Una vita sulle punte: Isabella promessa della danza classica
La ballerina ferrarese studierà al Teatro San Carlo di Napoli. «Quando mi esibisco dono le mie emozioni al pubblico»
FERRARA. Isabella Minutillo ha 15 anni e l’8 settembre inizierà a studiare alla scuola di ballo del Teatro San Carlo di Napoli, tra i più famosi e prestigiosi teatri lirici al mondo. I primi passi Isabella ha iniziato a muoverli in tenerissima età e oggi, nonostante la sua giovinezza, vanta già un curriculum di prestigio. A pochi giorni dall’inizio della sua nuova avventura la giovane danzatrice ferrarese racconta una vita fatta di passione, studio, sacrifici e aspirazioni.
Che cos’è per lei la danza?
«Libertà. La danza per me è soprattutto questo: è l’espressione delle mie emozioni che ogni volta quando mi esibisco dono al pubblico. Quando danzo sento le mie gambe diventare come musica, le mie braccia come ali e mi sento come un quadro che racchiude l’infinito. È questo ciò che provo quando i miei piedi volano leggeri sul parquet e volteggio libera sul palcoscenico».
Come e quando è nata questa passione?
«Ho iniziato a danzare nella scuola di mia madre, Luisa Tagliani, che non avevo nemmeno tre anni. Quando Adele Fiocchi, un’altra allieva, venne ammessa alla Scuola di Ballo della Scala di Milano mi resi conto che anche io desideravo entrare nel mondo professionale della danza e ben presto venni selezionata a Roma; avevo otto anni. Ebbi la prima scrittura in quanto allieva dell’Accademia Nazionale di Danza di Roma con tanto di contributi per la pensione a soli 9 anni d’età e subito dopo, fui “ammissione speciale” su segnalazione di talento alla Scuola di Ballo del Teatro dell’Opera di Roma».
Quanto studio, esercizio e costanza richiede questa arte?
«Studio, esercizio e costanza sono la chiave di questa professione. Ci si allena tutti i giorni compreso il sabato per tre, quattro ore al giorno ed è impegnativo conciliare gli allenamenti con la scuola e lo studio; parallelamente si fa il liceo. Adesso ho 15 anni e crescendo le ore di allenamento aumenteranno, ma la cosa non mi spaventa, perché sono talmente felice quando danzo che quasi non sento la fatica».
È stata ammessa al Teatro San Carlo di Napoli, un risultato fondamentale preceduto però da altri successi.
«Dopo aver avuto l’onore a dieci anni di essere uno dei Moretti nell’Aida di Verdi con Roberto Bolle alle Terme di Caracalla per il Teatro dell’Opera di Roma e dopo aver lavorato con il corpo di ballo interpretando il paggetto della Fata Lillà ne La Bella Addormentata, ho vinto diverse borse di studio, tra le quali quella per l’Hungarian National Academy di Budapest. Ho avuto la grande soddisfazione di essere stata ammessa anche all’accademia del Teatro Bolshoi di Mosca ed ora al prestigioso Teatro San Carlo, dove andrò fra pochi giorni».
[[atex:gelocal:la-nuova-ferrara:site:1.15782161:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.lanuovaferrara.it/image/contentid/policy:1.15782161:1650660924/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
C’è un’esperienza tra quelle vissute fino ad oggi che ricorda con particolare affetto?
«Sento ancora l’emozione che ho provato quando ho danzato la variazione solista di Paquita al Teatro Comunale di Ferrara, la mia città natale, che è sempre nel mio cuore anche quando le sto lontana».
Qual è il suo sogno?
«Il mio sogno è esattamente quello che sto vivendo, studiare danza a livello professionale per poi entrare in compagnia e intraprendere la carriera da danzatrice. Sono onorata di far parte del Teatro San Carlo e ce la metterò tutta per esserne all’altezza».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
