La Nuova Ferrara

Anche il cattivo dei mari riesce a diventare un sogno

Anche il cattivo dei mari riesce a diventare un sogno

L’idea di Sturla Avogadri: una mostra permanente e dinamica sui pescicani  Ha già 25mila cimeli, tra cui il gigantesco predatore realizzato da Rambaldi  

3 MINUTI DI LETTURA





Lo squalo bianco lungo circa sei metri e la sua enorme mascella, realizzati da Carlo Rambaldi sono tornati a Ferrara. Al momento sono in un garage in via Ravenna dove il suo proprietario, Riccardo Sturla Avogadri, l’uomo degli squali, sta radunando i suoi 25mila cimeli tutti legati al grande predatore dei mari, recuperandoli dall’acquario di Jesolo, dallo Zoo Marin di Roma e da Verona. Materiale prezioso, spesso esemplari unici, realizzati con una paziente opera di ricostruzione fedele all’originale, feti di squali conservati in soluzioni chimiche, sagome di esemplari di varia grandezza, libri, poster e persino flipper, tutto a disposizione del suo progetto: una mostra dinamica .

La storia del flipper che Riccardo accarezza quasi fosse una persona è davvero singolare; si chiama ovviamente White Shark e al mondo ne esistono solo quattro tipi, uno dei quali Riccardo è riuscito ad avere dopo cinque anni di “inseguimenti”. Lo costruì una casa produttrice di Bologna, e Sturla l’ha scoperto in pessime condizioni a Lione, in Francia. Ha contattato un restauratore belga che l’ha restaurato e l’ha portato a Ferrara, dove sarà una delle attrazioni della mostra dinamica che vorrebbe presto allestire, in particolare a Ferrara.

«Vengo da Boston dove c’è stata una incredibile invasione di foche; addirittura qualche milione di esemplari - spiega Riccardo Sturla Avogadri - che hanno attirato 150 squali bianchi e quindi lavorando nel settore sono rimasto quasi due anni. Devo ammettere però che non è stato facile, anzi. Da straniero, venivo regolarmente boicottato. Ho comunque formato molti istruttori, come faccio sempre quando rimango per qualche tempo in un luogo dove ci sono squali».

Così è stato anche alle Bahamas, dove ha vissuto nel periodo precedente quello di Boston, innanzitutto per ristabilirsi da una infezione al fegato, che ha messo veramente a repentaglio la sua vita e che ha contratto durante un corso sulle specie protette, tenuto in Liguria ai comandanti delle guardie forestali. Ricoverato per un mese all’ospedale di Cona e superata la crisi, bisognava cambiare aria e le Bahamas sono state un toccasana. E durante la convalescenza Sturla Avogadri non è stato con le mani in mano, ma ha continuato a immergersi e a portare con sè i turisti, a contatto con gli squali e mettendo in atto la tecnica per addormentarli, un metodo di cui si è parlato in tv, in un’intervista con Licia Colò.

«A Boston ho pensato di acquistare una barca per portare i turisti in mare a contatto con gli squali; mi serviva la patente da comandante, sono riuscito ad ottenerla ma si sono poi presentate talmente tante difficoltà per cui ho preso la decisione di tornare in Italia e di stabilirmi qui dove sono le mie origini, con mia moglie e mia figlia. L’obiettivo è di preparare e proporre questa grande mostra dinamica. Finora i miei allestimenti sono stati piuttosto statici, mentre ora vorrei coinvolgere il visitatore con azioni dirette».

Riccardo Sturla Avogadri per ora ha trovato cinque garage come base di partenza per le iniziative che porterà in grandi centri commerciali, sperando di tornare anche al Castello e alle Mura. «Il mio sogno sarebbe avere in affitto dal Comune uno spazio per una mostra fissa, non tipo museo il cui interesse scade dopo qualche anno, bensì nell’ottica del dinamismo, con vasche, la gabbia d’acciaio ( ne possiedo una che mi è stata chiesta in prestito per girare il film “ 47 metri“), facendo indossare al visitatore la tuta e tutta l’attrezzatura per provare il brivido di una immersione. E coglierne ogni particolare, magari in 4D».

Gli squali oggi - racconta - «sono tornati di moda; film, documentari, episodi di vita reale si riferiscono a questo animale che ebbe origine 400 milioni di anni fa come pesce corazzato; 350 milioni di anni fa si estinse dopo essersi diviso in due gruppi: ossei e cartilaginei ovvero gli squali e le razze. Per me è un animale straordinario».

Margherita Goberti



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google