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I buskers salutano Ferrara e i turisti con l’ultimo show

I buskers salutano Ferrara e i turisti con l’ultimo show

Il direttore organizzativo Russo traccia il bilancio «Tante immagini positive di una città accogliente»

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Cala il sipario sulla 30ª edizione del Ferrara Buskers Festival. Cala il sipario della Rassegna internazionale del musicista di strada, con ultima tornata di spettacoli dalle 17 alle 20, poi lo show di quattro bande musicali itineranti. E dalle 21.30 spazio ai concerti on stage del Puedes Summer Night, anch’esso alla chiusura nel sottomura, con ingresso da via Bologna 1.

Un festival che ha raggiunto un traguardo importante, quello dei trent’anni appunto, una delle manifestazioni più longeve che si tengono a Ferrara. Il Ferrara Buskers Festival nel corso di questi trent’anni di strada ne ha fatta, soprattutto dagli inizi, la fine degli anni Ottanta, quando il mese di agosto la nostra città si svuotava e le presenze turistiche non erano certamente quelle di oggi, cresciute grazie al festival. Se oggi Ferrara in agosto può contare su una fitta presenza di turisti e ferraresi affezionati alla manifestazione è, infatti, anche grazie al Buskers Festival ed ai tanti artisti che sono passati per le vie del centro. Alcuni talmente fedeli da far registrare presenze record. Come, per esempio, una coppia di tedeschi che, come racconta Luigi Russo direttore organizzativo del Festival, da dieci anni torna a Ferrara appositamente per la manifestazione.

Il bilancio che Russo traccia di questa 30esima edizione è sostanzialmente positivo, anche se mancano ancora i dati definitivi: «Posso esprimere una mia considerazione generale, cioé che è stata una bella manifestazione, anche per la qualità degli stessi artisti, talentuosi e che subito hanno familiarizzato con la città e lo staff, oltre che tra di loro. Complessivamente una buona edizione. Ho visto scene molto belle, di persone che ballavano in strada durante l’esibizione degli artisti, immagini molto positive di una città accogliente. Si sono visti tanti turisti, soprattutto stranieri - dice Russo -, persone che maturano poi un forte legame affettivo con la città, perché come ho letto in passato dai questionari, tanti tornano a Ferrara al di là del Festival, e questo significa che si è creato un forte legame affettivo con la città».

Sul fatto che molti esercenti di via Carlo Mayr si sentano esclusi dal festival perché mancano gli artisti nella via, Russo risponde che «le strade periferiche sono quelle più difficili da riempire. Poi molti artisti, per il fatto che partecipano a spese proprie, a volte rinunciano all’ultimo e si creano spazi vuoti, e questo va oltre le scelte dell’organizzazione. Sicuramente, non c’è la volontà di penalizzare qualcuno. Anzi, anche noi a volte siamo in difficoltà, perché qualche esercente non vuole il busker davanti al proprio negozio. Ci troviamo a dovere conciliare tante esigenze diverse, e noi lavoriamo in tranquillità, cercando di fare sempre il meglio. In più, abbiamo delle logiche interne, per cui il musicista è sempre tutelato. Non basta piazzare un artista davanti ad un locale perché arrivi gente, c’è tutto un meccanismo che va considerato. Sicuramente non si può mettere un artista a 500 metri dal punto musica, o metterne due troppo vicini, e anche collocarlo davanti a un pub si rischia che la sua presenza diventi solo coreografica perché le persone non lo considerano. Insomma, siamo disposti a confrontarci con tutti, ma il musicista va tutelato, il Festival ha le sue logiche interne, e non siamo disposti a farci tirare per la giacca».

Tra ottobre e novembre dovrebbe tenersi un incontro tra organizzatori del festival, associazioni di categoria e amministrazione, come avvenuto lo scorso anno, «incontro in cui raccoglieremo i suggerimenti ed esprimeremo i nostri punti di vista», conclude Russo.

Veronica Capucci

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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