la pubblicazione
L’autore estense e l’Italia fragile Studio di Catania
Lorenzo Catania è uno studioso catanese da anni legato a Ferrara, grazie all’amore per i libri di Giorgio Bassani. Dopo diversi articoli (pubblicati anche dalla Nuova Ferrara) e studi sui lavori...
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Lorenzo Catania è uno studioso catanese da anni legato a Ferrara, grazie all’amore per i libri di Giorgio Bassani. Dopo diversi articoli (pubblicati anche dalla Nuova Ferrara) e studi sui lavori dello scrittore estense, Catania ha dato di recente alle stampe il volume L’Italia fragile raccontata da Bassani (Algra Editore, Viagrande 2017, 96 pagine, costo 8 euro), con la prefazione del professor Maurice Actis Grosso, docente di lingua e cultura italiana all’Università francese di Parigi Nanterre, a sua volta studioso dell’opera di Bassani, di cui proponiamo uno stralcio. «Come evidenza con acume il Catania e sua scoperta a mia conoscenza lodevolissima, ritroviamo le tracce del lungo processo di elaborazione del Giardino dei Finzi-Contini non solo nell’abbozzo di racconto Frammento 1942 già conosciuto dagli “addetti ai lavori” secondo l’espressione dello stesso Bassani, o nel documento intitolato Il giardino dei Finzi-Contini (Primo appunto) del ’55, bensì nel brevissimo racconto del ’45 dal titolo Mia cugina che mette in scena la prima versione del bacio non dato tra il narratore e Micól nel capolavoro di maturità. Le prove di tale incubazione di 20 anni elencate dal Catania appaiono più che convincenti: l’allusione al locus amoenus dell’incontro, l’atmosfera e il simbolismo di oggetti e personaggi, la scelta autobiografica del passo e dell’identità anagrafica tra autore e narratore, il ritratto di una borghesia provinciale, l’esperienza di incomunicabilità non oltrepassata tra questa fanciulla dagli “occhi celesti” ed il giovane, tutti questi dettagli simbolici si presentano a guisa quasi di scenario dell’episodio del Giardino. Non solo: il punto di ricongiungimento tra la nuova e sofferta solitudine del narratore vittima di persecuzioni antisemite e la figura tutelare del Professore, consacra un rapporto inedito di sostituzione speculare tra padre e figlio adottivi».
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