Tuck&Patti, l’energia dell’amore in Laguna «La felicità è sul palco»
Domenica all’arena di Palazzo Bellini a Comacchio due protagonisti del jazz mondiale dagli Stati Uniti: il duo Tuck&Patti (in foto con David Byrne e Annie Clark), ossia il chitarrista Tuck Andress e...
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Domenica all’arena di Palazzo Bellini a Comacchio due protagonisti del jazz mondiale dagli Stati Uniti: il duo Tuck&Patti (in foto con David Byrne e Annie Clark), ossia il chitarrista Tuck Andress e la cantante Patti Cathcart, coppia nella vita e nella musica.
Dove trovate l’energia per riproporvi sempre a livello artistico e di coppia dopo 40 anni?
«È piuttosto semplice - rispondono -: il motivo per cui suoniamo insieme e siamo sposati da 40 anni è che amiamo stare insieme e suonare insieme! Questo non è cambiato dal primo momento in cui ci siamo conosciuti. Siamo diventati migliori amici e questo non è cambiato. Naturalmente le coppie devono affrontare problemi insieme, ma non abbiamo mai dovuto sforzarci per essere felici di stare insieme. Per quanto riguarda la musica siamo sempre stati d’accordo nel non seguire un copione, quindi anche se si tratta di un brano suonato mille volte insieme, lo ascoltiamo sempre attentamente e nessuno di noi sa esattamente come andrà. In questo modo ogni brano è sempre una nuova esperienza. Pensiamo alla musica un po’ come danzare con lo stesso partner. Il partner è sempre lo stesso, ma la danza cambia sempre».
L’amore è uno dei temi fondanti dei brani (classici e standard) che riproponete...
«È vero. Una delle prime decisioni che abbiamo preso insieme è stata quella di interpretare solo brani i cui testi parlassero ai nostri cuori. Pensavamo che credendo nelle parole che cantavamo, sarebbe stato più facile entrare nei cuori degli ascoltatori. Credevamo entrambi nell’infinito potere dell’amore e nella varietà delle sue manifestazioni dall’umano al divino. L’amore è così grande che ti fa sentire senza limiti. Quasi 40 anni dopo, siamo ancora più convinti di questa decisione e questo ci ha reso entrambi più gentili e amorevoli verso gli altri; persone che apprezzano la bellezza unica in ogni individuo. Poiché l’amore è tema sfruttato a livello universale, di fatto la decisione di dare priorità assoluta a ciò che la nostra musica racconta ci ha reso automaticamente gruppo non commerciale. La decisione di essere duo lo ha rinforzato, ma in qualche modo, nonostante questo, ce l’abbiamo fatta. Per questo ci riempie sempre di soddisfazione quando altri musicisti raccontano che li abbiamo aiutati, con il nostro esempio, ad essere semplicemente loro stessi».
Conoscete l’Italia e, in particolare, Comacchio dove vi esibirete domenica?
«Dall’89 siamo stati in Italia 51 volte, abbiamo viaggiato in auto per tutto il Paese e suonato in oltre 100 città. Amiamo l’Italia e siamo grati al pubblico italiano per l’accoglienza che ci riserva sempre. Ma è la prima volta a Comacchio, siamo stati in vacanza molte volte a Cesenatico e amiamo questa parte d’Italia. Abbiamo sentito parlare della bellezza di Comacchio, quindi non vediamo l’ora di arrivare».
Siete in un luogo di vacanza, proporrete cambi ad hoc al programma del concerto?
«Non cambieremo scaletta, di fatto perché non ne abbiamo una. Abbiamo smesso di pianificare i nostri live nell’80: seguiamo lo spirito del momento, a seconda del pubblico, della location, degli avvenimenti del mondo e di come ci sentiamo. Aggiungiamo nuovi brani - chiudono - che il pubblico non ha ascoltato e naturalmente ci sono i nostri preferiti oltre ad accettare richieste tramite i social». (d.b.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Dove trovate l’energia per riproporvi sempre a livello artistico e di coppia dopo 40 anni?
«È piuttosto semplice - rispondono -: il motivo per cui suoniamo insieme e siamo sposati da 40 anni è che amiamo stare insieme e suonare insieme! Questo non è cambiato dal primo momento in cui ci siamo conosciuti. Siamo diventati migliori amici e questo non è cambiato. Naturalmente le coppie devono affrontare problemi insieme, ma non abbiamo mai dovuto sforzarci per essere felici di stare insieme. Per quanto riguarda la musica siamo sempre stati d’accordo nel non seguire un copione, quindi anche se si tratta di un brano suonato mille volte insieme, lo ascoltiamo sempre attentamente e nessuno di noi sa esattamente come andrà. In questo modo ogni brano è sempre una nuova esperienza. Pensiamo alla musica un po’ come danzare con lo stesso partner. Il partner è sempre lo stesso, ma la danza cambia sempre».
L’amore è uno dei temi fondanti dei brani (classici e standard) che riproponete...
«È vero. Una delle prime decisioni che abbiamo preso insieme è stata quella di interpretare solo brani i cui testi parlassero ai nostri cuori. Pensavamo che credendo nelle parole che cantavamo, sarebbe stato più facile entrare nei cuori degli ascoltatori. Credevamo entrambi nell’infinito potere dell’amore e nella varietà delle sue manifestazioni dall’umano al divino. L’amore è così grande che ti fa sentire senza limiti. Quasi 40 anni dopo, siamo ancora più convinti di questa decisione e questo ci ha reso entrambi più gentili e amorevoli verso gli altri; persone che apprezzano la bellezza unica in ogni individuo. Poiché l’amore è tema sfruttato a livello universale, di fatto la decisione di dare priorità assoluta a ciò che la nostra musica racconta ci ha reso automaticamente gruppo non commerciale. La decisione di essere duo lo ha rinforzato, ma in qualche modo, nonostante questo, ce l’abbiamo fatta. Per questo ci riempie sempre di soddisfazione quando altri musicisti raccontano che li abbiamo aiutati, con il nostro esempio, ad essere semplicemente loro stessi».
Conoscete l’Italia e, in particolare, Comacchio dove vi esibirete domenica?
«Dall’89 siamo stati in Italia 51 volte, abbiamo viaggiato in auto per tutto il Paese e suonato in oltre 100 città. Amiamo l’Italia e siamo grati al pubblico italiano per l’accoglienza che ci riserva sempre. Ma è la prima volta a Comacchio, siamo stati in vacanza molte volte a Cesenatico e amiamo questa parte d’Italia. Abbiamo sentito parlare della bellezza di Comacchio, quindi non vediamo l’ora di arrivare».
Siete in un luogo di vacanza, proporrete cambi ad hoc al programma del concerto?
«Non cambieremo scaletta, di fatto perché non ne abbiamo una. Abbiamo smesso di pianificare i nostri live nell’80: seguiamo lo spirito del momento, a seconda del pubblico, della location, degli avvenimenti del mondo e di come ci sentiamo. Aggiungiamo nuovi brani - chiudono - che il pubblico non ha ascoltato e naturalmente ci sono i nostri preferiti oltre ad accettare richieste tramite i social». (d.b.)
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