Il centese che fa dialogare culture diverse
Originario di Alberone da tre anni organizza mostre nell’isola di Malta: è punto di incontro fra Occidente e Medio Oriente
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Con Valerio Ballotta, l’eccellenza centese si fa strada nel mondo dell’arte e della cultura europea di Malta. Dopo aver lavorato per alcune delle più prestigiose Gallerie d’arte moderna e contemporanea italiane e aver diretto il Museo Magi ’900, nel 2014 la sua società riceve un’importante proposta per organizzare a Malta un programma di eventi e mostre da realizzare degli anni a venire. Dopo tre anni di permanenza a Malta, Ballotta con la sua società Gbk Malta ltd ha organizzato nell’autunno 2016, con la cura di Midsea Book, la mostra “The Formula of Excellence” con le opere degli artisti Alfredo Rapetti Mogol e Austin Camilleri, artista di punta del panorama maltese, di cui è rappresentante alla Biennale di Venezia 2017. In questi giorni sono state inaugurate le mostre “Coup de Dés” della fotografa Anna Marceddu alla Cittadella di Gozo (patrimonio Unesco) e “Miti, Corpi, Luoghi: il ’900 nel segno della grafica”, raccolta di incisioni e litografie originali di grandi artisti tra cui Chagall, Ernst, Severini, Campigli, Marini e altri ancora, presso la Abraham’s Arte con la cura di Charlene Vella. L'inaugurazione è avvenuta in presenza di Justyne Caruana (ministro di Gozo) e Charles Hili (responsabile culturale Cittadella). Due ad oggi gli eventi in programma: nell’autunno 2017, la mostra “Picasso e i suoi amici” con opere di Fernande Olivier ove sarà presentata un’intervista inedita di Maya Picasso, in collaborazione con la Picasso Administration, il Museo Picasso, diretto da Laurent Le Bon, il Centre Pompidou e la ComédiArt, di Gerard Dufaud; a seguire, per l’apertura di Valletta 2018, Capitale europea della cultura, in anteprima la mostra di Edouard Manet con 30 incisioni provenienti dalla Collezione Strolin, esposte ad aprile e maggio 2017 presso la Casa Raffaello di Urbino.
Ma ora lo sguardo di Ballotta è rivolto al futuro. Ed è proprio dall'Istituto del mondo arabo (Ima) di Parigi, dove Ballotta ha incontrato Claude Mollard, segretario generale del Centre Pompidou negli anni ’70 ed attuale consigliere di Jack Lang (presidente Ima), e lo storico Gérard Georges Lemaire, che sono partiti i progetti da realizzare dal 2018 in poi. È posando lo sguardo su un prestigioso tappeto orientale nelle sale dell’Ima, che Ballotta ha ripercorso a ritroso, tutte le tappe di una storia incredibile, nata da una passione, circa 20 anni fa: «È dai tappeti antichi orientali, che è partita nel 1997 la mia grande avventura, quando lavoravo per la Galleria Orler. Poi una specializzazione sul campo nel mondo dell’arte moderna e contemporanea, vivendo a contatto con artisti e galleristi, ed organizzando mostre del Surrealismo, Cobra, grandi personali tra cui Masson, Annigoni, Gilardi e Steve McCurry che per la prima volta ho portato in Italia nel 2006 a Modena, e a Cento nel 2007. Sfida che ha coinvolto tutta la mia famiglia».
L’obiettivo principale dei prossimi anni, far diventare «Malta e Gozo, in attesa dei lavori del nuovo Museo, punto d’incontro e dialogo tra le culture occidentali e mediorientali, vista l’importante posizione strategica nel Mediterraneo. Per questo si cercherà di organizzare un avant-première a Malta e Gozo di artisti del calibro di Goya, Rembrandt, Durer e artisti orientalisti da esportare poi nei Paesi Medio Orientali, dove c’è grande fermento e interesse per la cultura occidentale».
