tre uomini in barca a fumetti, che ho realizzato lo scorso febbraio per la casa editrice Festina Lente di Ferrara (si tratta di una trasposizione a fumetti dell’omonimo capolavoro letterario di Jerome K. Jerome, ndr)».

Insomma, il sogno di Biaz è tutt’altro spento, per cominciare a far diventare la sua passione un lavoro e, al contempo, tenere viva la nobile arte delle strisce, che per decenni hanno fatto sognare - è il caso di dirlo - intere generazioni di giovani e meno giovani.

Davide Bonesi

(ha collaborato Franco Corli)

©RIPRODUZIONE RISERVATA
 

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