aveva 92 anni
Addio a Cibotto, cantò il dramma dell’alluvione
L’arte, ma anche il giornalismo più concreto, perdono un pezzo pregiato. Sabato mattina, difatti, si è spento Gian Antonio Cibotto, poeta, giornalista, scrittore, critico teatrale. Aveva 92 anni. Era...
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L’arte, ma anche il giornalismo più concreto, perdono un pezzo pregiato. Sabato mattina, difatti, si è spento Gian Antonio Cibotto, poeta, giornalista, scrittore, critico teatrale. Aveva 92 anni. Era nato a Rovigo l’8 maggio 1952, e nella sua Rovigo è morto. Cibotto, di formazione cattolica e antifascista, si era laureato in giurisprudenza e si era dedicato principalmente al giornalismo e alla critica letteraria e teatrale (Giornale d'Italia, Il Gazzettino, La Fiera Letteraria). Il suo debutto come narratore avvenne nel 1954, quando pubblica (per Neri Pozza), Cronache dell'alluvione, un resoconto puntiglioso e bellissimo, in forma di diario, della tragica alluvione del Polesine avvenuta nel novembre del 1951. Il Veneto, sua terra natia, ha rappresentato una costante all'interno della sua produzione narrativa ma soprattutto nella sua vita di artista. Ne parlava della morte, anche poco prima che arrivasse, con il suo inconfondibile anticonformismo, lo stesso che lo aveva portato a trattare con la leggerezza dei grandi temi drammatici quali, appunto, l’alluvione del Polesine. Sarà sepolto nel cimitero di Lendinara dove aveva vissuto da bambino. (m.puli.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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