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Elezioni e crac banche scaldano il Comunale

Elezioni e crac banche scaldano il Comunale

De Bortoli: Etruria e Boschi? Nessuno scandalo. Floris-show

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«Questo premio è anche un tributo a Falcone, Borsellino e ai morti delle scorte». La dedica di Giovanni Bianconi è la parola definitiva per l’Aquila 2017, il primo Premio Estense in sinergia tra gli industriali di Ferrara, Bologna e Modena, che ha squarciato con i suoi artigli la cortina di menzogne, connivenze, ostilità che aveva messo sotto assedio il magistrato palermitano prima della strage di Capaci. Ma Bianconi e Falcone non sono stati gli unici protagonisti del palco del Comunale, ieri pomeriggio. Si sono materializzate, per bocca di un principe del giornalista italiano come Ferruccio de Bortoli, le figure del segretario Pd, Matteo Renzi, e dei protagonisti dei crac bancari; sono stati evocato da un Giovanni Floris in gran forma scenari da prima repubblica, per il posto voto; il pubblico è stato accompagnato da Giulia Innocenzi tra gli orrori degli allevamenti intensivi, «anche qui vicino c’è chi comincia a dire no», e da Paolo Pagliaro nelle fake news che sono la regola, non l’eccezione di internet.

Si parte alle 15 per finire poco dopo le 17, cioè in anticipo di due ore rispetto alla tradizione, e il perché lo ammette un titubante Riccardo Maiarelli, presidente del Fondazione Premio Estense: «Non abbiamo voluto sovrapporci a Spal-Napoli. La passione calcistica che la travolto la città contiamo sia un segnale positivo per la città, che ha recentemente vissuto vicissitudini di segno opposto». La sorpresa annunciata si presenta sul palco in rosso acceso, con in mano un violino che poi userà in maniera magistrale: è Saule Kilaite, musicista e performer lituana, a dare un tocco di glamour ad un premio diventato di colpo più ricco. Poi lo spettacolo sono diventati i cinque big, un pokerissimo raramente così “pesante” e variegato, che una Cesara Buonamici in bianco candido non ha dovuto nemmeno pungolare più di tanto per tener lì il teatro.

Bianconi, dopo aver ribadito le sue accuse ai magistrati che lasciarono solo Falcone, ha fatto una veloce radiografia alla mafia di oggi: «Qualcuno spara ancora ma certo i corleonesi sono seppelliti dagli ergastoli. Ora ci sono segnali di ripresa del traffico di droga e infiltrazioni sugli appalti, che però non sono più come una volta. È però più difficile intercettare queste attività». Quando è salito sul palco de Bortoli tutti aspettavano solo “quella domanda”, «Etruria e la Boschi? Non ho scritto che ci sono state pressioni, ma che c’è stato un suo interessamento. Non ci vedo uno scandalo, che un politico s’interessi di una banca del suo territorio, mi meraviglierei del contrario». La commissione d’inchiesta, secondo l’ex direttore del Corriere, dovrà indagare su responsabilità e ritardi, «questa vicenda che ha toccato sensibilità qui vicino, è stata un costo per i risparmiatori e per tutto il Paese». Renzi? La sciabola di de Bortoli è più affilata che mai, «non ho contrapposizioni personali con lui. Gli riconosco un lento passaggio dall’io al noi, l’ammissione che c’è stato qualcosa prima dell’era Renzi e forse una preoccupazione che dopo l’era Renzi ci sarà qualcun altro».

C’è ancora il tempo per venire a sapere che l’Italia è il terzo paese d’Europa per uso di antibiotici nell’allevamento, «l’80% dei prodotti viene da allevamenti intensivi, e dobbiamo acquisire consapevolezza su cosa mangiamo». A proposito di consapevolezza, un’altra scossa è arrivata da Pagliaro: «Sugli smartphone dei nostri ragazzi arrivano obbrobbri politico-culturali e commerciali, che non c’entrano nulla con le notizie. Una soluzione? Gli editori devono impossessarsi di internet, non subirlo».

In chiusura il Floris show. Qualche estratto: «La proposta di legge elettorale? Tutti saranno scelti dai partiti, ad occhio formerà coalizioni destinate a disfarsi dopo il voto. Meglio però di quella attuale. Di Maio premier? Perché no, ma non mi soffermerei sui candidati premier, perché tanto dovranno mettersi d’accordo almeno in due, e salterà fuori qualcuno ora nell’ombra. Il premio? Sono davvero felice e avete fatto bene a pensare alla Spal, ma alle 15 c’era la Roma...». Applausi e sorrisi, poi tutti a soffrire per i biancazzurri.

Stefano Ciervo

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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