«Il premio non è più soltanto ferrarese»
Quando Riccardo Maiarelli, vicepresidente di Confindustria Emilia, nel sottolineare che la fusione tra associazioni ha messo assieme «tre realtà piuttosto disomogenee», ma che ora «si può ragionare...
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Quando Riccardo Maiarelli, vicepresidente di Confindustria Emilia, nel sottolineare che la fusione tra associazioni ha messo assieme «tre realtà piuttosto disomogenee», ma che ora «si può ragionare in grande», il riferimento è anche al futuro del Premio Estense. Dopo aver attraversato periodi anche di grande difficoltà, testimoniato dal “rastrellamento” di marchi sponsor per salvarne il bilancio, l’Estense ora «è un premio non più solo di Ferrara, sensazione che rafforza l’idea di una fusione ben voluta da tutti i territori interessati» ha sintetizzato Alberto Vacchi, altro vicepresidente di sponda bolognese della neonata associazione. E le sue parole sono state rafforzate da quelle di Renzo Iorio, presidente del gruppo Cultura di Confindustria. Il rafforzamento è già iniziato, con l’ingresso di quattro industriali modenesi e bolognesi nel consiglio di amministrazione, mentre dal palco è già stato annunciato l’ingresso di giurati degli altri due territori nella giuria popolare. In entrambi gli ambiti, comunque, i ferraresi dovrebbero rimanere in maggioranza. L’idea è comunque di dare maggiore visibilità al premio, tornando magari su qualche televisione nazionale.
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