Immerso in un contesto di caratura internazionale, Ballotta si rivolge ai giovani: «I collezionisti sempre più esigenti, necessitano di un mercato fluido, che permetta una reperibilità delle opere sempre più efficiente e professionale, avvalendosi della collaborazione di archivi e istituzioni. Ho vissuto in prima persona la crescita di una giovane alberonese, Sara Mattioli, distintasi nel settore del restauro all’Heritage Malta, istituzione che si occupa della tutela del patrimonio nazionale, fra cui la conservazione dei templi megalitici di Malta. La sua esperienza è un esempio della carenza di opportunità in Italia. Per questo credo sia importante per i giovani fare esperienze all’estero, dove qualità personali e meritocrazia vengono valorizzate maggiormente».
Infine, il suo desiderio: «Il mese scorso a Parigi - conclude -, parlando con personalità di spicco nel panorama artistico europeo, ho sentito elogiare siti del nostro territorio, come la Rocca di San Felice sul Panaro, e le grandi potenzialità di cui dispone. Spero un giorno di riportare questo bagaglio nella mia terra, e perché no, proprio a Cento».
Beatrice Barberini
Ma ora lo sguardo di Ballotta è rivolto al futuro. Ed è proprio dall'Istituto del mondo arabo (Ima) di Parigi, dove Ballotta ha incontrato Claude Mollard, segretario generale del Centre Pompidou negli anni ’70 ed attuale consigliere di Jack Lang (presidente Ima), e lo storico Gérard Georges Lemaire, che sono partiti i progetti da realizzare dal 2018 in poi. È posando lo sguardo su un prestigioso tappeto orientale nelle sale dell’Ima, che Ballotta ha ripercorso a ritroso, tutte le tappe di una storia incredibile, nata da una passione, circa 20 anni fa: «È dai tappeti antichi orientali, che è partita nel 1997 la mia grande avventura, quando lavoravo per la Galleria Orler. Poi una specializzazione sul campo nel mondo dell’arte moderna e contemporanea, vivendo a contatto con artisti e galleristi, ed organizzando mostre del Surrealismo, Cobra, grandi personali tra cui Masson, Annigoni, Gilardi e Steve McCurry che per la prima volta ho portato in Italia nel 2006 a Modena, e a Cento nel 2007. Sfida che ha coinvolto tutta la mia famiglia».
L’obiettivo principale dei prossimi anni, far diventare «Malta e Gozo, in attesa dei lavori del nuovo Museo, punto d’incontro e dialogo tra le culture occidentali e mediorientali, vista l’importante posizione strategica nel Mediterraneo. Per questo si cercherà di organizzare un avant-première a Malta e Gozo di artisti del calibro di Goya, Rembrandt, Durer e artisti orientalisti da esportare poi nei Paesi Medio Orientali, dove c’è grande fermento e interesse per la cultura occidentale».
Immerso in un contesto di caratura internazionale, Ballotta si rivolge ai giovani: «I collezionisti sempre più esigenti, necessitano di un mercato fluido, che permetta una reperibilità delle opere sempre più efficiente e professionale, avvalendosi della collaborazione di archivi e istituzioni. Ho vissuto in prima persona la crescita di una giovane alberonese, Sara Mattioli, distintasi nel settore del restauro all’Heritage Malta, istituzione che si occupa della tutela del patrimonio nazionale, fra cui la conservazione dei templi megalitici di Malta. La sua esperienza è un esempio della carenza di opportunità in Italia. Per questo credo sia importante per i giovani fare esperienze all’estero, dove qualità personali e meritocrazia vengono valorizzate maggiormente».
Infine, il suo desiderio: «Il mese scorso a Parigi - conclude -, parlando con personalità di spicco nel panorama artistico europeo, ho sentito elogiare siti del nostro territorio, come la Rocca di San Felice sul Panaro, e le grandi potenzialità di cui dispone. Spero un giorno di riportare questo bagaglio nella mia terra, e perché no, proprio a Cento».
Beatrice Barberini
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