Ferrara è di nuovo New York «E la musica vince su tutto»
La rassegna compie trent’anni e la città accoglierà oltre mille artisti di strada Una targa all’ex sindaco Soffritti per aver creduto nella manifestazione
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Trent’anni è un traguardo importante. Tempo di bilanci, ma soprattutto di impegno per nuovi traguardi. E questo vale non solo per le persone, ma anche per gli eventi, soprattutto se hanno un valenza particolarmente significativa per la città, come appunto è il Ferrara Buskers Festival, che proprio quest’anno spegne le 30 candeline. Non è un caso quindi che l’edizione 2017, che partirà il 17 agosto, sia dedicata alla metropoli di New York, dove a Washington Square Park si esibivano gli artisti di strada. Fu l’allora sindaco di Ferrara Roberto Soffritti, nel 1987, a notarli e a rimanerne affascinato.
Così, anche su indicazione dell’attuale ministro dei Beni culturali Dario Franceschini, chiese a Stefano Bottoni, patron della manifestazione, di realizzare a Ferrara il progetto che già l’eclettico Bottoni aveva in mente: quello di trovare un periodo nel quale i musicisti di strada potessero esibirsi. Da allora il Ferrara Buskers Festival, dopo la prima edizione del 1988, ne ha fatta di strada, coinvolgendo migliaia di artisti, con l’incursione inaspettata e improvvisa del celebre cantautore Lucio Dalla l’anno successivo, fino a arrivare ai giorni nostri, in cui il festival coniuga solidarietà e attenzione all’ambiente. Un’edizione importante quella di quest’anno, come hanno voluto segnalare ieri gli organizzatori, con l’apertura della presentazione lasciata al duo di musicisti ferraresi Adoc. Tra il 17 e il 27 agosto Ferrara sarà pacificamente invasa da oltre mille musicisti e artisti di vario genere, dai clown agli acrobati ai truccabimbi ai lettori di tarocchi, per dare vita a spettacoli del tutto gratuiti. Venti i gruppi invitati, provenienti da ogni parte del mondo, dall’Italia al Sud America. Invariate le tappe del Buskers Tour che toccherà Mantova, Comacchio e Lugo.
Il primo fine settimana interamente ferrarese sarà quello del 19 e 20 e quest’anno si tornerà a suonare anche in via Saraceno e piazzetta Sant’Antonio. «Con molta soddisfazione si è giunti al 30esimo anno - ha introdotto il sindaco Tagliani -. Quando si parla di Ferrara si parla di eventi e tra questi spicca il Buskers Festival, che sta diventando un brand. Ogni anno, l’associazione affronta varie sfide, legate ai cambiamenti della città. Per un weekend, ad esempio, la manifestazione si svolgerà in concomitanza con una partita della Spal. Poi l’altra sfida è la sicurezza, perché è un evento con migliaia di partecipanti. Se nel Cinquecento Ferrara era capitale del mondo, quest’anno la città si è gemellata con New York, e non abbiamo paura di organizzare e ospitare ragazze e ragazzi provenienti da tutto il mondo. La musica vince su tutto».
La dedica alla Grande Mela è stata realizzata dall’artista Andrea Amaducci, che ha riproposto la celebre frase che qualche anno fa campeggiava sotto Galleria Matteotti “Ferrara 500 anni fa era New York”. Come ha ricordato Stefano Bottoni, «senza Washington Square Park non saremmo qui. Voglio ringraziare il sindaco che 30 anni fa ci diede le chiavi, Roberto Soffritti, e a nome dell’associazione e di Ferrara gli consegno una targa». L’ex sindaco ha ricordato gli inizi del Festival, quando il problema era trovare i fondi, «ma poi ottenemmo grandi risultati e la gente sembrava impazzita. Sono contento che i sindaci abbiano dato continuità alla manifestazione».
