La Nuova Ferrara

Effetto Borghi: «Chiamatemi padrino»

di Manuela Pivato

L’attore di “Suburra” è il gran cerimoniere. Sarà il protagonista del film su Cucchi

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VENEZIA . I bauli con i vestiti ci sono; e c’è la passerella in solitaria, sebbene all’asciutto della nuova scalinata del Casinò e non in riva al mare. C’è anche il discorso autologo, lungo tre minuti e mezzo, e la trepidazione di un piccolo gesto scaramantico, dietro il velluto della Sala Grande del Palazzo del Cinema. Insomma, c’è tutto, anche se in versione irsuta e tatuata. Alessandro Borghi, 31 anni, attore di nuova generazione in “Non essere cattivo” di Claudio Caligari, “Suburra” di Stefano Sollima e “Il sogno più grande” di Michele Vannucci, due nomination ai David di Donatello, al Lido è l’incarnazione maschia del soave ruolo di madrina per il quale, tra le varie definizioni possibili – presentatore, show boy, valletto, velino – sceglie a colpo sicuro quella più cinematografica.

«Chiamatemi padrino, così un domani potrò dire di aver fatto il padrino», dice, appena sbarcato in darsena all’Excelsior, maglietta beige, jeans, sneakers, le iniziali dei genitori sul braccio sinistro, quella del fratello sull’avambraccio destro, e la gioia incontenibile di essere qui e ora. Ricorda la chiamata: «Ero a casa e stavo tagliando le verdure quando mi ha telefonato il direttore Barbera per chiedermi se avevo voglia di presentare la Mostra del cinema». Ha detto subito sì: «Mi piace avvicinarmi a cose che non conosco».

Un ruolo così tipicamente femminile lo affronterà senza problemi: «La mia camera è piena di vestiti. Comunque mi fa una certa impressione sapere che sono il primo padrino della storia del festival». Dopo Venezia sarà sul set con Matteo Rovere per “Il primo re” sulla fondazione di Roma. E poi c’è il film su Stefano Cucchi, per il quale dovrà «dimagrire di quasi dieci chili». Il Lido blindato non gli fa impressione: «Non ho paura. Solo a Parigi, una volta, non ebbi il coraggio di entrare al Louvre né di andare in metropolitana».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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