La Nuova Ferrara

Mantova al centro del mondo con Festivaletteratura

Mantova al centro del mondo con Festivaletteratura

Per cinque giorni la città ospiterà decine di incontri nelle piazze e nei musei Attualità, storia e fantasia: i mille volti della 21esima edizione della kermesse

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La ventunesima edizione di Festivaletteratura si terrà a Mantova da domani a domenica. Da Ferrara raggiungere il capoluogo mantovano non è difficile. In poco più di un’ora di macchina (una novantina i chilometri che separano le due città), si potrà raggiungere il festival. Chi invece scegliesse di raggiungere Mantova dalle zone di Bondeno e dintorni, si troverebbe ad affrontare un tragitto ancor più breve. Un appuntamento, che da vent’anni (anzi ventuno) raduna migliaia di persone da tutta Italia. Mantova torna ad aprirsi a scrittori e a lettori, cittadini di un’epoca che più che in passato richiede disposizione all’ascolto, alla scoperta, alla condivisione delle conoscenze.

Già vent’anni fa Festivaletteratura - invadendo i musei, rendendo finalmente accessibili spazi che non lo erano, chiedendo ai privati di aprire le proprie case - mostrava come la città nella sua trama di strade e piazze, palcoscenici teatrali e giardini segreti, memorie archeologiche e costruzioni contemporanee, fosse funzionale a far scaturire il dialogo, a incrociare i pensieri, a costruire percorsi di ricerca individuali eppure in continua intersezione con quelli degli altri. Tra gli ospiti internazionali di maggiore richiamo presenti vanno senz’altro ricordati Chimamanda Ngozi Adichie, scrittrice nigeriana riconosciuta a livello internazionale come punto di riferimento per la lotta contro il razzismo e per i diritti delle donne, George Saunders, narratore statunitense approdato finalmente al romanzo dopo una esemplare produzione di racconti, la giallista Elizabeth George, il cinese Yu Hua, più volte candidato al Nobel e apprezzata firma del New Yorker, la scrittrice inglese per ragazzi Frances Hardinge, oltre ai ritorni di Arturo Pérez-Reverte, Richard Mason ed Elizabeth Strout: nomi che rappresentano solo alcuni dei punti di riferimento verso i quali orientare la propria navigazione nel mare di Festivaletteratura 2017. Uno dei temi centrali di questa edizione è quello relativo alle storie di chi ha perduto la propria terra. La condizione di profugo, così drammaticamente alla ribalta nella cronaca dell’attualità, accomuna molti degli autori stranieri presenti, che proprio nella narrativa trovano un territorio di approdo per tentare un riscatto, reinterpretare il proprio destino, cercare di disegnare una nuova identità. Tra questi vanno citati il libico Hisham Matar, premio Pulitzer 2017 per l’autobiografia; Kim Thúy, scrittrice naturalizzata canadese fuggita dal Vietnam nella stagione dei boat people; Madeleine Thien, figlia di esuli cambogiani; Tash Aw, giovane autore britannico di origini malesi, le cui storie ripercorrono intere genealogie di migrazioni dall’Oriente profondo verso l’Occidente. Sono le guerre di oggi e di ieri a fare da sfondo a narrazioni sospese tra autobiografia, indagine documentaria, saga familiare, romanzo generazionale e portate al Festival da scrittori come il pluripremiato autore angolano José Eduardo Agualusa, l’indonesiano Eka Kurniawan, il poeta ed esule siriano Faraj Bayrakdar. Le guerre lanciate dall’Occidente contro il terrorismo verranno rilette attraverso gli occhi dei soldati nel dialogo tra l’inglese Harry Parker e lo statunitense Brian Turner, reduci rispettivamente delle campagne in Afghanistan e in Iraq. Al racconto della guerra e dell’esilio si accompagna all’interno del programma una riflessione sulle tensioni che attraversano il mondo musulmano e sul variegato fronte dei movimenti terroristici che destabilizzano Oriente e Occidente. Tra i vari interventi ci sarà quello di Joby Warrick, giornalista del Washington Post e due volte premio Pulitzer, che ripercorrerà la vicenda dell’Isis. Un occhio di riguardo questa edizione di Festivaletteratura lo riserva a la “questione europea” e si terrà un focus in tre tappe dedicato al centenario della Rivoluzione d’Ottobre dal titolo “letteratura e rivoluzioni. Che fare?”. Gli scrittori che quest’anno giungeranno a Mantova si dimostrano tra i più propensi a muoversi liberamente tra canoni, forme e registri espressivi, arrivando a esiti narrativi sempre più ibridi e contaminati, meno riconoscibili e straordinariamente efficaci. Alle donne sarà dedicata l’intera serie dei “Processi”, la riapertura di storici casi giudiziari attraverso documenti archivistici. Non mancherà poi lo spazio riservato agli appassionati di giallo. Info e dettagli: www.festivaletteratura.it.

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