Internazionale, la città diventa una grande agorà
Subito Antonioni, poi dibattiti e confronti. Tanti gli ospiti, da Angela Davis a Varoufakis
[[atex:gelocal:la-nuova-ferrara:tempo-libero:1.15914051:Video:https://video.gelocal.it/lanuovaferrara/cronaca/dal-29-settembre-all-1-ottobre-il-festival-di-internazionale-a-ferrara/80812/81260]]
FERRARA. Internazionale a Ferrara 2017. Il festival di giornalismo si prepara a tornare in città. Da domani a domenica il centro storico, e non solo, sarà invaso da migliaia di persone che, come ogni anno, prenderanno d’assalto la città per assistere a incontri, dibatti, proiezioni, presentazioni e concerti. Sì perché Internazionale, che dal 2007 ha trovato in Ferrara il suo contrappunto, ha “giocato pesante” e ha messo in campo una undicesima edizione, se possibile, ancora più ricca delle precedenti.
A parlare sono i numeri: 270 ospiti provenienti da 40 paesi e da 4 continenti, per 250 ore di programmazione e 130 incontri. Dire che ci sarà l’imbarazzo della scelta è dire poco. Filo conduttore di questa edizione è la prospettiva intesa come lungimiranza e opportunità, una risposta ai moti xenofobi, ai populismi e ai nuovi protezionismi, sintomi di un affanno della politica a fare fronte ai grandi mutamenti sociali. Per tendere verso un’informazione corretta; per leggere gli eventi in corso senza paura, immaginando soluzioni rispettose dei diritti umani; per individuare modelli economici più inclusivi, serve la giusta distanza.
«Lo spirito con cui affrontiamo questa nuova edizione è già scritto nel logo: guardiamo il mondo con il cannocchiale. Cosa vuol dire? Che cerchiamo di vedere lontano e di farlo in maniera dettagliata e approfondita. Avremo una prospettiva distaccata ma allo stesso tempo vicina alle realtà che affronteremo», spiega Luisa Cifolilli, direttrice del festival.
Grandi ospiti da tutto il mondo: da Angela Davis, femminista ed ex militante del partito comunista statunitense a John Lewis che nel 1963, insieme a Martin Luther King organizzò la grande marcia su Washington al termine della quale fu pronunciato il celebre discorso “I have a dream”. Appuntamento, come ogni anno, con giornalisti, scrittori e fotoreporter da ogni continente: dallo scrittore siriano Khaled Khalifa alla reporter colombiana Marta Ruiz, dall’inviato iracheno Gaith Abdul-Ahad all’attivista di origine eritrea Meron Estefanos, fino a Shane Bauer che, nell’anno del risveglio dei nazionalismi e del razzismo istituzionalizzato, sotto copertura si è infiltrato nei movimenti paramilitari di estrema destra americani. Emblematico l’incontro conclusivo del festival, intitolato “L’Età della rabbia” dal libro dello scrittore indiano Pankaj Mishra che dialogherà con lo statunitense Adam Shatz e lo studioso francese Olivier Roy. Si parlerà anche molto di Europa con l’ex ministro greco Varoufakis, il presidente della Vallonia, Paul Magnette, e con Romano Prodi. «Per queste giornate in città sono impegnati 21 alberghi, 280 stanze, 14 ristoranti, 90 volontari, 80 responsabili dello staff, sono stati coinvolti 150 treni, 90 aerei e 6 bancali di mele. I numeri - afferma Alice Bolognesi, che segue l’organizzazione - sono importanti e danno contezza di quanto il festival significhi per il territorio». Non solo ferraresi infatti ma anche migliaia di turisti invaderanno i luoghi della cultura cittadina, le strade, le piazze, i chiostri e i musei che ospitano decine e decine di iniziative. Uno spin off del festival si estenderà anche a Portomaggiore. Qui il vincitore del premio Anna Politkovskaja, Can Dündar (giornalista turco), incontrerà gli studenti delle scuole portuensi e i cittadini insieme a Luca Traini, direttore della Nuova Ferrara.
Il Teatro Comunale Abbado, tra le location simbolo del festival, aprirà le sue porte al pubblico nonostante il cantiere per i lavori di ristrutturazione e adeguamento post sisma. «Quest’anno il luogo - afferma Roberta Ziosi, presidente della Fondazione Teatro Comunale Ferrara - assume una connotazione ancora più simbolica. Internazionale rappresenta un momento di informazione e confronto, un cantiere di idee e il teatro che, nonostante i lavori in corso si prepara ad ospitare migliaia di persone, ben si abbina allo spirito della tre giorni». Il festival di Internazionale inizierà ufficialmente venerdì alle 10 al cinema Apollo ma già domani alle 20.30 alla sala Boldini si avrà un’anteprima del festival. Per l’occasione verrà proiettato “Blow Up”, capolavoro di Michelangelo Antonioni, nella sua versione restaurata dalla Cineteca di Bologna. Il film sarà seguito dal documentario “Blow Up di Blow Up”. Ruolo importante all’interno della tre giorni lo giocheranno anche gli studenti del conservatorio di Ferrara “Frescobaldi” che si esibiranno nel corso della tre giorni, anche in diretta radiofonica per Rai Radio 3. Spazio importante sarà riservato a Medici Senza Frontiere che quest’anno racconteranno i loro 46 anni di attività nel mondo e anche Alce Nero, partner del festival, parlerà di cibo biologico, agricoltura, genuinità e cambiamento. «Internazionale a Ferrara - ha affermato Massimo Maisto, vicesindaco di Ferrara - ci restituisce approcci e sguardi poliedrici su paesi e problematiche distanti, eppure così vicine alla nostra quotidianità, al nostro vissuto personale e sociale. Nei fatti, trasforma per tre giorni la nostra città in una pulsante agorà, dove i cittadini possono acquisire e scambiarsi informazioni e commenti, e quindi democrazia».(s.g.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
