La Nuova Ferrara

Dieci anni senza Antonioni indagatore della società

di SAMUELE GOVONI
Dieci anni senza Antonioni indagatore della società

Venezia ricorda il cineasta presentando “Il deserto rosso” in versione restaurata Nel 1964 al Lido vinse il Leone d’Oro. A Ferrara una messa in sua memoria

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Michelangelo Antonioni dieci anni dopo. Sì, sono passati dieci anni esatti dalla morte del cineasta ferrarese. Era il 30 luglio 2007 e il regista premio Oscar si spense a Roma e in questi centoventi mesi in tanti tra registi, attori, scrittori, critici e intellettuali si sono chiesti come avrebbe raccontato Antonioni questa epoca. Questo decennio che, come raccontava Carlo Lizzani nel suo “lungo viaggio nel secolo breve”, è passato in un lampo. Il regista romano (autore tra gli altri di film come “Achtung! Bandini”, “Cronache di poveri amanti” e “Banditi a Milano”), si riferiva a tutto il Novecento. Se già quel secolo era passato in fretta, il nuovo millennio quasi “non si vede”, tutto scorre. Il gettito di stimoli e informazioni è continuo ma quello che resta, che resta davvero, è solo una piccola parte. E Antonioni, indagatore dell’animo umano, della società, regista che attraverso le vite private dei suoi personaggi è riuscito a raccontare sfumature e tematiche generazionali, cosa avrebbe detto di questi ultimi dieci anni? Dei social network, tanto per citare un aspetto della vita quotidiana della stragrande maggioranza delle persone del pianeta. L’incomunibilità raccontata a inizio anni Sessanta con “L’avventura”, “La notte” e “L’eclisse”, a distanza di oltre cinquant’anni è poi così lontana? Forse no.

Ed è proprio nel segno dell’incomunicabilità, dei silenzi, della difficoltà di capirsi e della crisi interiore che Michelangelo Antonioni “torna” con un film che ha fatto storia: “Il deserto rosso”. Il film, che ricevette il Leone d’Oro al Festival del Cinema di Venezia nel 1964, torna in Laguna a settembre per la 74ª edizione della kermesse e lo fa in nuova veste. L’opera infatti, è ambientata in una Ravenna completamente disumanizzata, mentre la sequenza della “favola” raccontata da Giuliana (Monica Vitti) al figlio, il suo sogno di fuga dalla realtà che la circonda, un vero e proprio “oggetto estraneo” agli occhi rispetto al resto del film, è ambientato sulla spiaggia rosa di Budelli, in Sardegna. L’opera di Michelangelo Antonioni, la nona della sua carriera e la prima a colori, verrà presentata in anteprima mondiale completamente restaurata all’interno di Venezia Classici, “finestra” del Festival dedicata ai capolavori del cinema. Ferrara si prepara a celebrare il Maestro del cinema con iniziative (attualmente in fase di programmazione) che dovrebbero svolgersi a settembre. Rai Storia questa sera alle 23 proporrà un documentario che ripercorre la vita e la carriera del cineasta. Questa mattina alle 11 invece, come hanno comunicato le famiglie Antonioni e Pedriali, nella chiesa di Santo Stefano (via Cortevecchia 40, Ferrara) Massimo Manservigi, vicario generale della diocesi di Ferrara, celebrerà una messa a suffragio in memoria del grande regista ferrarese scomparso.

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