la testimonianza
«Stavamo andando a scuola quando l’abbiamo visto cadere»
Luciano Pancaldi, 85 anni, di Argenta, ieri mattina è arrivato fra i primi sul luogo dove, 73 anni fa, ha visto cadere lo Spitfire. È emozionato al punto da far fatica a parlare. Guarda esterrefatto...
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Luciano Pancaldi, 85 anni, di Argenta, ieri mattina è arrivato fra i primi sul luogo dove, 73 anni fa, ha visto cadere lo Spitfire. È emozionato al punto da far fatica a parlare. Guarda esterrefatto la grande mole di lavoro che, grazie alla sua testimonianza, si è messa in moto.
Tranquillizzato dal figlio Mauro, Luciano racconta cosa è successo quella mattina di aprile del 1944. «Stavamo andando a scuola a piedi a Filo, io e altri compagni - spiega - e sentiamo un rumore strano. Vediamo in cielo un aereo che fuma e ondeggia su e giù. Con i miei amici dicevo: “Quello la non va tanto avanti!”. Infatti, il fumo d’improvviso è aumentato e dopo un po’ l’abbiamo visto cadere a terra». Il gruppetto di scolari non ha visto il pilota lanciarsi con il paracadute, ma «solo l’aereo e la scia di fumo, tutto qui». poi Luciano e i suoi amici sono andati «a scuola e abbiamo raccontato al maestro che cosa era successo». L’indomani, poi, con altri «5-6 amici, siamo venuti e abbiamo trovato l’aereo con un pezzo d’ala fuori terra e una gran buca». Il gruppetto di scolari non ha visto il pilota lanciarsi con il paracadute, ma «solo l’aereo e la scia di fumo, tutto qui».
Ieri durante le operazioni di scavo è stato chiesto a Luciano Pancaldi, se fosse sicuro che fosse la primavera del 1944 o quella del ’45 e lui, più che mai certo, ha spiegato ai ricercatori della Raf che «il giorno preciso non lo ricordo ma che fosse l’aprile del ’44 sono sicuro». In effetti le informazioni raccolte dai ricercatori evidenziano un pilota disperso proprio in quella data. Ora la speranza è che gli accertamenti sulle parti dell’aereo, ripulite dal fango, possano dare altre informazioni utili a ricostruire la vicenda.(g.c.)
Tranquillizzato dal figlio Mauro, Luciano racconta cosa è successo quella mattina di aprile del 1944. «Stavamo andando a scuola a piedi a Filo, io e altri compagni - spiega - e sentiamo un rumore strano. Vediamo in cielo un aereo che fuma e ondeggia su e giù. Con i miei amici dicevo: “Quello la non va tanto avanti!”. Infatti, il fumo d’improvviso è aumentato e dopo un po’ l’abbiamo visto cadere a terra». Il gruppetto di scolari non ha visto il pilota lanciarsi con il paracadute, ma «solo l’aereo e la scia di fumo, tutto qui». poi Luciano e i suoi amici sono andati «a scuola e abbiamo raccontato al maestro che cosa era successo». L’indomani, poi, con altri «5-6 amici, siamo venuti e abbiamo trovato l’aereo con un pezzo d’ala fuori terra e una gran buca». Il gruppetto di scolari non ha visto il pilota lanciarsi con il paracadute, ma «solo l’aereo e la scia di fumo, tutto qui».
Ieri durante le operazioni di scavo è stato chiesto a Luciano Pancaldi, se fosse sicuro che fosse la primavera del 1944 o quella del ’45 e lui, più che mai certo, ha spiegato ai ricercatori della Raf che «il giorno preciso non lo ricordo ma che fosse l’aprile del ’44 sono sicuro». In effetti le informazioni raccolte dai ricercatori evidenziano un pilota disperso proprio in quella data. Ora la speranza è che gli accertamenti sulle parti dell’aereo, ripulite dal fango, possano dare altre informazioni utili a ricostruire la vicenda.(g.c.)
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