La Nuova Ferrara

In partenza per il Nepal «Ma prima, tappa a Ferrara con Brondi»

di SAMUELE GOVONI
In partenza per il Nepal «Ma prima, tappa a Ferrara con Brondi»

Cognetti sabato sarà a Palazzo Crema per parlare di viaggi Lo scrittore: c’è voglia di scoprire modi di vivere diversi

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La prossima settimana partirà per un trekking di tre settimane insieme ad un gruppo di amici valdostani, direzione: Nepal. Prima di questo grande viaggio però, Paolo Cognetti farà tappa a Ferrara. Lo scrittore vincitore del Premio Strega 2017 con “Le otto montagne” (ed. Einaudi), sarà sabato alle 14.30 a Palazzo Crema in compagnia di Vasco Brondi per Versanti sconosciuti, una conversazione su viaggi, ricerca di sé e rapporti con la propria terra. A moderare l’incontro la giornalista e scrittrice ferrarese Daria Bignardi (ingresso con tagliando). «Sarà la prima volta per me a Internazionale e ne sono felice. Io e Brondi non ci siamo mai visti ma lo seguo, mi piacciono le sue canzoni e penso che tra noi ci siano tante cose in comune. Io - afferma Cognetti - sono cresciuto a Milano, ho vissuto la città e in certi suoi testi ritrovo aspetti della metropoli a me familiari».

Sono mesi che Cognetti non si ferma. Ieri sera era a Roma per un incontro e nelle scorse settimane oltre a girare l’Italia è stato in Norvegia, Olanda, Francia, Germania. «Ad agosto il libro è uscito anche negli altri Paesi e mi sta portando in giro parecchio. Nelle persone che incontro vedo il desiderio di scoprire luoghi e modi di vivere diversi. A luglio si è tenuta la prima edizione de “Il richiamo della foresta”, un festival di arte, libri e musica in montagna. Hanno partecipato in tantissimi e stiamo già guardando all’edizione 2018». Non solo, lo scrittore sta anche lavorando ad un rifugio alpino che sarà sì un luogo di accoglienza, ma anche un laboratorio e un punto di incontro; una base ad alta quota immersa nella natura. Amante del “wild”, Cognetti è cresciuto con i grandi scrittori americani del Novecento, ha vissuto a New York (scrivendo anche due libri sulla Grande Mela) e ha curato un’antologia di racconti capaci di tracciarne il ritratto. «Sono sempre stato un divoratore di racconti. Per molti è una forma di narrativa minore, non per me; i racconti intrecciano persone, storie, frammenti di vite e ogni parola è importante e pensata». A trent’anni (oggi ne ha 39) il “richiamo della foresta”, il ritorno alla montagna che aveva conosciuto da bambino e l’avvicinamento a quel “mondo selvaggio” a cui in tanti, forse per quel bisogno di “ritorno alle origini” di cui sempre più spesso si parla, guardano.

«Ormai è un anno che “Le otto montagne” mi porta in giro, vorrei fermarmi e rimettermi a scrivere. Magari - chiude Cognetti - dopo il trekking in Nepal potrà essere il momento giusto, chissà...».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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