Soci onorari del Ferrara Buskers Festival sono Bruce Springsteen, al quale sarà dedicata una mostra fotografica dal 20 agosto, e il musicista Nils Logfren. Attorno alla metà di ottobre, come ricorda Bottoni, ci sarà un incontro con le forze politiche, economiche, private della città, «per fare il punto sui prossimi 5 anni della manifestazione». Il festival ha un costo sui 400mila euro, come chiarisce Gigi Russo «e se il Comune dà un contributo di 55mila euro, è importante che anche altre forze private intervengano». Al vicesindaco il compito di concludere la presentazione: «Ribadisco quanto detto dal sindaco, la musica vince su tutto. Non ci siamo mai arrabbiati per le polemiche, consapevoli che gran parte della città è dalla nostra parte».
Veronica Capucci
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Così, anche su indicazione dell’attuale ministro dei Beni culturali Dario Franceschini, chiese a Stefano Bottoni, patron della manifestazione, di realizzare a Ferrara il progetto che già l’eclettico Bottoni aveva in mente: quello di trovare un periodo nel quale i musicisti di strada potessero esibirsi. Da allora il Ferrara Buskers Festival, dopo la prima edizione del 1988, ne ha fatta di strada, coinvolgendo migliaia di artisti, con l’incursione inaspettata e improvvisa del celebre cantautore Lucio Dalla l’anno successivo, fino a arrivare ai giorni nostri, in cui il festival coniuga solidarietà e attenzione all’ambiente. Un’edizione importante quella di quest’anno, come hanno voluto segnalare ieri gli organizzatori, con l’apertura della presentazione lasciata al duo di musicisti ferraresi Adoc. Tra il 17 e il 27 agosto Ferrara sarà pacificamente invasa da oltre mille musicisti e artisti di vario genere, dai clown agli acrobati ai truccabimbi ai lettori di tarocchi, per dare vita a spettacoli del tutto gratuiti. Venti i gruppi invitati, provenienti da ogni parte del mondo, dall’Italia al Sud America. Invariate le tappe del Buskers Tour che toccherà Mantova, Comacchio e Lugo.
Il primo fine settimana interamente ferrarese sarà quello del 19 e 20 e quest’anno si tornerà a suonare anche in via Saraceno e piazzetta Sant’Antonio. «Con molta soddisfazione si è giunti al 30esimo anno - ha introdotto il sindaco Tagliani -. Quando si parla di Ferrara si parla di eventi e tra questi spicca il Buskers Festival, che sta diventando un brand. Ogni anno, l’associazione affronta varie sfide, legate ai cambiamenti della città. Per un weekend, ad esempio, la manifestazione si svolgerà in concomitanza con una partita della Spal. Poi l’altra sfida è la sicurezza, perché è un evento con migliaia di partecipanti. Se nel Cinquecento Ferrara era capitale del mondo, quest’anno la città si è gemellata con New York, e non abbiamo paura di organizzare e ospitare ragazze e ragazzi provenienti da tutto il mondo. La musica vince su tutto».
La dedica alla Grande Mela è stata realizzata dall’artista Andrea Amaducci, che ha riproposto la celebre frase che qualche anno fa campeggiava sotto Galleria Matteotti “Ferrara 500 anni fa era New York”. Come ha ricordato Stefano Bottoni, «senza Washington Square Park non saremmo qui. Voglio ringraziare il sindaco che 30 anni fa ci diede le chiavi, Roberto Soffritti, e a nome dell’associazione e di Ferrara gli consegno una targa». L’ex sindaco ha ricordato gli inizi del Festival, quando il problema era trovare i fondi, «ma poi ottenemmo grandi risultati e la gente sembrava impazzita. Sono contento che i sindaci abbiano dato continuità alla manifestazione».
Soci onorari del Ferrara Buskers Festival sono Bruce Springsteen, al quale sarà dedicata una mostra fotografica dal 20 agosto, e il musicista Nils Logfren. Attorno alla metà di ottobre, come ricorda Bottoni, ci sarà un incontro con le forze politiche, economiche, private della città, «per fare il punto sui prossimi 5 anni della manifestazione». Il festival ha un costo sui 400mila euro, come chiarisce Gigi Russo «e se il Comune dà un contributo di 55mila euro, è importante che anche altre forze private intervengano». Al vicesindaco il compito di concludere la presentazione: «Ribadisco quanto detto dal sindaco, la musica vince su tutto. Non ci siamo mai arrabbiati per le polemiche, consapevoli che gran parte della città è dalla nostra parte».
Veronica Capucci
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