Plessi sbarca alla Fenice di Venezia
Negli anni ’70 una mostra del video-artista fu ospitata anche a palazzo Diamanti
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Fabrizio Plessi, classe 1940, è video-artista di antica data (e non solo) ben noto nella nostra città fin dal 1973, quando tenne una personale a palazzo dei Diamanti. Ma anche quello tra Venezia e Fabrizio Plessi è un legame antico e profondo, come quello che lega le Generali alla città lagunare e ad uno dei suoi simboli, il teatro La Fenice. E adesso, per la prima volta, quel locus, storico e famosissimo per rappresentazioni teatrali, d’opera e balletti, diventa spazio artistico totale per una performance del maestro Plessi, uno dei padri fondatori della video arte, com’è noto, conosciuto ed apprezzato in tutto il mondo. Proprio lì, fino a domenica, Plessi esporrà la sua opera sperimentale “Fenix Dna”. Da sempre gli elementi primordiali e primigeni dell’acqua e del fuoco sono al centro della sua ricerca artistica sicché, anche in questa occasione, si esprimerà attraverso ciò che caratterizza il suo dna, unendolo e fondendolo con quello de La Fenice, grazie a 200 calchi disegnati e modellati da Guerrino Lovato, quali prototipi delle sculture e dei bassorilievi di ornato della cavea del teatro, distrutto da un terribile incendio nel 1996 e che ha riaperto le porte, in tutta la sua magnificenza, nel dicembre del 2003. Il cuore stesso del teatro, le sedute di platea, scompariranno per diventare il luogo della narrazione artistica di Plessi grazie ai calchi che, come dice l’artista: «Sono l’elemento positivo, quello da cui tutto potrà sempre rinascere». Ogni giorno il pubblico potrà ascoltare le note composte da Giovanni Sparano. Un’iniziativa promossa da Generali Italia tramite il programma Valore Cultura, prodotta da Fondazione Teatro La Fenice, in collaborazione con Arthemisia.
Maria Cristina Nascosi
Maria Cristina Nascosi
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