FERRARESE IN GIURIA
Venezia Classici I capolavori rivivono al Lido
Anche quest’anno il festival cinematografico più antico del mondo sta per cominciare. Da domani al 9 settembre il Lido di Venezia ospiterà la 74esima edizione della prestigiosa Mostra dedicata alla...
2 MINUTI DI LETTURA
Anche quest’anno il festival cinematografico più antico del mondo sta per cominciare. Da domani al 9 settembre il Lido di Venezia ospiterà la 74esima edizione della prestigiosa Mostra dedicata alla settima arte, che richiama appassionati, professionisti, curiosi e fan desiderosi di strappare un autografo alle tante star che sfileranno sull’immancabile tappeto rosso del Palazzo del Cinema. Dal 2012, a fianco delle competizioni principali ha trovato spazio anche l’importante sezione Venezia Classici, che presenta una serie di film del passato, molti dei quali hanno avuto e hanno tuttora un ruolo capitale nella storia del cinema, scelti per essere stati riportati a nuova vita grazie ai restauri che cineteche, enti culturali e produzioni di tutto il mondo hanno sostenuto nell’ultimo anno.
A decretare il film vincitore sarà, ancora una volta, una giuria formata da 26 studenti provenienti dai corsi di cinema delle università italiane, tra i quali anche una studentessa originaria della provincia di Ferrara, precisamente Bondeno, Sofia Nadalini. La giuria, presieduta ogni anno come da consuetudine da un noto regista italiano, sarà guidata da Giuseppe Piccioni (La vita che vorrei, 2004, Giulia non esce la sera, 2009, Il rosso e il blu, 2012), che alla scorsa edizione della Mostra era in concorso con il film Questi giorni. Tra i restauri presenti, quello di Novecento di Bernardo Bertolucci (1976) e di La donna scimmia di Marco Ferreri (1964), entrambi sostenuti dalla Cineteca di Bologna e dal suo importante laboratorio di restauro, L’Immagine Ritrovata, che solo l’anno scorso aveva dato nuova vita ad un altro dimenticato film di Ferreri, Break up – L’uomo dei cinque palloni (1976), interpretato da Marcello Mastroianni e Catherine Spaak e vincitore della sezione Classici alla Mostra veneziana. I cinefili poi aspetteranno con ansia anche il restauro di Deserto rosso (1964), quel film in cui Michelangelo Antonioni fece un uso così vivo del colore e che vinse già il Leone d’Oro nel 1964. Saranno diciotto i classici in concorso e non saranno solo italiani: oltre ai già citati, anche Incontri ravvicinati del terzo tipo di Steven Spielberg (1977), Tutto in una notte di John Landis (1985), Due o tre cose che so di lei (1967) di Jean-Luc Godard, e altri titoli di autori come Claude Chabrol, Miloš Forman, Yasujir Ozu e Kenji Mizoguchi.
A completare la sezione Venezia Classici, verrà presentata anche una selezione di documentari sul cinema e sui suoi autori, premiata sempre dalla giuria di studenti.
A decretare il film vincitore sarà, ancora una volta, una giuria formata da 26 studenti provenienti dai corsi di cinema delle università italiane, tra i quali anche una studentessa originaria della provincia di Ferrara, precisamente Bondeno, Sofia Nadalini. La giuria, presieduta ogni anno come da consuetudine da un noto regista italiano, sarà guidata da Giuseppe Piccioni (La vita che vorrei, 2004, Giulia non esce la sera, 2009, Il rosso e il blu, 2012), che alla scorsa edizione della Mostra era in concorso con il film Questi giorni. Tra i restauri presenti, quello di Novecento di Bernardo Bertolucci (1976) e di La donna scimmia di Marco Ferreri (1964), entrambi sostenuti dalla Cineteca di Bologna e dal suo importante laboratorio di restauro, L’Immagine Ritrovata, che solo l’anno scorso aveva dato nuova vita ad un altro dimenticato film di Ferreri, Break up – L’uomo dei cinque palloni (1976), interpretato da Marcello Mastroianni e Catherine Spaak e vincitore della sezione Classici alla Mostra veneziana. I cinefili poi aspetteranno con ansia anche il restauro di Deserto rosso (1964), quel film in cui Michelangelo Antonioni fece un uso così vivo del colore e che vinse già il Leone d’Oro nel 1964. Saranno diciotto i classici in concorso e non saranno solo italiani: oltre ai già citati, anche Incontri ravvicinati del terzo tipo di Steven Spielberg (1977), Tutto in una notte di John Landis (1985), Due o tre cose che so di lei (1967) di Jean-Luc Godard, e altri titoli di autori come Claude Chabrol, Miloš Forman, Yasujir Ozu e Kenji Mizoguchi.
A completare la sezione Venezia Classici, verrà presentata anche una selezione di documentari sul cinema e sui suoi autori, premiata sempre dalla giuria di studenti.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google