Niente vacanze per gli attori della porta accanto
Sono tante le compagnie che tengono vive le tradizioni E il pubblico che le segue e applaude è molto numeroso
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Quello che tiene ancora vivo l’amore e l’interesse per il nostro dialetto è principalmente il contenuto delle sue commedie, sempre all’insegna del buonumore, dove nelle storie narrate che rispecchiano fatti e personaggi della vita quotidiana c’è presente un forte legame con la tradizione ferrarese. Per questo non c’è stagione per il teatro in vernacolo; si applaudono le compagnie in autunno e d’inverno, anche se forse è l’estate il momento dell’anno in cui ce lo ritroviamo in ogni sagra, fiera o se non addirittura protagonista di un Festival tutto riservato al dialetto. Il pubblico è sempre molto numeroso e particolarmente partecipe ma quasi esclusivamente appartenente alla passata generazione, quella che non conosce internet, computer, e le altre diavolerie, nelle quali sguazzano i giovani che hanno iniziato a parlare in italiano senza conoscere quindi le sonorità esclusive ed intraducibili del dialetto.
Due generazioni a confronto: i nonni che ritrovano la loro memoria nel dialetto ed i nipoti che non ne hanno assolutamente e che per questo non ne sentono la mancanza. E finché la cultura del dialetto non andrà in vacanza o peggio in pensione, avremo ancora questo ricco patrimonio a cui attingere per conoscere la nostra storia popolare e contadina sulle basi della quale si è formata l’attuale società.
Fortunatamente ci sono le Compagnie dialettali che si costituiscono continuamente e che con i loro spettacoli contribuiscono a mantenere in vita il dialetto intervenendo in tutte le occasioni di festa. Non disdegnano la Sagra del Patrono promossa dalla parrocchia, ma neppure la Festa dell’Unità, l’ambiente particolare della Casa di riposo, i Festival per misurarsi con le altre Compagnie, come ci racconta Maurizio Musacchi coordinatore da circa quindici anni de “ I ragazit da na volta” un gruppo di amici che amano il dialetto e lo propongono attraverso un divertente cabaret, fatto di scenette e piccoli atti unici.
«Il nostro gruppo che questa sera alle 21 sarà a Baura nel Teatrino Parrocchiale e domani alle 18 in Via Arginone per la Festa di San Giacomo nella omonima parrocchia, è stato fondato da due socie del Centro Sociale di via Canapa sotto la presidenza del compianto Angelo Sgarbi. Spesso recitiamo gratuitamente oppure chiediamo un modesto rimborso spese ed in questo modo durante l’estate siamo impegnati per una decina di serate. Ci piace e ci gratifica divertire il pubblico che applaudendoci ci ripaga del nostro impegno ma sinceramente ci divertiamo a recitare. E forse il segreto del successo del dialetto sta proprio nel fatto che piace a chi lo propone ed allo spettatore». Non c’è Compagnia che non abbia almeno un appuntamento estivo, richiamata dai Centri Sociali - al Barco sono stati ospiti “ Quei ad l ‘Aguscel”, alla Rivana ci saranno cinque spettacoli nel mese di agosto, a Baura il festival finirà il 31 luglio, a Portomaggiore l’Esperia ha recitato in giugno ed in luglio con una uscita a Santa Maria Maddalena dove risiedono molti ferraresi, e già si è prenotata per il Festival dialettale di Baricella che si terrà nel marzo 2018. Tanti gli eventi.
Margherita Goberti
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Due generazioni a confronto: i nonni che ritrovano la loro memoria nel dialetto ed i nipoti che non ne hanno assolutamente e che per questo non ne sentono la mancanza. E finché la cultura del dialetto non andrà in vacanza o peggio in pensione, avremo ancora questo ricco patrimonio a cui attingere per conoscere la nostra storia popolare e contadina sulle basi della quale si è formata l’attuale società.
Fortunatamente ci sono le Compagnie dialettali che si costituiscono continuamente e che con i loro spettacoli contribuiscono a mantenere in vita il dialetto intervenendo in tutte le occasioni di festa. Non disdegnano la Sagra del Patrono promossa dalla parrocchia, ma neppure la Festa dell’Unità, l’ambiente particolare della Casa di riposo, i Festival per misurarsi con le altre Compagnie, come ci racconta Maurizio Musacchi coordinatore da circa quindici anni de “ I ragazit da na volta” un gruppo di amici che amano il dialetto e lo propongono attraverso un divertente cabaret, fatto di scenette e piccoli atti unici.
«Il nostro gruppo che questa sera alle 21 sarà a Baura nel Teatrino Parrocchiale e domani alle 18 in Via Arginone per la Festa di San Giacomo nella omonima parrocchia, è stato fondato da due socie del Centro Sociale di via Canapa sotto la presidenza del compianto Angelo Sgarbi. Spesso recitiamo gratuitamente oppure chiediamo un modesto rimborso spese ed in questo modo durante l’estate siamo impegnati per una decina di serate. Ci piace e ci gratifica divertire il pubblico che applaudendoci ci ripaga del nostro impegno ma sinceramente ci divertiamo a recitare. E forse il segreto del successo del dialetto sta proprio nel fatto che piace a chi lo propone ed allo spettatore». Non c’è Compagnia che non abbia almeno un appuntamento estivo, richiamata dai Centri Sociali - al Barco sono stati ospiti “ Quei ad l ‘Aguscel”, alla Rivana ci saranno cinque spettacoli nel mese di agosto, a Baura il festival finirà il 31 luglio, a Portomaggiore l’Esperia ha recitato in giugno ed in luglio con una uscita a Santa Maria Maddalena dove risiedono molti ferraresi, e già si è prenotata per il Festival dialettale di Baricella che si terrà nel marzo 2018. Tanti gli eventi.
Margherita Goberti
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