il progetto
Assistenza solo per il primo anno, poi saranno autonomi
Anne Gabriela e Corinna non sono sole a guidare gli ibis migratori a svernare nell’oasi protetta di Orbetello. Il progetto infatti è sostenuto dall’Unione europea e vede partners Austria, Italia e...
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Anne Gabriela e Corinna non sono sole a guidare gli ibis migratori a svernare nell’oasi protetta di Orbetello. Il progetto infatti è sostenuto dall’Unione europea e vede partners Austria, Italia e Germania, con lo scopo di reintrodurre l’ibis eremita nell’ambito del programma LIFE +, destinato a progetti di conservazione della natura e delle specie. È ormai un’esperienza decennale quella sviluppata dal gruppo Waldrappteam, del quale fanno parte le due ragazze che in questi giorni stanno accompagnando, in volo, 29 ibis eremita dal lago di Costanza, in Austria, sino alla Toscana. Secondo le previsioni, entro il 2019 si dovrà raggiungere una popolazione di almeno 120 uccelli, numero corrispondente al minimo vitale. È dal 2014 che vengono effettuate migrazioni guidate dall’uomo con ibis eremita, allevati in cattività. Sin dal primo volo sperimentale, finalizzato allo svernamento nell’oasi protetta di Orbetello, in Toscana, Valle Gaffaro viene scelta come sosta intermedia, un luogo pianeggiante, immerso nella natura, a cavallo tra le aree pinetate del boscone della Mesola, la costa comacchiese ed il Delta del Po. L’area è funzionale tanto per gli animali, che possono riposare dopo un lungo volo in gabbie molto spaziose, quanto per le due ragazze che li accompagnano, che possono fruire anche del bar-ristoro presente nell’aviosuperficie. Il tragitto, poco più di 900 chilometri, come si è detto, viene frazionato ogni anno in 5/6 tappe, ma «questi giovani ibis seguono le mamme adottive solo il primo anno – sottolinea Nicoletta Perco, partner del progetto per l’Italia –, poi resteranno ad Orbetello sino all’età adulta e, spinti dall’istinto riproduttivo, migreranno da soli a ritroso lungo la rotta imparata». Gli ibis adulti popoleranno così le aree riproduttive dell’Austria e della Baviera, sino a tramandare la rotta ai loro piccoli. Il viaggio tuttora in corso ha consentito agli ibis di beneficiare del necessario riposo, durato uno o due giorni per volta, periodo durante il quale sono assolutamente a loro agio, anche semi-liberi. (k. r.)
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