La Nuova Ferrara

La maschera del potere I detenuti si misurano con “Ubu Re” di Jarry

di SAMUELE GOVONI
La maschera del potere I detenuti si misurano con “Ubu Re” di Jarry

Teatro in carcere, il laboratorio coinvolge tutta la Regione Czertok: spettacolo in scena all’Arginone poi all’Abbado 

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Raccontare il potere, raccontarne le sue maschere, il suo status, la sua forza, ma anche le sue debolezze, le sue costrizioni e le sue follie. È la sete di potere che spinge Ubu a impadronirsi della corona e ad uccidere tutti i suoi rivali e perfino coloro che si erano imbarcati con lui in questa avventura. La stessa sete che condanna Macbeth, il valoroso cavaliere di Shakespeare, che insieme alla moglie mette in atto un piano diabolico per diventare sovrano; un’ambizione che gli costerà cara. Quello stesso potere che in tempi più recenti ha portato a colpi di Stato, faide tra clan e famiglie della criminalità organizzata. Ed è proprio sul potere, sulle sue maschere e le sue forme, che sette detenuti dell’Arginone di Ferrara stanno lavorando insieme a Horacio Czertok, regista, attore e docente teatrale. «Si tratta di un progetto di coordinamento, significa cioè che - spiega Czertok, pilastro dei laboratori teatrali in carcere - tutti gli istituti penitenziari regionali che aderiscono al progetto di teatro in carcere (ovvero Ferrara, Bologna, Forlì, Ravenna, Modena e Parma, ndr) stanno lavorando a questo argomento e a modo loro si stanno cimentando con “Ubu Re”, il testo teatrale di Alfred Jarry».

Dopo essersi concentrati per mesi su “La Gerusalemme liberata” di Torquato Tasso, i detenuti dell’Arginone guidati da Czertok si sono spostati su un testo decisamente più teatrale, antenato del Teatro dell’Assurdo portato poi alla ribalta negli anni a venire da Samuel Beckett e Eugène Ionesco. «Gli attori si sono immediatamente innamorati di questa proposta e si sono lanciati a capofitto nel progetto. Abbiamo - spiega il regista - diviso il testo di Jarry in due parti. La prima si intitola “L’irresistibile ascesa degli Ubu” e la seconda “Ascesa e caduta degli Ubu”». La prima parte del percorso teatrale sarà presentata il 29 settembre all’interno del carcere cittadino nell’ambito del festival di giornalismo Internazionale a Ferrara. Lo spettacolo sarà aperto al pubblico ma per partecipare, è ovviamente necessario registrarsi. Quest’anno per via delle norme di sicurezza più stringenti i tempi di accreditamento sono un po’ più lunghi. Per assistere allo spettacolo è infatti necessario inviare i propri dati e la richiesta entro e non oltre il 31 agosto a info@teatronucleo.org. La seconda parte del progetto invece andrà in scena al Teatro Comunale Abbado a maggio 2018. «Il teatro in carcere è un’esperienza in continua evoluzione. Non bisogna mai dimenticare la funzione sociale e terapeutica di questa attività che - sottolinea Czertok - arricchisce culturalemente e emotivamente tanto gli allievi quanto i docenti».

Non è un caso che per l’anno in corso sia stato scelto “Ubu Re”. Sono tanti i parallelismi tra questo testo scritto in Francia a inizio Novecento, proprio durante la Bella Epoque, quando la Prima Guerra Mondiale non era nemmeno nell’aria, e la realtà odierna. Basti pensare alle tensioni tra i Paesi, le superpotenze, le intolleranze e la voglia di primeggiare su tutto e tutti; la sete di potere, appunto. Quella che Ubu e sua moglie hanno quando si lanciano alla conquista del regno. «Si tratta di uno spettacolo divertente e leggero ma con una densità che non passerà inosservata. Non ci sono allusioni dirette al mondo politico che ci circonda e in cui viviamo ma - assicura e conclude Czertok - sappiamo ciò di cui stiamo parlando. Conosciamo le maschere del potere e ciò dallo spettacolo emergerà». Per info e dettagli relative alla modalità di iscrizione (80 i posti disponibili) oltre alla mail è possibile anche chiamare i numeri 0532.464091 o 348.9655709.

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