La Nuova Ferrara

il rapporto sull’economia della Bici 

Ferrara sale sul podio delle città bikefriendly

Ferrara sale sul podio delle città bikefriendly

Andare in bicicletta fa bene al portafoglio e all’economia in generale, oltre che alla salute e all’ambiente. In base al rapporti di Legambiente di quest’anno sull’economia della bici in Italia e...

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Andare in bicicletta fa bene al portafoglio e all’economia in generale, oltre che alla salute e all’ambiente. In base al rapporti di Legambiente di quest’anno sull’economia della bici in Italia e sulla ciclabilità nelle città risulta che l’insieme degli spostamenti a pedali nel nostro Paese genera un fatturato di oltre 6 miliardi euro. Questo patrimonio - somma della produzione di bici e accessori, delle ciclovacanze e dell’insieme delle esternalità positive generate dai biker (come risparmio di carburante, benefit sanitari o riduzione di emissioni nocive) - appare ancora più rilevante soprattutto in considerazione del carattere adolescenziale della ciclabilità in molte parti d’Italia, sia per gli aspetti relativi alla mobilità, sia per quello che riguarda il turismo su due ruote.

Il risultato di 6,2 miliardi di valore economico della bici è, peraltro, senz’altro sottostimato, perché ci sono una serie da elementi positivi (la diminuzione dei tempi di percorrenza legati a una diminuzione della congestione, ad esempio, o la ricchezza generata da uno spazio pubblico di qualità) rispetto ai quali le informazioni statistiche disponibili non consentono ancora di definire con precisione il valore. Il miglior indicatore sulla qualità della mobilità su due ruote è il modal share. Lo stile di mobilità degli abitanti, il mezzo usato per i percorsi quotidiani casa-scuola o casa-lavoro, spiega in maniera chiara e inequivocabile se un’amministrazione locale ha lavorato bene per favorire gli spostamenti non motorizzati o con mezzi collettivi o se le scelte urbane finiscono per premiare l’auto e lo scooter.

Davanti a tutte ci sono Bolzano, Pesaro e Ferrara , dove circa uno spostamento su tre è soddisfatto dalla bici.

Una performance che è frutto di un preciso progetto delle amministrazioni locali teso a favorire la mobilità nuova per i percorsi che si sviluppano all’interno del centro abitato.

Uno specifico indice fornisce un’informazione di sintesi relativa alla dotazione complessiva di infrastrutture in grado di incentivare la mobilità ciclabile è così composto: km di piste ciclabili in sede propria, chilometri di piste ciclabili in corsia riservata, km di piste su marciapiede, km di piste promiscue bici/pedoni, zone con moderazione di velocità a 20 e 30 km/h, piste nel verde (percorsi che non corrono lungo la carreggiata stradale, ad esempio nei parchi, lungo i fiumi, strade bianche). I valori relativi a queste tipologie di infrastrutture, opportunamente pesati, concorrono a formare l’indice di “metri equivalenti” di percorsi ciclabili ogni 100 abitanti.

Reggio Emilia registra il valore più alto dell’indice (41,1 metri equivalenti/100 abitanti) grazie a una rete complessiva di piste ciclabili che si estende per 235 km (completata da 115 km di zone 30), seguita da Mantova, Lodi e Cremona (circa 26 metri equivalenti/100 abitanti).

Le altre due città che superano un indice di 20 m_eq/100 ab sono Sondrio e Verbania, con Ferrara che si colloca di pochissimo al di sotto.



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