La Nuova Ferrara

All’Elba torna la festa del libro indipendente

All’Elba torna la festa del libro indipendente

Via al festival isolano dedicato all’editoria libera Sempre più solido il patto di amicizia con Ferrara

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A distanza di un anno, il patto di amicizia tra i Comuni di Ferrara e di Rio nell’Elba si è mantenuto solido. Ad accomunare le due realtà rimane l’attenzione nei confronti delle tradizioni, di quell’insieme di valori che caratterizza il volto di un luogo. Non a caso, i consorzi Visit Elba e Visit Ferrara si incontreranno in piazza per divulgare i connotati delle rispettive terre d’origine. Il sodalizio ha favorito anche la terza edizione di ElbaBook, ancora più convinta e convincente: l’unico festival isolano dedicato all’editoria indipendente si è radicato al territorio, ma lo ha fatto instaurando un rapporto di crescita reciproca, ovvero tentando di portare a Rio nell’Elba piccoli editori di qualità, intellettuali che vogliono correggere le anomalie del loro paese, esempi di tutela dei lavoratori autonomi. Da domani a venerdì le serate del borgo che troneggia sul versante minerario saranno popolate da 24 case editrici, tra le quali non mancheranno Nottetempo, L’orma, Odoya, La Vita Felice, Exòrma, Edt, Kleiner Flug e Red Star, che tra gli altri ha dato alle stampe il biancoazzurro “Gruppo d’azione”, di Alessandro Casolari e Filippo Landini. Senza dimenticare le tavole rotonde, i workshop di illustrazione, i concerti all’aperto, le degustazioni di prodotti tipici, i laboratori di riciclo per i più piccoli, le nottate a trovare le stelle sopra il blu del Tirreno.

I grandi temi che distingueranno l’estate elbana saranno l’accoglienza delle nuove cittadinanze, l’ecologia nei confronti di un’oasi naturale come il Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano e il coraggio di far valere le proprie idee rispetto al sistema, grazie a ospiti quali Sigfrido Ranucci, il volto di “Report”, l’artista Takoua Ben Mohamed, il fumettista Frank Espinosa, i giornalisti Eleonora Camilli e Domenico Quirico.

Dopo il taglio del nastro in programma per domani alle 19.30, il Premio “Lorenzo Claris Appiani” per la migliore traduzione dal russo all’italiano inaugurerà il palinsesto. Il concorso, sostenuto dalla famiglia del giovane avvocato scomparso, dall’università per Stranieri di Siena e da Locman Italy, è stato realizzato grazie alla tenacia di due docenti ferraresi, Roberta Bergamaschi del liceo classico “Ariosto” e Giorgio Rizzoni del liceo scientifico “Roiti”, nonché curatore della collana ComunEbook insieme al collega Mario Sileo.

«La scelta dell’area linguistica – conferma la Bergamaschi – è attenta all’attualità e vuole riconoscere i traduttori e gli editori che contribuiscono a diffondere, tramite una pluralità di voci, la letteratura di un paese alla ribalta dello scacchiere politico internazionale. La molteplicità dei punti di vista offerti dalla scrittura, la capacità di tradurli in parole altre, sono fonte di conoscenza e testimonianza del reale, un modo per ricordare la persona di Lorenzo nella sua dimensione umana e professionale». Giovedì, alle 22, “La forza della Storia. Dalla scelta di Lazzaro all’isola di N.” sarà il filo conduttore della chiacchierata tra la giornalista e scrittrice Annarita Briganti e Roberto Pazzi, che alloggerà all’Elba per tutta la durata del festival, vivendo a distanza di duecento anni le atmosfere che tolsero il sonno a Bonaparte. Il soggiorno di scrittura lo accompagnerà nella stesura di alcuni testi che, in piazza Matteotti, saranno interpretati dai detenuti del Carcere di Porto Azzurro.

L’imperatore sarà il protagonista assoluto del nuovo romanzo della penna estense, appena consegnato in bozze a Bompiani.

«Mi sento sulle orme dell’eroe occidentale come un rabdomante – aggiunge Pazzi –. D’altronde, i luoghi sono sempre carichi di forza psichica; i vivi, specialmente i grandi della storia, lasciano un deposito di energia e le menti creative sono vasi che accolgono la loro eredità. Chissà che la vista delle coste elbane non ispiri un flashback al mio Napoleone in viaggio verso Sant’Elena».

Matteo Bianchi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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