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Una tradizione che è quasi magia Un secolo di passione alla Panfilia

Una tradizione che è quasi magia Un secolo di passione alla Panfilia

«Penso che il tartufo bianco rappresenti qualcosa di magico e di sconosciuto. Non sappiamo quasi niente di questa specie e non sappiamo come si coltiva, l’aspetto misterioso dona ad esso un’“aura”...

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«Penso che il tartufo bianco rappresenti qualcosa di magico e di sconosciuto. Non sappiamo quasi niente di questa specie e non sappiamo come si coltiva, l’aspetto misterioso dona ad esso un’“aura” magica». Per Alessio Malaguti della trattoria La Rosa 1908 di Sant’Agostino il primo ingrediente che rende speciale il “Tuber magnatum” è la sua unicità e poi c’è il rapporto con la natura, con il territorio e con la propria terra. All’ingresso della trattoria capeggia una foto datata 1917 che immortala quaranta cercatori di tartufo (con cani annessi) davanti al Bosco della Panfilia. «In quello scatto - dice fiero Malaguti - c’è anche un mio antenato, era il guardiano del bosco».

«In quella foto - spiega - c’è tutta la storia e la tradizione che lega Sant’Agostino al tartufo. Abbiamo trovato scritti risalenti agli anni Trenta del secolo scorso in cui vennero annotate modalità di preparazione e di utilizzo del tartufo. Da queste parti infatti, le radici di questa tradizione affondano più indietro nel tempo, a differenza del Mantovano dove in certi casi addirittura bollivano il tartufo pensando fosse una patata uscita male». Domani a Sant’Agostino, non a caso, prenderà il via anche l’edizione 2017 della sagra del tartufo, la numero trentotto. «Da sei anni abbiamo stretto una collaborazione con l’associazione che organizza la sagra e in alcune sere ci occupiamo noi della preparazione di alcuni piatti a base di tartufo bianco. Quest’anno saremo alla sagra lunedì». Malaguti poi torna al rapporto con la natura e la propria terra «un aspetto per me imprescindibile». È per questo che ha dato il via ad una nuova attività, partita in piccolo ma che sta prendendo piede, e che si chiama: “Alla ricerca del tartufo nel bosco”.

«Ci incontriamo qui in trattoria, facciamo colazione e poi andiamo nel Bosco della Panfilia in compagnia del cercatore. Si respira un contatto diverso con la natura, le radici, in quei momenti il tempo si ferma e riparte scorrendo in un’altra maniera. Diversi ragazzi tra i 25 e i 35 anni hanno partecipato a queste attività scoprendo un mondo che prima non conoscevano e che hanno apprezzato; anche perché - sorride - si finisce sempre a tavola tutti insieme. Quest’anno le uscite riprenderanno a inizio ottobre». (s.g.)

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