La Nuova Ferrara

«Il corpo è la mia tela» La centese Passarini ai campionati mondiali

di SAMUELE GOVONI
«Il corpo è la mia tela» La centese Passarini ai campionati mondiali

L’artista ha portato in Austria le tradizioni della sua terra «Ho iniziato a dipingere per caso poi non ho più smesso»

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«Io nel mondo dell’arte ci sono nata ma al Bodypainting ci sono arrivata quasi per caso dopo una scommessa persa nel 2014. Il “pegno” era partecipare a un concorso che, incredibilmente, ho vinto. Dalla scoperta di quel mondo all’appassionarmi ad esso il passo è stato breve». Barbara Passarini, insegna arte alle scuole “Pascoli” di Cento. A giugno ha vinto il titolo di campionessa italiana di Bodypainting, categoria team, in coppia con Andrea Benocci e con la modella Elena Musetti. La scorsa settimana invece, in Austria, ha partecipato ai campionati mondiali di Bodypainting, raggiungendo l’undicesima posizione.

«Sono molto felice del risultato perché a questo concorso hanno partecipato tantissimi maestri indiscussi della disciplina e le selezioni per arrivare in finale erano molto stringenti. Dopo una prima scrematura, ci sono state le semifinali; il tema era l’utopia. Io ho sviluppato un’opera “pirandelliana” sulle maschere che ogni giorno “dobbiamo” indossare e - spiega la Passarini - in questo caso l’utopia sarebbe quella di poter essere sé stessi sempre, in ogni contesto sociale. Per le finali invece, dovevamo creare un’opera che valorizzasse le tradizioni del proprio Paese di provenienza. Io - prosegue - ho voluto mettere in luce le peculiarità non italiane, bensì centesi. Un omaggio alla terra in cui vivo».

Sul corpo della modella infatti, la bodypainter ha dipinto alcuni elementi distintivi come il carnevale, la rocca e il gambero. «Un’opera di Bodypainting è costituita essenzialmente da tre fattori: l’artista che dipinge, la modella che diventa tela viva, e il fotografo che immortala il lavoro durante le fasi di realizzazione e a opera finita».

Come ha spiegato la Passarini, infatti, basta poco, una doccia, per rimuovere un lavoro durato ore e ore (generalmente sei, nei concorsi) e il fotografo gioca un ruolo fondamentale affinché il dipinto non finisca nel dimenticatoio. «Mi piace molto dipingere sui corpi, è come lavorare su una tela solo che è viva, ha un’anima. La modella poi, fa vivere l’opera nelle pose degli shooting e nella coreografia che viene presentata al termine del lavoro. Non è - precisa l’artista centese - facile disegnare su un corpo perché ci sono conformazioni diverse e, ovviamente, è materia viva non sta immobile come una tela. Però proprio per questo lo preferisco. Quando si lavora in coppia con una modella che si conosce, si crea una sorta di empatia, di complicità che giova al risultato finale».

I genitori degli studenti sono tra i primi fan e sostenitori della docente/bodypainter e anche a scuola, con il dovuto metodo, la Passarini cerca di spiegare agli alunni questa disciplina. «In Italia è ancora poco conosciuta e da qualcuno questa arte viene vista con un po’ di diffidenza. Io - chiude la docente - cerco di trasmettere tutto il buono che si può trovare in questo campo».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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