La Nuova Ferrara

Festa del Libro ebraico con Fedeli

Festa del Libro ebraico con Fedeli

L’iniziativa a Ferrara nel week end. Domenica mattina il ministro alla firma del protocollo per il Meis

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Tra le manifestazioni del ricco calendario eventi di fine estate, è in programma per questo week end l’appuntamento autunnale con la cultura ebraica. È stata presentata ieri mattina la Festa del Libro ebraico, che si svolgerà a Ferrara sabato e domenica.

La manifestazione sarà quest’anno un’iniziativa profondamente legata all’essenza e alla narrazione del Meis, e vuole mettere al centro questa volta i valori di partecipazione e cittadinanza, oltre a porgere l’attenzione alla tematica, più attuale che mai, dell’accoglienza.

La presentazione dell’evento si è rivelata anche un’occasione per fare il punto riguardo al Meis: «La garanzia di successo è data dall’alleanza profonda tra tutti noi e la capacità di lavorare in sinergia. Il Meis sarà un museo nazionale - ha esordito il vicesindaco Massimo Maisto - e dovrà dialogare con gli altri grandi musei europei». Un sogno ferrarese ambizioso, che mostra oggi i frutti del duro lavoro di questi anni, dato che il Meis aprirà le porte alla città il prossimo dicembre, mese dell’inaugurazione che rivelerà una prima sede espositiva del Museo. «Il 13 dicembre sarà una partenza, e non un punto d’arrivo - ha chiarito il vicesindaco - il vero lavoro deve ancora arrivare».

«Il termine museo ci sta stretto - ha proseguito il presidente del Meis, Dario Disegni - vorremmo essere un centro culturale e un punto di riferimento per le scuole, la ricerca, e la città». L’impegno dell’apertura entro l’anno sarà rispettato, dunque, e il prossimo obiettivo al quale punta il presidente Disegni sarà l’apertura dell’intero complesso entro il 2020. La direttrice del Museo, Simonetta della Seta, ha poi evidenziato il filo rosso che collega il museo di via Piangipane alla Festa del Libro e alla comunità ebraica ferrarese: «Domenica mattina si firmerà un protocollo d’intesa tra il Meis e il Miur, cerimonia che nominerà il museo ente primario di divulgazione dell’ebraismo e dei suoi contenuti».

Un punto d’onore, per gli organizzatori, il fatto che l’accordo verrà sancito direttamente con il ministro Valeria Fedeli, che parteciperà pure alla tavola rotonda di domenica, incontro centrale della manifestazione, dedicato alle sfide dell’accoglienza. «La comunità ebraica ha sempre saputo mantenere la propria storia e la propria identità rimanendo sempre integrati a fondo nella società - ha spiegato il presidente Dario Disegni - per questo abbiamo ritenuto fosse importante riflettere sul concetto di società di “uguali ma diversi”, vale a dire di una comunità dove le diverse culture arricchiscono».

Non solo, ma, come ha sottolineato il vicesindaco Maisto, l’invito del ministro Fedeli è significativo: «Sono felice della presenza del ministro Fedeli alla Festa, perchè ritengo fondamentale per ogni museo il lavoro con le scuole: gli spazi del museo possono e devono essere considerati come aule didattiche».

Negli spazi dell’ex carcere, in occasione della Festa verrà allestita la mostra inedita curata dal Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea, “1915-1918: ebrei per l’Italia”.

«Moltissimi ebrei italiani parteciparono attivamente alle battaglie della Grande Guerra - ha spiegato Gadi Luzzatto Voghera, presidente del Cdec e curatore della mostra - in diversi casi il sentimento dell’identità nazionale è risultato superiore alla fede religiosa. Abbiamo voluto evidenziare con le immagini e le storie di questi soldati quanto sia precario il concetto di cittadinanza». Una sezione in particolare - ha concluso la professoressa Anna Maria Quarzi, presidente di Isco - è dedicata alla memoria degli ebrei ferraresi che parteciparono alla prima guerra mondiale, grazie all’impegno del liceo Roiti che ha realizzato un’ampia banca dati».

Irene Lodi



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